17 Luciana puliva il terrazzo, perché il temporale l’aveva coperto di rami e di foglie. Negli angoli, i cumuli erano inzuppati d’acqua, e apparivano scuri e melmosi, di odore e consistenza di sostanza morta. Sbuffava la sua malinconia, raccogliendo quell’orribile marciume, sporcandosi le mani. A tratti scuoteva la testa e guardava nei vasi, sospirando per la salvezza insperata di quelle piante che avevano resistito alla minaccia demolitrice del vento e della pioggia, che ora mostravano le ferite mortali nei rami sfrondati e nei tronchi piegati e spezzati fin dentro le radici. Rifiutava il mio aiuto e mi teneva lontano da lei e dal terrazzo. Mi evitava con lo sguardo e con la parola, e sembrava infastidita dalla mia presenza. Era tornata di nascosto alla villa, una mattina di un giorno l

