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754 Parole

24 Restai sconvolto per molti giorni, dolorante nelle gambe e nella schiena insanguinate dalle ferite delle spine che rinnovarono nella carne il dolore di quella notte. Federico non mi aveva chiamato, evidentemente non aveva la forza e l’esigenza di dover ricordare con me il tormento per quegli errori che non bastavano le scuse a cancellare. Neanche io lo avevo chiamato, per la stessa necessità. Avevo voglia di stare da solo, a ripensare ai miei errori. Quando alleggerivo il pensiero e il rimpianto per Luciana mi tornavano alla mente le grida del vecchio e il tormento ricominciava. La mattina mi svegliavo più presto del solito, subito dopo che mia madre usciva di casa per andare a lavoro. Correvo in edicola, a comprare tutti i giornali di redazioni locali: dall’Eco alla Voce, al Giornal

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