16 Arrivai davanti alla villa di Stezzano quando era notte fonda, mentre l’aria era attraversata da nubi e ombre in movimento. Era tutto spento all’interno. Entrai e salii le scale, strisciando le mani sul muro per avere una guida e una direzione. Non accesi la luce, per non svegliare Luciana, che evidentemente dormiva in mansarda. Mi avvicinai al letto, lentamente, spiando sulle morbidezze delle coperte tese e intatte, che mostravano il ravvolto del lenzuolo. Tutto era soffice, leggero e immobile senza che potessi scoprire nel buio, che avvolgeva quell’angolo di casa, lo splendore e la bellezza del suo corpo. Sulle coperte tirate, non scorsi neanche la forma del peso, che mi potesse indicare che si fosse alzata per sorprendermi con una fantasia nuova. Non me l’aspettavo, in realtà, perch

