«Sei il mio angelo.» pt 2

2446 Parole
Yoongi's POV Riaccompagnai Taehyung e Jungkook a casa e poi guidai fino al mio attico, parcheggiai nel vialetto interno e poi rimasi fermo ad osservare Jimin dormire per qualche minuto finchè non mi resi conto che forse sarebbe stato più comodo disteso a letto. Gli aprii la portiera, sganciai la cintura di sicurezza e lo presi in braccio, facendogli allacciare le braccia intorno al mio collo. Anche se cercai di fare più attenzione possibile, appena entrai in casa lui aprì gli occhi e mi accarezzò la nuca per attirare la mia attenzione. "Ehi, ti porto a letto, va bene?" "Mhph no- non voglio andare a dormire." "Ma se fino a due minuti fa dormivi in macchina." "Non è vero. Volevo vedere se mi portavi su in braccio o se mi svegliavi." Rise e intrecciò le dita tra i miei capelli prima di baciarmi. Ero stato con lui tutto il giorno eppure quello era il primo bacio che ci scambiavano perché prima era stato troppo agitato anche solo per pensarci e io lo avevo lasciato stare. "Sei tremendo." Gli risposi appena ci staccammo. Scese dalle mie braccia e mi prese per mano, trascinandomi fino in camera da letto. Mi fece sedere in fondo sul bordo e mi chiese di rimanere fermo immobile lì mentre scompariva dietro la porta e si avviava verso la cucina. Tornò pochi minuti dopo con una bottiglia di Champagne e un secchiello colmo di cubetti di ghiaccio, il tutto trovato sicuramente nel mio frigo. "Questa l'hai comprata per quale motivo?" Mi chiese, tornando ad avvicinarsi. "Dipende, tu per quale motivo vuoi che l'abbia comprata?" "Voglio festeggiare. Con te. E con questa bottiglia. Proprio ora." Salì su di me, poggiando le ginocchia ai lati delle mie gambe e la bottiglia fredda sul mio collo. Le mie mani furono sui suoi fianchi. "E cosa vuoi festeggiare?" "Il mio fottuto 110 e lode." Sussurrò appena prima di spingermi giù disteso sul materasso e fiondarsi su di me. Mi baciò con voracità, compiendo movimenti circolari col bacino e strusciandosi contro il mio e io non resistetti, chiudendo le dita attorno alle sue natiche e rendendo più profondo quel contatto che stava eccitando entrambi. In quell'ultimo mese e mezzo avevamo decisamente recuperato tutto il tempo perso. Jimin rimaneva a dormire da me quasi tutti le notti, ormai aveva portato molti dei suoi vestiti e altri averi a casa mia e io gli avevo liberato parte dei miei armadi in modo che potesse trovare i suoi spazi. Gli avevo lasciato una copia delle chiavi e mi faceva impazzire di gioia quando si presentava da me senza avvisarmi. Avevamo letteralmente inaugurato ogni singola superficie disponibile del mio attico, non solo il bagno, il letto e il divano ma perfino il tavolo della cucina, il pianoforte, la lavatrice. Per non parlare di quella volta che aveva fatto bloccare l'ascensore solo per farsi scopare anche in quei due metri quadrati. I nostri corpi erano calamite, si adattavano perfettamente l'uno all'altro e anche se lo facevano tanto, forse troppo, spesso, non ci stufavamo mai. Avrei potuto continuare a spogliarlo all'infinito, baciarlo fino a non sentire più le labbra. Gli avrei dato qualsiasi cosa e mi sarei fatto fare qualsiasi cosa, gli avevo perfino concesso di essere l'attivo un paio di volte, cosa che non era mai capitata in passato. E da quella volta Jimin ci provava spesso, voleva comandare, farmi vedere che mi aveva in pugno e che poteva essere forte e persuasivo abbastanza da farmi crollare sotto alle sue moine. E sapevo che lo avrei lasciato fare altre volte ma non quella sera, non quando il suo corpo implorava di essere toccato e scopato, non quando si stava offrendo di giocare con lo spumante come avevamo già fatto con il cioccolato, con le fragole e la panna. "Jimin-ah." Lo fermai e con un movimento repentino invertii le posizioni. Lui finì sotto di me e immediatamente allacciò le gambe intorno alla mia, chiudendole poi sulla mia schiena ed io spinsi in avanti, facendo scontrare le nostre erezioni ormai ben formate. "Vuoi aprire le bollicine?" Gli sussurrai e lui mugolò in assenso. Ci alzammo e mentre lui stappava la bottiglia, io mi ero spogliato per poi levare anche a lui ogni singolo indumento avesse addosso. Lo baciai travolgendolo completamente e spingendolo all'indietro finchè non cadde di nuovo sul materasso. Forse stava accadendo tutto troppo velocemente ma io ero davvero intenzionato a godermelo a pieno e a farlo godere. Dopo tutto dovevamo festeggiare un 110 e lode. "Come fai ad essere così bello, mh? Sei un angelo creato dagli Dei, sei il mio fottuto angelo." Gli dissi prima di ricominciare a baciarlo affamato e lui gemette, probabilmente non aspettandosi quel mio complimento improvviso. Spesso pensavo di non essere bravo a parole, di non saper esternare perfettamente i miei sentimenti per lui e quindi preferivo dimostrarglielo con i gesti quanto lo amassi e sapevo che lui capiva dal suo sorriso, dal suo tono di voce. Era felice, io lo rendevo felice. Lo avevo letteralmente visto rinascere tra le mie braccia in quel mese e mezzo appena passato e ogni volta che lo guardavo, mi innamoravo sempre più profondamente di lui. "Smettila di parlare-" Mi disse contro le mie labbra. "Ho sete." Mi sedetti sul suo grembo e lo guardai fisso negli occhi, quegli occhi piccoli e scuri che tanto mi facevano impazzire. "Comando io. Non voglio sentirti dire niente, l'unica cosa che devi fare è aprire la bocca per gemere e non trattenerti, Jimin. Voglio sentire quanto ti piace." Annuì e io sorrisi. Allungai una mano e recuperai due cubetti di ghiaccio dal secchiello, me li portai alla bocca e li bloccai tra i denti. Mi abbassai senza distogliere lo sguardo da lui e giunsi al suo basso ventre. Potevo già percepire il suo respiro accelerato ma quando il ghiaccio freddo entrò a contatto con la sua pelle, la reazione fu spettacolare. Da quel punto preciso gli partì un brivido che si estese a tutto il corpo, inarcò la schiena e quasi strozzo un gemito. E ancora non lo avevo neanche toccato. Portai il ghiaccio in giro per la sua pancia prima di cominciare a scendere lentamente verso il suo pube, evitai la sua zona più sensibile ma non risparmiai il suo interno coscia. E quando il ghiaccio si fu sciolto, recuperai altri due cubetti e passai a torturargli l'altro lato, scendendo fino al ginocchio, continuando ad evitare di toccarlo anche se la sua erezione pulsava, così come la mia. Poi mi riempii la bocca di quel liquido dorato che avevo pagato una barca di soldi solo perché volevo che avesse il miglior spumante sul mercato. Con il pollice giocai con il suo labbro inferiore mentre mi godevo i suoi occhi iniettati di piacere finchè non resistetti più e gli feci aprire la bocca. Mi chinai come se stessi per baciarlo e rilasciai il liquido ormai caldo nella sua cavità orale, lo guardai deglutire con uno spasmo ma anche se avevo fatto attenzione, un rivolo era fuoriuscito e ora gli colava lungo il collo e io lo raggiunsi con la lingua, leccandolo fino a tornare contro la sua bocca per baciarlo finalmente come di dovere. E Jimin ansimò nel bacio, risvegliando in me istinti primordiali. "Ne vuoi ancora?" Gli chiesi. "Si, ti prego." Implorò ed io lo accontentai. Tornai a riempirmi la bocca e bagnai ogni singolo centimetro del suo corpo, torturai i suoi capezzoli turgidi, leccandoli con la lingua fredda a causa del ghiaccio, o morsi sui fianchi, lasciandogli dei segni che sapevo sarebbero diventati viola il giorno dopo ma sapevo che a lui non importava e che anzi, gli piaceva e avrebbe voluto di più. Giocai con il suo corpo per tanto troppo tempo, portandolo fino al massimo della sua resistenza ma senza realmente toccarlo nei punti giusti. "Y-yoongi, t-ti prego-" "Cosa, angelo mio? Che succede?" "M-mi fa male, mi fa d-davvero male-" "Oh amore-" Gli baciai il collo, strusciando poi la lingua lungo la linea della sua mandibola, salendo fino al suo orecchio. "Vuoi che mi prenda io cura di te?" Gli sussurrai provocante. Non che io fossi messo meglio di lui, sarei potuto venire anche solo sentendolo mentre mi implorava di toccarlo. "S-si, per favore si." "Ho talmente tanta fame di te, Jimin. Non sai che ti farei." Senza preavviso lo penetrai con un dito che avevo precedentemente bagnato col ghiaccio sciolto, spingendomi completamente dentro di lui che urlò dalla sorpresa e ansimò forte. "Potrei andare avanti per tutta la notte senza farti venire." Continuai mentre lo lasciavo che muovesse il bacino incontro al mio dito, scopandosi letteralmente da solo. "Ah, vedo che siamo bisognosi di attenzioni, mh?" Inserii un secondo dito e lo strinsi forte mentre tremava e gemeva sotto di me. "Ti prego ti prego ti prego- per favore sto per implodere." Disse sottovoce, sussurrando quasi non avesse fiato o le forze per pronunciarlo meglio di così. "Non preoccuparti. Ora ti farò sentire un po' meglio." Estrassi lentamente le dita e lo baciai ancora una volta prima di scendere lungo il suo corpo e prenderglielo in bocca. Tirò su le gambe, appoggiando i piedi saldamente sul materasso, le sue mani furono tra i miei capelli e con il bacino cominciò a spingere verso l'alto. E io lo lasciai fare, gli diedi il permesso di scoparsi la mia bocca come e quanto voleva perché sapevo che ne avesse bisogno, e quando si spinse fino in gola non mi lamentai, aprendo di più per incentivarlo a farlo di nuovo. Lo sentivo gemere forte, respirava pesantemente e in modo sconnesso ma ormai lo conoscevo fin troppo bene e quando mi resi conto che cominciava a piacergli un po' troppo, mi allontanai, lasciandolo insoddisfatto. "N-no-" Si lamentò. "Ero così vicino." Mi guardò e solo in quel momento notai come lo avevo ridotto. Aveva i capelli appicciati alla fronte dal sudore, le labbra gonfie e bagnate, occhi persi e ridotti a due fessure, il suo viso era stravolto dalla fatica e dal piacere allo stesso modo. "Lo so, angelo. Per questo mi sono fermato." "Non hai davvero intenzione di continuare tutta la notte senza farmi venire, vero?" Risi a quella sua frase disperata e allungai di nuovo una mano, bagnandomela con l'acqua del ghiaccio ormai sciolto e mi lubrificai, i suoi occhi incollati a me mentre mi toccavo da solo, preparandomi per lui. "Non ce la farei, Jimin. Credi davvero che a me non faccia male da quanto eccitato sono per te?" Alzò lo sguardo, incontrando i miei occhi e divaricò le gambe, alzandole leggermente come a farmi intendere che era pronto e che era a mia completa disposizione. Lo penetrai piano e il contrasto tra il mio membro freddo a causa dell'acqua che avevo usato per lubrificarmi e le sue pareti bollenti, lasciò entrambi senza fiato. Mi sembrò di andare a fuoco e dovetti stringere il suo corpo al mio per non perdere completamente le mie facoltà mentali. "Veloce." Mi disse e io lo guardai. "Quanto veloce?" "Più veloce che puoi. Più forte che vuoi. Fammi male, Yoongi. Ti voglio da impazzire." Ed io non lasciai che me lo chiedesse di nuovo, accontentandolo fin da subito. Colpii forte il suo punto sensibile e lo vidi sgranare gli occhi, gettare la testa indietro che sprofondò nel cuscino e strinse forte tra le dita il lenzuolo. "Qui ti piace, vero Jiminie?" Gli chiese provocante, tornando a colpire lo stesso punto e sapevo che stava perdendo il controllo del suo corpo, ormai scosso da forti spasmi ad ogni mia stoccata ben assestata. Usai una mano per raggiungere la sua erezione pulsante e cominciai a massaggiarlo per tutta la lunghezza, dal basso verso l'alto e viceversa, coordinando i due movimenti di bacino e mano. Lo baciai ancora, sentendo il mio cuore esplodere quando mi spalancò la bocca per lasciare che le nostre lingue si unissero in una danza regolata. All'ennesimo colpo sentii di essere al limite e quando le sue gambe si chiusero dietro la mia schiena e le sue mani sulla mia nuca, attirandomi a sé, seppi che anche lui non sarebbe durato ancora a lungo. "Y-yoong-gi-" Sussurrò talmente piano tra un gemito e l'altro che feci quasi fatica a sentirlo. "Puoi venire Jimin, io aspetto te, lo sai." Non capitava mai che io raggiungessi l'apice prima di lui perché non c'era piacere più grande nel vederlo sfogarsi in quel modo, tra le mie braccia, grazie a me. Ero io a provocargli quelle sensazioni e volevo che se le godesse prima lui perché per me niente era più importante di lui e del suo benessere, probabilmente lo avrei messo al primo posto, prima di qualsiasi altra cosa, prima di chiunque altro, prima anche di me stesso. Jimin era la mia priorità sempre e comunque. Gemette forte prima di venire tra le mie dita e non appena sentii il suo corpo svuotarsi e rilassarsi, mi lasciai andare al piacere, rilasciando il mio seme caldo dentro di lui, riempiendolo con qualcosa di mio, con una sostanza che era il mio corpo a produrre per lui perché solo lui era in grado di provocarmi queste emozioni e reazioni. Crollai tremato sul suo corpo e immediatamente mi abbracciò. Sentivo i nostri cuori palpitare per la fatica e allo stesso tempo eravamo stravolti ma felici e soddisfatti. Non parlammo di quello che era accaduto a Seoul, non parlammo di Jongin e dei soldi, non accennammo neanche l'argomento Namjoon e anche se mi sarebbe davvero piaciuto sapere se lui conosceva qualche particolare in più in merito a tutta quella situazione, lasciai stare e decisi che non era il momento. Ci lavammo insieme, insaponandoci a vicenda prima di indossare i nostri pigiami e distenderci a letto. Lo abbracciai da dietro e lui si fece piccolo piccolo tra le mie braccia, intrecciando le nostre dita insieme. "Yoongi?" "Dimmi." "Mi sono laureato." "Lo so, c'ero anche io." "E adesso? Cosa faccio?" Rimasi un paio di secondi in silenzio perché non avevo una risposta pronta. Non sapevo che cosa avesse voluto fare e se ci avesse mai realmente pensato. Non sapevo neanche se pensava di trasferirsi definitivamente da me o se voleva continuare a fare avanti e indietro da casa sua e in quel momento realizzai che forse avrei dovuto chiederglielo io per primo. Ma poi pensai anche che forse voleva solo essere rassicurato e così lo strinsi a me, tenendomelo vicino al cuore. "Adesso sarai felice. Con me, ci penso io a te." "Me lo prometti?" "Prometto. Non vivo senza di te, Jimin." Gli baciai la testa e lui strinse più forte la presa sulla mia mano. Ci addormentammo così, consapevoli che dalla mattina successiva in poi avremmo potuto finalmente viverci il nostro amore a pieno. 
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI