18 Era buia la strada che saliva sul monte di Canto Alto, che lambiva con le sue pendici le strade e le case isolate nella periferia della città. Luciana era silenziosa, guidava con affanno, evitando le buche che i fari della macchina scoprivano numerose nella stretta delle curve che piegavano e penetravano nel bosco di querce. Il rumore del motore copriva quello delle piccole creature notturne che si muovevano nell’erba secca, alta tra le macchie di rovi e di spine, uscendo allo scoperto sulla strada; illuminate dal fascio di luce della macchina che le coglieva di soprassalto in una curva, facendole correre alla ricerca di un nascondiglio sicuro. La luna era coperta da uno strato denso di nubi nere, irradiava un bagliore pallido e tetro sulle cime scure dei monti che disegnavano un cupo

