«Sei il mio angelo.» pt 1

2580 Parole
Jimin's POV Continuavo a camminare avanti e indietro per il corridoio con la tesi di laurea stretta al petto, ripentendomi nella mente le stesse tre frasi, quelle che proprie non riuscivano ad entrambi in testo per colpa di alcuni termini inglesi che credevo di non essere in grado di pronunciare correttamente anche se mi ero fatto aiutare da Taehyung. Nell'ultimo mese e mezzo mi ero praticamente trasferito a casa di Yoongi, passando le mie giornate di fronte ai libri e al computer e le mie notti tra le sue braccia. L'avevo definitivamente presentato ai miei genitori, mentendogli sul come ci eravamo conosciuti e messi insieme. All'inizio ero restii a fidarsi di un ragazzo di 8 anni più grande di me ma poi avevano visto tutte le attenzioni che aveva nei miei confronti e si erano ricreduti. Era stato proprio lui ad accompagnarmi a Seoul in macchina un paio di volte, per parlare col professore che mi stava aiutando nella correzione della tesi, per consegnare tutti i documenti, per reperire del materiale che era disponibile solo nella biblioteca universitaria e che mi serviva a tutti i costi. Ed ora eccomi li, il prossimo in elenco a dover entrare per discutere la tesi. Ero agitato come mai lo ero stato in vita e la presenza dei miei parenti non mi stava aiutando. Girai l'angolo e mi rifugiai in bagno, appoggiai la schiena alla parete fredda e feci dei respiri profondi ma proprio in quel momento vidi entrare i miei amici e chiusi gli occhi. "Chim, sorridi quando entri, okay? Sembrerai più sicuro di te stesso." Sbuffai a quella frase. Sapevo di potercela fare però temevo che mi tremasse la voce, che il PowerPoint non funzionasse, che mi facessero domande a cui non avrei saputo rispondere. "Ehi-" Sentii una mano calda accarezzarmi la guancia e aprii gli occhi, trovandomi un elegantissimo Yoongi davanti. Ero arrivato in università con lui, sapevo mi avrebbe fatto fare un viaggio tranquillo rispetto che se lo avessi fatto con i miei genitori. "-Andrà bene. Sarai bravissimo." "Che ne sai, tu non l'hai mai provato, Yoon..." Risposi quasi triste. "Questa attesa è snervante. Dura poco, vero?" Mi girai verso Taehyung ossia l'unico laureato tra tutti noi. "Ti prego, dimmi che dura poco. Mi sento sotto tortura." "Dura poco. Non fai in tempo a sederti che è già ora di andartene, vedrai." Cercò di rassicurarmi. E così fu. Perché pochi minuti dopo venne chiamato il mio nome e io mi sedetti e cominciai a parlare veloce come un treno, gesticolando poco perché sarebbe stato segno di insicurezza, risposi perfettamente a tutte le domande che mi furono rivolte e quando il Presidente pronunciò il mio voto finale, le gambe quasi mi cedettero. Ero sempre stato bravo a scuola, mi ero sempre impegnato perché volevo avere i voti più alti della classe, perché preferivo studiare volta per volta per affaticarmi meno nella preparazione di una interrogazione, un compito o un esame. Avevo finito le superiori con il massimo dei voti e la situazione si era semplicemente ripetuta anche all'università. Il problema era che ora ne capivo l'importanza. Si alzarono tutti in piedi, il Presidente, il mio professore e anche gli altri tre presenti. "Grazie ai poteri conferitomi, la dichiaro Dottore in Statistica e tecnologie informatiche con una votazione di 110 e lode." Il mio cuore si fermò, il tempo e lo spazio si fermarono, io rimasi immobile. Sentii applaudire alle mie spalle ma solo dopo che ebbi salutato, ringraziato, fatto le foto e uscito dall'università cominciai a realizzare cosa fosse successo. Ci sedemmo nel locale che avevamo scelto per festeggiare almeno con i parenti che non la smettevano di farmi domande e io volevo solo starmene in pace, chiacchierare con i miei amici e con il mio ragazzo ma ovviamente dovevo sorridere e accontentarli ancora per un po'. Era riuscito a venire anche Baekhyun e mi faceva piacere vedere quanto d'accordo andasse con il resto del gruppo. Yoongi appena l'aveva visto gli aveva addirittura chiesto se poteva abbracciarlo per ringraziarlo del fatto che si fosse preso cura di me e che mi avesse protetto. E avrebbe sicuramente continuato ad essere una giornata piacevole finchè non ricevetti un messaggio dall'ultima persona che avrei voluto vedere e sentire. Jongin mi stava aspettando all'esterno, mi sporsi e lo vidi dalla vetrata, mi salutò con un cenno della mano ed io gelai sul posto. Sapevo perché fosse lì, non avevo avuto sue notizie per troppo tempo e ovviamente il momento era arrivato. Mi avvicinai ai miei amici e in massa ci alzammo per uscire, fingendo di andare a fare delle foto di gruppo prima di rimetterci in viaggio verso Busan. Appena me lo ritrovai davanti, il mio cuore cominciò a trapanarmi il petto tanto veloce da farmi quasi male. Ecco, dopo tutta l'ansia affrontata in una sola giornata, avrei avuto bisogno di dieci anni di terapia, pensai. "Ehi. Ho saputo della lode. Complimenti, Jimin." Disse sorridente come se io non stessi trattenendo il respiro dal terrore. "Ehi tu. Patti chiari, amicizia lunga. Stai almeno a due metri di distanza e stai attento a come gli parli e a come lo guardi o è la volta buona che si strappo la testa dal collo a morsi." Gli disse Yoongi e mi girai subito nella sua direzione, prendendolo per il polso per chiedergli in silenzio di calmarsi e che con la violenza non avremmo risolto nulla. Jongin fece un passo indietro, allontanandosi da me e io quasi mi stupii. "Jongin. Perché sei qua? Dimmelo e basta così possiamo andarcene." Cominciai, mostrando calma apparente. "90 milioni di won sono i soldi che vogliono i miei genitori." Lo guarda fisso aspettando che continuasse ma lui incrociò le braccia al petto e rimase zitto. "E?" "E cosa?" "90 milioni di won e cos'altro?" "Nient'altro." "Come nient'altro?" "Erano partiti da 900 milioni, Jimin. E volevano che tu e-" Spostò lo sguardo alle mie spalle, proprio nel punto in cui si era messo il mio migliore amico. "-Tu e Jungkook consegnasse un grosso carico di eroina a DK. Sanno che Jungkook comprava da lui." Percepii lo sguardo inceneritore di Taehyung anche senza vederlo con i miei occhi. "Però me li sono lavorati, come ti avevo promesso. Per te ho mentito per la prima volta ai miei genitori, dicendogli che ti ho picchiato, torturato, maltrattato, che ti ho obbligato a scopare senza il tuo volere, che ti ho costretto a tradire Yoongi e che a causa di tutto il male che ti avevo fatto, abbiamo deciso insieme di lasciarci e questa novità ha placato la loro ira nei tuoi confronti. Hanno fatto scegliere a me la cifra e meno di così non mi avrebbero mai detto di si, Jimin. Ho cercato una giusta via di mezzo, diciamo. Lo so che sono tanti soldi e che tu non li hai però-" "Te li darò io." Intervenne Yoongi. "Ora, se non c'è altro, puoi anche andartene." Jongin annuì, cambiò il peso da una gamba all'altra e poi si morse il labbro. Sembrava agitato, nervoso e dubbioso tutto allo stesso tempo. "In realtà c'è dell'altro." E spostò il suo sguardo tutto verso destra. "Tu sei Kim Seokjin, vero?" I nostri sguardi scattarono in direzione del maggiore che annuì attentamente. "Ho raggiunto un accordo con i miei anche per quanto riguarda Namjoon. So che anche lui è molto amico di Jimin perciò se tu fossi disposto a pagare per il debito dei suoi defunti genitori, potrebbe considerarsi libero di tornare in Corea e potreste tornare insieme. In caso tu rifiutassi, i miei genitori stanno programmando di andare a prenderlo ad Osaka tra due settimane. O tu paghi, o lui muore." Gelammo tutti sul posto e lo fissammo increduli. "Di cosa cazzo stai parlando?" Sibilò Seokjin ed io notai Hoseok afferrargli il lato della maglia e stringere. Era scattato qualcosa tra quei due, era palese e lo sapevamo tutti eppure non ci avevano ancora raccontato nulla, forse per vergogna, forse perché neanche loro sapevano esattamente cosa stesse succedendo. "Cosa cazzo stai dicendo, cosa c'entra Namjoon in tutto questo?" Alzò il tono di voce e Hoseok lo richiamò, intimandogli di mantenere la calma. "Come di che cosa sto parlando? I genitori di Namjoon hanno provato a tradire i miei uscendo dal giro. Ovviamente non potevano passarla liscia. Il tuo ragazzo è andato in Giappone ma è stato facile trovarlo. Se lo vuoi riavere indietro vivo e vegeto e non steso in una bara, la cifra da pagare è 135 milioni di won." "I..i genitori di Nam trafficavano droga?" Chiese Jungkook scioccato. "Namjoon è scappato. Jin, cazzo-" Intervenì Taehyung, spostandosi di fronte al maggiore del gruppo e appoggiandogli entrambe le mani sulle spalle. "Lo sapevi? Vendeva droga e tu glielo lasciavi fare?" "Cosa? Taehyung-" "Rispondi alla mia cazzo di domanda, sappiamo tutti quale droga vendono i genitori di Jongin. Dimmi che non ne eri a conoscenza, dimmi che non è stato il tuo fottuto ragazzo a vendere a Choi l'eroina che ha quasi ucciso Jungkook." Continuò Taehyung con un tono di voce fin troppo aggressivo. "Lasciami!" Seokjin lo spinse via ed io mi girai verso Yoongi che stava osservando la scena scioccato e stupefatto almeno quanto me. "No che non lo sapevo idiota! Pensavo se ne fosse andato per iscriversi a quella cazzo di università. E non vendeva droga, viveva a casa mia, pensi che non me ne sarei accorto? E neanche ne assumeva. Faceva i test medici come qualsiasi altra recluta." "Davvero state litigando per un fatto accaduto più di tre anni fa?" "Jongin, chiudi quella cazzo di bocca." Gli disse Baekhyun. L'unico forse che poteva realmente permettersi di rivolgersi così a lui senza dover temere delle ripercussioni. "Namjoon spacciava? Rispondi sinceramente perché è evidente che qua nessuno di noi è informato dei fatti quanto te." "No. Namjoon non ha mai spacciato." "Quanti soldi hai detto che servono per liberarlo?" Chiese Hoseok. "135 milioni di won." "Ci penserò." Rispose Seokjin prima di cercare di andarsene ma fu fermato di nuovo dalla voce di Hoseok. "Cosa vuol dire che ci penserai?" "Che non credo meriti che io spenda tutti sti soldi per lui." "Jin, sei andato fuori di testa? Stiamo parlando di Namjoon, della vita di Namjoon. O li paghi o lo uccidono, cazzo, lo capisci?" "Capisco benissimo ma prima di tutto non ti riguarda e seconda cosa non voglio che questo fatto vada ad influenzare noi, me e te e tutte le cose che solo noi sappiamo. Non accadrà, Hoseok." "Jin, Cristo santo-" Guardai il mio amico avvicinarsi al maggiore e pendergli il viso tra le mani. Mai era accaduto che lo chiamasse senza l'onorificenza, mai li avevo sentiti discutere ma la cosa che più mi aveva lasciato confuso era quel -noi-. "O li paghi o Namjoon muore. Non si torna indietro dalla morte. E tu adesso sei spaventato e sei stato colto di sorpresa e non stai ragionando lucidamente, non ragioni mai lucidamente quando si tratta di lui perciò fallo fare a me. Dagli sti 135 milioni che di certo non ti mancano e basta." "Poi tornerà a Busan." "E lascialo che torni." "Non ha un posto dove stare, verrà da me." "E tu lo farai entrare in casa." "Hobi-" "Jin, basta." Lo lasciò andare e si girò in direzione di Jongin. "Pagherà, garantisco io per lui." L'altro annuì e poi Hoseok chiese al maggiore le chiavi della macchina, offrendosi di guidare al posto suo e ci disse che era meglio se almeno loro due se ne andavano. Mi salutò promettendomi che avremmo festeggiato tutti insieme in qualche modo a Busan, magari andando a ballare o a bere qualcosa da qualche parte quando la situazione sarebbe stata più calma. Taehyung gli chiese se andasse tutto bene e se c'era qualcosa che voleva dirgli ma Hoseok rispose semplicemente che c'era tempo per tutto e di affrontare una cosa alla volta. Io non avevo capito niente di quello che stava succedendo. Sapevo solo che Yoongi avrebbe pagato per me, che non dovevo più temere i genitori di Jongin e che non vedevo l'ora che quella giornata finisse. "Comunque io non potevo sapere che Namjoon non gli avesse detto niente." Esclamò Jongin dopo un paio di minuti in cui eravamo rimasti tutti completamente in silenzio. "Devo ripeterti di nuovo cosa devi fare con la tua cazzo di bocca?" Gli disse ancora Baekhyun e io fui grato che ci fosse stato in questa giornata. "Hyung, non rivolgerti così a me." "Altrimenti? Io non ti devo niente. Non pensi di aver causato abbastanza problemi a fin troppe persone? avrai i soldi di Jimin e quelli per Namjoon. Ora fai un favore a tutti e vattene." Sentii lo sguardo di Jongin addosso e Yoongi, che ad un certo punto della conversazione mi aveva preso per mano, strinse di più la presa. Sapevo che stava morendo dalla voglia di urlargli contro qualsiasi cosa, ti vomitargli addosso tutta la rabbia e la frustrazione che aveva accumulato per mesi ma che si stesse trattenendo perché non era né il momento né il luogo. "Ti farò sapere per il metodo di pagamento." Mi disse ed io annuii. "Poi sparirò dalla tua vita, promesso." Annuii di nuovo anche perché non sapevo che cosa avrei potuto dire. Lo guardai mentre se ne andava e spariva dietro l'angolo, dirigendosi proprio verso l'appartamento che avevamo condiviso per tre anni e nel quale io non avrei mai rimesso piede per il resto della mia vita. Volevo chiudere quel capitolo, mettere un punto definitivo e andare avanti, dimenticandomi di tutto. "Jimin-ah, stai bene?" La mano di Baekhyun fu sulla mia spalla. "Mi fanno male le gambe per colpa di tutta questa agitazione. Vorrei dormire." Risposi sinceramente, continuando a guardare fisso davanti a me. "E' normale però ehi-" Si parò di fronte a me, costringendomi a guardarlo. "Ora puoi prendere un respiro di sollievo e rilassarti. È tutto finito, Jimin." "Mi dispiace di averti tagliato fuori dalla mia vita, hyung. Mi sei mancato." "Non dispiacerti e non scusarti. Lo sai che puoi chiamarmi se mai avrai bisogno di me, vero?" Annuii e poi mi buttai letteralmente contro di lui, abbracciandolo e mi sentii stringere forte. Avevo guadagnato un amico in più, ecco il lato positivo di tutta quella vicenda. "Grazie, Baekhyun." Intervenì Yoongi quando ci fummo separati dall'abbraccio. "Prenditi cura di lui." "Lo farò." E guardai andare via anche lui ma mentre per Seokjin e Hoseok sapevo che li avrei rivisti appena tornato a casa, con Baekhyun non sarebbe stato così facile quindi dovevo impegnarmi per mantenere i contatti. Di sicuro non avrei mai potuto dimenticarmi di lui, magari avrei potuto ospitarlo da me se mai avesse avuto voglia di venire al mare. Rimanemmo in quattro e come all'andata, anche al ritorno ci ritrovammo seduti nella macchina di Yoongi, lui alla guida, io al suo fianco, Jungkook e Taehyung dietro. Parlammo di tutto e di niente, evitando tutti gli argomenti negativi della giornata. Mi chiesero di spiegargli meglio che cosa mi aveva chiesto di preciso uno dei professori presenti alla discussione, Jungkook era sconvolto da quanto fosse rimasta giovane una mia zia che lui aveva conosciuto quando eravamo bambini e parlammo di quello. E quando mancava più o meno un'ora all'arrivo io mi addormentai. Ero stravolto, la notte precedente non avevo dormito per colpa dell'agitazione e non appena mi rilassai un attimo, avevo chiuso gli occhi, smettendo di ascoltare le voci dei miei due amici e del mio ragazzo. Forse Baekhyun aveva ragione, era tutto finito, le cose sarebbero andate bene da quel momento in poi. 
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