Capitolo XXVI La casa era silenziosa e il cielo scuro era pieno di stelle. Qualche ora e poi sarebbero scesi in città, ognuno seguendo il proprio destino. I bambini dormivano rannicchiati uno vicino all’altra, con i pugni stretti. Santino ogni tanto singhiozzava e Anna sussurrava il nome del papà infinitamente lontano. Il tenente, stroncato più dall’emozione di aver dovuto conoscere l’orrore del mestiere di soldato che dalla fatica, dormiva un sonno agitato. Maria non dormiva, si rigirava sul pagliericcio, guardava il soffitto e pensava al suo uomo che non avrebbe mai più rivisto e al giovane che le aveva dato conforto e che domani forse sarebbe morto anche lui. Forse tutti domani sarebbero morti, in uno degli infiniti modi che la guerra riserva... Santino rise nel sonno e Tonio, stu

