Jimin's POV
Continuavo a rigirarmi nel letto ormai da ore senza riuscire a chiudere occhio. Stavo ripentendomi nella mente le parole di Taehyung, il suo racconto e avevo cominciato ad analizzare ogni singolo comportamento di Jaehyun quando l'avevo incontrato insieme a Jungkook, ogni sguardo, ogni parola, ogni gesto.
Più riflettevo e più mi rendevo conto che forse non era troppo normale il fatto che Jaehyun trovasse sempre il modo di sedersi in parte a Jungkook, che avesse questa strana fissazione di spostargli i capelli dietro l'orecchio quando gli coprivano gli occhi, che ogni volta che veniva nominato Taehyung si irritava quando in passato si sarebbe illuminato solo trattandosi di moda. Chiedeva a Jungkook di uscire e mi tagliavano fuori, lo cercavo e non mi rispondeva. Tutto ciò che sapevo di lui me l'aveva raccontato il mio migliore amico perché da quando era tornato, con me non si era mai aperto né aveva accennato alla sua vita in America.
Cominciai a pensare di essere stato uno stupido a non accorgermene, a non averne parlato con Jungkook o direttamente con Taehyung. Jaehyun si stava insinuando tra di loro come precedentemente aveva fatto con me e andava fermato.
Mi rigirai un'ulteriore volta e a quel punto sentii le gambe di Yoongi avvolgermi e bloccarmi.
"Stai fermo." Mi disse con la voce impastata dal sonno.
"Non ci riesco."
"Jimin, vieni qua." Si avvicinò e mi abbracciò, chiudendo un braccio intorno alla mia vita. "Come mai non dormi?"
"Non volevo svegliarti, mi dispiace." Appoggiai la testa alla sua e chiusi gli occhi.
"Perché non dormi, Jimin?"
"Non riesco a smettere di pensare a Jungkook, Taehyung è stravolto e mi sento in colpa per non aver notato nulla fino ad adesso."
Sospirò e lasciò la presa su di me, alzò il cuscino, appoggiandolo al muro e ci si appoggiò contro, mettendosi a sedere. Dopo un paio di secondi di incertezza copiai anche io la sua posizione.
"Cosa pensi farai?"
Cosa avevo fatto di buono in una vita precedente per meritarmi un ragazzo che era disposto ad ascoltare le mie paturnie alle cinque del mattino dopo che l'avevo svegliato riempiendolo di calci a forza di muovermi?
"Parlerò con Jungkook per primo. Gli dirò che Taehyung ci ha raccontato tutto e ascolterò la sua versione dei fatti."
"E?" Mi voltai a guardarlo. "Dai, lo so che hai un piano più elaborato di questo." Sorrisi all'idea di quanto mi conoscesse.
"Mi fingerò dalla sua parte, dicendogli che sono d'accordo sul fatto che Taehyung lo soffoca anche se sono sicuro che non è lui ad aver pensato ad una cosa del genere. Vedo come reagisce, vedo quanto male sta per questa situazione perché se è devastato e si sta facendo consolare da Jaehyun, andiamo di male in peggio. Deve sfogarsi con me, deve ragionare con me come abbiamo sempre fatto. E poi andrò da Jae e farò la stessa cosa, mi fingerò suo amico, gli dirò quali sono i falsi punti deboli di Taehyung che in realtà saranno i punti di forza."
"Il tutto entro giovedì? Hai sei giorni di tempo."
"Non ho altro da fare, Yoonie...finchè non trovo un lavoro, mi terrò impegnato."
Allungò una mano e mi accarezzò il viso.
"Non lasciarti stressare troppo da questa situazione. Fai bene ad essere amico di Jungkook e cercare di aiutarlo ma ricordati che non è la tua relazione che stai cercando di salvare. Ad un certo punto dovranno vedersela loro, lo sai questo vero?" Annuii e mi appoggiai alla sua mano, chiudendo di nuovo gli occhi, rilassandomi grazie al suo tocco. "E quando accadrà non vorrei essere nei panni di Jaehyun."
Scoppiammo a ridere tutti e due e godetti alla sola idea di Taehyung che distrugge Jaehyun a parole, sarebbe stato uno spettacolo meraviglioso a cui assistere e dovevo ammettere che quasi non vedevo l'ora.
"Jungkook è proprio un idiota." Dissi.
"Mh-mh, girati un po', vieni qui."
Seguii la sua richiesta e gli diedi la schiena. Sentii le sue mani su di me, aveva cominciato a massaggiarmi le spalle e le scapole, tenendomi fermo per la nuca.
"Yoon-"
"Shh, sei tutto annodato. Rilassati." Stava sussurrando e di certo quel tono di voce non mi era indifferente.
Premette un po' di più e mi fece roteare lentamente la testa. Yoongi aveva due mani d'oro quando si trattava di massaggiarmi, e non solo i muscoli, perchè ero nervoso. Sentivo i nervi sistemarsi e rilassarsi, le sue dita si infilarono lentamente tra i miei capelli e poi mi tirò indietro la testa, posò le labbra sul mio collo esposto e involontariamente gemetti piano.
"Non farlo.-" Mi sussurrò all'orecchio. "Lo sai che effetto mi fai così." Chiusi immediatamente la bocca e cercai di mantenere il controllo, godendomi le sue mani su di me. Cominciai a muovermi lentamente, andando in contro ai suoi movimenti e lui prese a scendere, dopo avermi massaggiato spalle e scapole, stava seguendo le linea della mia colonna vertebrale ma quando arrivò ai miei fianchi, strinse forte la presa e premette i pollici dentro la mia carne nella parte più bassa della schiena, gemetti ancora, inarcandomi.
"Jimin-" Mi alzò la maglia e lasciò una sciai di baci bagnati dal collo e per tutto il mio dorso mentre io rabbrividivo ogni volta che un lembo di pelle veniva intrappolato tra i suoi denti. Non poteva chiedermi di stare tranquillo quando sapeva perfettamente che tutto questo avrebbe fatto eccitare entrambi.
"Y-Yoongi-"
"Distenditi a pancia in giù." Mi ordinò ed io immediatamente obbedii perché sapevo cosa stava per accadere e solo l'idea mi faceva vedere le stelle dalla gioia.
Si sedette in parte a me e partì dai piedi, mi massaggiò la pianta e il dorso, me li fece roteare un paio di volte facendomi scrocchiare le caviglie e man mano che saliva, io sentivo il mio corpo riempirsi di brividi. Arrivò ai polpacci e sfregò forte le dita, tenendo stretta la presa e a quel punto ero decisamente eccitato e quella posizione cominciava a starmi scomoda.
Non si fermò neanche quando arrivò alle mie cosce e dal momento che avevo molto tempo libero e che lui aveva deciso di viziarmi, avevo fatto l'abbonamento in palestra e adoravo avere il corpo così ben allenato ora e sapevo che piacesse anche a lui toccare i miei muscoli. Si chinò e mi morse ed io alzai leggermente le anche ma lui mi tenne ancorato al materasso con forza.
"T-ti prego-"
"Sei sempre così bisognoso." Mi disse e io mugugnai in assenso mentre lui mi abbassava i boxer, semi denudandomi.
Le sue mani sulle mie natiche mi fecero andare completamente fuori di testa e a quel punto decisi che non mi interessava che effetto gli avrei fatto, avevo bisogno di ansimare e lo feci. La reazione di Yoongi fu immediata. Mi allargò le natiche, lasciando completamente scoperto il mio buchetto sensibile, si sedette sulle mie gambe, si piegò in avanti e la cosa che provai un secondo dopo fu adrenalina pura. Mi stimolò prima tutto attorno, come se stesse cercando di lubrificarmi ma quando sentii la sua lingua insinuarsi dentro di me, urlai dal piacere, alzando il bacino per averne di più. Mi torturò a lungo, senza darmi la possibilità di stare leggermente sollevato per dare spazio alla mia erezione che premeva tra il mio stomaco e il materasso. Quando si fermò e si spostò, mi sentii vuoto e insoddisfatto.
Si distese al mio fianco ed io girai la testa per fronteggiarlo ma mi ritrovai con il suo dito indice premuto contro le labbra.
"Bagnalo bene." E di nuovo io obbedii, prendendolo in bocca e giocandoci con la lingua, riempiendolo di saliva senza spostare gli occhi dal suo viso e adoravo il modo in cui fissava estasiato qualsiasi cosa facessi con le labbra, era totalmente catturato da me e quel particolare mi faceva sentire desiderato.
Estrasse il dito e lo portò giù, spinse tra le mie natiche e mi penetrò lentamente. Io chiusi gli occhi e ansimai senza ritegno, muovendomi in contro ai suoi movimenti.
"Di p-più-" Chiesi ma lui sorrise.
"No, Jimin. Non ne avrai di più."
"P-per favore."
"No, angelo. Ti sto solo massaggiando, ci sono muscoli anche qua da far rilassare." E cominciò a far compiere movimenti circolari al dito infilato dentro di me. Strinsi forte la federa del cuscino tra le dita e mi morsi il labbro.
"S-sono rilassato." Provai.
"Non direi. Sei tutto teso." E spinse di più, andando a sfiorare lievemente il mio punto sensibile.
"Sono eccitato cazzo, non teso." Sputai fuori, dando un paio di colpi di bacino per sentirlo meglio.
"Jimin, dimmi una cosa." Mi prese il viso con la mano libera e si avvicinò, era a pochi centimetri da me. Annuii per incentivarlo a continuare. "Io devo preoccuparmi di questo Jaehyun?" Spalancai gli occhi scioccato.
"C-cosa? Yoongi, no, che dici? No che non devi."
"Non è niente per te?" Di nuovo i movimenti circolari, di nuovo dovetti mordermi il labbro per non ansimare invece che rispondergli.
"Niente, non è niente."
"Lo sai che ti amo, vero?"
Il suo tono si era improvvisamente addolcito e anche se gli avevo promesso che mi sarei riscattato e che gli avrei dato modo di fidarsi di me ciecamente, sapevo che in fondo una parte di lui ancora soffriva per tutto quello che era successo a Seoul e aveva bisogno di rassicurazioni che io non esitai a dargli.
"Ti amo anch'io, Yoongi. Sei tutto il mio mondo." E lo baciai perché entrambi ne avevamo bisogno, perché era stata una lunga giornata, perché avevamo un umore particolare e perché volevo che percepisse il mio amore anche attraverso le mie labbra e non solo a parole.
Approfondì il bacio, spingendo sui miei denti per aver accesso alla mia cavità orale e gemetti tra le sue labbra quando la sua lingua si intrecciò alla mia.
Facemmo l'amore quella notte o meglio, quella mattina presto. Io rassicurai lui sul fatto che tra me e Jaehyun non c'era mai stato niente e mai ci sarà perché l'unico uomo con il quale volevo stare era solo ed esclusivamente lui e poi lui rassicurò me, dicendomi che avremmo trovato una soluzione, che Jungkook e Taehyung sarebbero tornati all'antico splendore, a fare i fidanzati nauseanti in giro. E dopo essere venuti, lui dentro di me ed io tra le due dita, gli chiesi se secondo lui anche noi davamo l'impressione di essere stomachevoli a causa di tutte le effusioni che non ci limitavano a scambiarci in pubblico e lui rispose semplicemente che lo zucchero filato era meno diabetico di noi.
Crollammo stremati uno tra le braccia dell'altro, finalmente rilassati e soddisfatti.