«Buonanotte anche a te.» pt 1

2618 Parole
Taehyung's POV Volevo vederli. Avevo bisogno di capire se Jungkook mi avesse detto la verità quando ripeteva che lui e Jaehyun erano solo amici perciò avevo chiesto a Jimin di organizzare un’uscita e dirmi dove sarebbero andati. E quindi ora eccomi qui, nascosto dall’altro lato della strada mentre osservavo i tre seduti in un tavolino all’aperto di un bar. Sembrava stessero semplicemente chiacchierando o raccontandosi qualcosa, poi Jungkook doveva aver detto qualcosa di particolarmente divertente e Jimin era scoppiato a ridere, dandogli un’amichevole pacca sulla spalla. Gli mandai un messaggio, chiedendogli di allontanarsi con una scusa per lasciarli soli e lui finse una chiamata e sparì dietro l’angolo. La reazione di Jaehyun fu immediata, si alzò e andò a sedersi in parte a Jungkook, sedia che fino a pochi secondi fa era stata occupata da Jimin, gli circondò le spalle con il braccio e un leggero fastidio si insinuò in me. Messi così potevo vedere perfettamente i visi di entrambi e quando lo sguardo di Jaehyun cadde sulle labbra del mio ragazzo, quasi feci saltare il piano ma poi per fortuna Jungkook arretrò, allontanandosi e mi calmai di nuovo. Jimin tornò ed io immediatamente gli scrissi di andarsene perché volevo continuare a vedere come si sarebbero comportati, lui alzò la testa nella mia direzione con fare interrogativo ma io risposti con un cenno del capo. Li salutò, abbracciò Jungkook ma non Jaehyun, pagò la sua parte di consumazione e senza farsi notare, mi raggiunse. “Tae-“ “Shh, io rimango qua. Grazie Jimin.” “Ne sei proprio sicuro?” “Si, voglio vedere fino a che punto si spingono quando rimangono da soli.” Tornai a concentrarmi su quei due ancora seduti vicini, stavano continuando a parlare animatamente quando una mano si posò sulla mia spalla. “Jae gli ha chiesto di te.” Mi girai di scatto. “E lui?” “Si è rabbuiato e gli ha detto che gli manchi, che l’altro giorno è entrato nella camera in cui dormi e ha rubato una tua maglia per avere qualcosa col tuo profumo da abbracciare di notte.” Ouch, fece male. “E Jaehyun?” “Muto. Non ha risposto però dalla sua faccia penso fosse proprio infastidito.” Premetti le mie labbra insieme per nascondere un sorriso ma Jimin lo notò in ogni caso e scosse la testa prima di salutarmi definitivamente e farmi promettere che me ne sarei andato e che non li avrei seguiti per il resto del pomeriggio e poi finalmente mi lasciò solo. Per venti minuti abbondanti non fecero assolutamente niente di diverso delle cose che facevo io con Hoseok o con Yoongi, proprio come due veri amici. Jungkook era tranquillo, a volte cambiava posizione, incrociando una gamba sull’altra, continuava a mescolare la sua bevanda, si guardava in giro quando qualcos’altro catturava la sua attenzione, si chinò per accarezzare un cagnolino che assomigliava molto a Yeontan. La cosa che mi dava realmente fastidio era lo sguardo di Jaehyun, sembrava lo stesse spogliando con gli occhi, a volte non sbatteva neanche le palpebre e si leccò le labbra quando Jungkook bevve dal suo bicchiere, deglutendo piano. Lo stava consumando a forza di guardarlo così. Però sembrava che Jungkook neanche ci facesse caso, come se non gli desse fastidio o forse non si rendeva neanche conto perché quella per lui era un’uscita tra amici. Decisi che ero stufo di osservare, volevo sapere di che cosa stavano parlando, volevo sapere se parlavano anche solo vagamente di me e così presi coraggio, alzai la mascherina nera sul volto per essere meno riconoscibile e attraversai la strada, andando poi di lato per non ritrovarmi proprio di fronte a loro. Pessima idea. E capii di aver sbagliato quando incontrai lo sguardo di fuoco di Jaehyun che mi stava incenerendo. Mi aveva visto e ovviamente mi aveva riconosciuto e a quel punto inclinai leggermente la testa e alzai un sopracciglio, tentando di farlo sentire in soggezione ma creai l’effetto contrario. Lui mi sorrise strafottente, ricambiando l’alzata di sopracciglio e poi alzò una mano, portandola tra i capelli di Jungkook, cominciando a massaggiarglieli. Nel mio stomaco si aprì una voragine e mi chiesi se avrebbe sofferto di più appeso per i piedi a testa in giù o se lo avessi spinto contro un’auto in corsa. Jungkook immediatamente gli chiese cosa stese facendo e portò la mano tra i propri capelli, scuotendoli e liberandosi da quella presa. Il problema era il suo tono di voce tranquillo e non infastidito, come se fosse normale che un amico cercasse letteralmente di coccolarti in quel modo. Ma Jaehyun non si fermò e rincarò la dose, continuando a lanciarmi occhiate furtive per osservare le mie reazioni. Una sua mano fu sulla nuca di Jungkook, lo avvicinò a sé e l’altra gliela appoggiò sulla coscia e da quella prospettiva sembrava quasi che si stessero per baciare ma poi Jungkook arretrò e girò la testa, spingendolo via. “Jae seriamente, che stai facendo?” Gli sentii dire e finalmente nella sua voce notai una punta di preoccupazione, meglio di niente. “Sono in carenza di affetto. Hai passato tutto il pomeriggio a chiacchierare con Jimin di cose e persone che non conosco.” Mise il broncio, razza di scarafaggio, avrei voluto spiaccicarlo al suolo con le mie scarpe firmate. “Non essere ridicolo.” Rispose, bevendo un altro sorso dal suo bicchiere e Jaehyun strusciò il suo pollice contro il pomo d’Adamo di Jungkook e quello sarebbe stato il momento perfetto per interromperli, staccargli il braccio intero e infilarglielo su per il culo, aprendolo in due. Quel ragazzo tirava fuori il peggio di me e dovetti concentrarmi e stringere i pugni per non andare lì a spaccargli la faccia. Jungkook si allontanò di scatto, facendo sfregare la sedia per terra che fece rumore e molte persone si girarono in quella direzione. “Hai finito?” Gli chiese. Ero sollevato perché sapevo non mi avesse visto eppure si stava comportando esattamente come volevo si comportasse, irritandosi quando il suo amico faceva o diceva cose che di amichevole avevano ben poco. In quel momento sentii un po’ di fiducia nei suoi confronti tornare, mi chiesi se fosse sempre così anche prima della litigata, se Jungkook andasse da Jaehyun solo per passare del tempo con un amico diverso, rifiutando qualsiasi tipo di avances. Magari quella sera non era stato Jungkook ad abbracciare Jaehyun ma il contrario. Dopo quelle scene mi resi perfettamente conto che Jimin aveva ragione: Jaehyun era subdolo o lo stava manovrando a suo piacimento, sfruttando la sua debolezza data anche dalla mia mancanza. Eppure non sembrava che Jungkook volesse cadere in quella trappola, non gli avrebbe permesso di spingersi troppo oltre. “Ho paura che tu possa dare attenzione a qualcun altro.” Gli disse il falso, ipocrita. “E a chi? Sono qua con te, Jae.” “Quindi tutta la tua attenzione è rivolta a me?” Volevo strappargli la lingua e fargliela ingoiare. “Si, ommioddio quanto sei strano oggi. Conosco solo te qua, secondo te posso mettermi a parlare di chissà cosa con un estraneo?” Jaehyun gli sorrise e poi mi guardò di nuovo, appoggiandosi allo schienale della sedia e inclinando la testa proprio come avevo fatto io qualche minuto prima. Poi Jungkook fu distratto dall’arrivo di una chiamata e mentre rispondeva alla madre, Jaehyun si sporse verso la mia direzione, mise una mano al lato della sua bocca per fare in modo che nessuno potesse leggere il labiale e mi mimò un “Tutta la sua attenzione è per me. Vattene.” E prima di perdere il controllo e passare inevitabilmente dalla parte del torto, mi girai e mi allontanai da lì, non prima di aver lanciato un’ulteriore occhiata e Jungkook, pensando a quanto mi sarebbe piaciuto essere di nuovo io a passargli una mano tra i capelli, ricevere le sue attenzioni, parlarci. Però in quel momento decisi di andarmene per far credere a Jaehyun di aver vinto una battaglia ma la guerra era appena cominciata. Seokjin's POV Hoseok era ormai al telefono con Taehyung da mezz’ora ed io gli avevo lasciato la loro privacy, chiudendomi in cucina a aspettando pazientemente. Venire a conoscenza di quella situazione era stato uno shock per tutti e soprattutto sapere che Hoseok mi aveva mentito e tenuto nascosto una faccenda del genere mi aveva fatto stare male perché non era il primo a comportarsi così e l’ultima volta non era andata a finire per niente bene. Però ci eravamo confrontati come ormai facevamo per qualsiasi argomento e avevo capito il suo punto di vista, non era stata una scelta sua ma una richiesta di Taehyung e lui si era semplicemente comportato da vero amico. Avevo mandato un messaggio a Jungkook chiedendogli come stesse e lui mi aveva risposto dicendomi che se mi ero fatto sentire solo per dargli contro e per schierarmi dalla parte di Taehyung, allora potevo anche fare a meno di cercarlo. L’avevo chiamato ed eravamo stati al telefono un’ora, 60 minuti in cui lui aveva pianto e singhiozzato e basta, dicendo al massimo 10 parole e per giunta confusionarie. Gli avevo chiesto perché si stesse comportando così se la situazione lo faceva soffrire così tanto ma lui mi aveva semplicemente detto che doveva andare e aveva riattaccato. Volevo bene ad entrambi, sapevo quanto avessero sofferto in passato. Ero stato io a farli conoscere, si erano innamorati perché io avevo pensato che Taehyung fosse perfetto come primo cliente per Jungkook e poi si era rivelato essere perfetto anche in altri sensi ed io mi sentivo responsabile della loro relazione. E mentre mi tornavano in mente i primi ricordi che avevo di loro, Hoseok entrò in cucina e si sedette di fronte a me, sbuffando. “Tutto bene?” Chiesi. “Si e no.” Non aggiunse altro ed io in un primo momento non volli insistere anche se ero curioso di sapere cosa fosse successo. Poi per fortuna fu lui stesso a lasciarsi andare e a dirmi tutto. “Taehyung ha chiesto a Jimin di organizzare un’uscita con Jungkook e Jaehyun per osservare come si comportano quando sono insieme.” “Okay. Non approvo il fatto che li abbia spiati ma posso capirlo.” Fui sincero. “Eh. Taehyung è felice di quello che ha visto.” Incurvai le sopracciglia e mi avvicinai con la sedia. “Cosa ha visto?” “Jungkook rifiutare i tentativi di Jaehyun.” Roteò gli occhi. “Ripetutamente.” “No fermo aspetta…Taehyung ha osservato Jaehyun provarci spudoratamente con Jungkook e non è intervenuto per staccargli la testa dal collo?” Hoseok sorrise e mi tirò una leggera sberla sulla mano. “Sii serio.” Mi disse continuando a sorridere. “Sono felice anche io che Jungkook si stia comportando bene, diciamo. Sta rispettando gli spazi impostegli da Tae pur cercando di fare in modo che si fidi di lui.” Abbassò lo sguardo e incrociò le mani, giocando con i propri pollici. “Però?” “Però cosa?” Non mi guardò. “C’è qualcos’altro che ti preoccupa.” Sospirò e a quel punto mi alzai, spostando la mia sedia in parte alla sua e appoggiando il mio dito indice sotto al suo mento per fare in modo che mi guardasse. Mi chinai e gli diedi un rapidissimo bacio a stampo e mi godetti il suo sussulto. Gli sorrisi e gli baciai la guancia. “Dimmi cosa ti preoccupa.” “Jin-“ Si bloccò quando le mie labbra bagnarono il suo collo. “Dimmelo, lo sai che puoi dirmi tutto.” Sussurrai. “Tu.” Mi prese la testa fra le mani e mi obbligò ad incastrare il mio sguardo nel suo. “Sei il diavolo tentatore.” Mi rimisi a sedere al mio posto e intrecciai le mie mani alle sue. “Qual è il problema, Hoseok?” “Ho paura per Taehyung. Perché adesso si sta calmando e si sta fidando di nuovo e se Jungkook dovesse fare anche la più piccola minchiata, scatenerebbe un cataclisma e nessuno di noi avrà la forza per tenerlo, credimi. Tu non hai mai visto Taehyung furioso, aggiungici il cuore spezzato e come minimo rade al suolo tutta Busan.” “Esagerato.” Quasi mi venne da ridere ma lui era tremendamente serio. “Parte tra tre giorni, Jin. Tre fottuti giorni e loro ancora non si parlano. Taehyung è cambiato molto però l’ha fatto grazie a Jungkook ed io temo che sia proprio Jungkook a scatenare di nuovo tutti quei difetti che ha messo a tacere negli anni. Immagina Jungkook che lo ferisce ancora, Taehyung arrabbiato e deluso da solo in Francia, Taehyung che è vendicativo, impulsivo, che preferisce mettere una maschera di apatia piuttosto che mostrare le proprie emozioni. Questo Taehyung da solo in Francia, dall’altra parte del mondo, ore e ore di fuso orario.” “Hobi.” Strinsi più forte la prese sulle sue mani. “Taehyung era così. Perché altrimenti avrebbe già reagito in questo modo perché questa è già la seconda volta che Jungkook lo ferisce in quel modo. Io penso che stare lontani potrebbe fare bene ad entrambi.” Ritirò immediatamente le mani, portandosele in grembo. “In che senso?” “Nel senso che vivere nella stessa casa senza rivolgersi la parola, incontrarsi per i corridoi senza neanche guardarsi, Taehyung che segue e spia Jungkook…non gli fa bene, a lungo andare sarà deleterio. Ma se invece stessero lontani, molto lontani, senza potersi né vedere, né parlare per giorni, forse entrambi avrebbero la lucidità per capire cosa fare.” Presi un respiro e poi continuai dal momento che non ottenni risposte o interruzioni. “Taehyung vuole che Jungkook faccia una scelta ma come può scegliere se li ha entrambi vicino a confonderlo? Se non avesse Taehyung vicino per un po’ le opzioni sono due: o si rende conto che non gli mancherebbe e che sta bene anche senza di lui, oppure si dispererebbe e pianterebbe una tenta in aeroporto per aspettare il suo ritorno.” “Lo pensi davvero?” Disse talmente piano che feci quasi fatica a sentirlo. “Si. Penso che la partenza di Taehyung sarà l’evento scatenante della realizzazione di Jungkook e che vada in bene o in male, sarà sicuramente meglio di com’è la situazione ora.” “E se si dovessero lasciare? Taehyung vuole sposarlo, Jin. Cosa succede se Jungkook capisse che tra di loro è finita?” Gli presi il viso a coppa con le mani e mi avvicinai. “Dovremo essere pronti a raccogliere i cocci. Hai già salvato me, vedrai che riuscirai ad aiutare anche Taehyung.” Mi chinai e unii le nostre labbra in un bacio passionale. Volevo tranquillizzarlo, fargli capire che comunque fossero andate le cose, lui su di me poteva contare sempre e che non l’avrei abbandonato nel momento del bisogno così come aveva fatto lui con me. Strinse la mia maglia tra le dita e ricambiò il bacio, lentamente ma profondamente e quando ci staccammo almeno ero stato in grado di strappargli mezzo sorriso. “Poi magari andrà tutto bene.” Mi disse. “Magari Jungkook rinsavisce e torna la pace tra loro.” “Arcobaleni, fatine, cuoricini e unicorni.” Dissi facendolo scoppiare a ridere. “Quante idiozie che dici.” Aggiunse alzandosi e dirigendosi verso il frigo. “Decidiamo cosa fare di cena?” “E se tipo ordinassimo sushi?” Proposi. “Solo se paghi tu-“ Mi guardò provocante. “Mr sugar daddy.” Lo raggiunsi e gli diedi una pacca sul sedere. “Solo se tu poi ricambi il favore al tuo sugar daddy.” Gli sussurrai all’orecchio e vederlo arrossire fu la scena più divertente di tutta la giornata.
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