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1793 Parole

22 Mi aveva preoccupato la reazione di Federico; e più ancora ero rimasto impressionato dall’arroganza minacciosa e prepotente di Suardelli, che lo costringeva evidentemente a prendere parte a quei riti senza che lui lo volesse più, magari Federico gliel’aveva fatto capire, oppure era successo qualcos’altro di più grave che non ammetteva ripensamenti da parte di nessuno. Lo chiamai al telefono, il giorno dopo. Mi rispose la seconda volta, mentre la prima volta aveva fatto squillare invano il cellulare. “Che cosa vuoi?” reagì, mostrando lo stesso tono e le stesse intenzioni del giorno prima, disposto a non voler più cercare un’apertura di dialogo con me. “Che cosa c’è, adesso fai il duro con me? Pensi che basti un tono di voce per pensarsi più forte?” dissi, per mettergli il dubbio ora c

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