«Raccontami tutto.» pt 1

4092 Parole
Taehyung's POV Erano passati un paio di giorni e Jungkook sembrava stesse rispettando gli spazi però ora sarebbe arrivato il weekend, il che voleva dire niente lavoro e di conseguenza volente o nolente sicuramente ci saremmo incrociati. Era venerdì sera ed io me ne stavo comodamente seduto sul divano col computer appoggiato sulle gambe, stavo cercando qualche cosa da fare sabato e domenica per non dover rimanere a casa con lui anche se forse avrei dovuto cominciare a lavarmi e a cambiarmi per uscire con gli altri, non potevo fare sempre tardi. E proprio mentre stavo chiudendo le ultime pagine di Google, Jungkook comparse ed io mi sforzai di non alzare lo sguardo, aprendo cartelle a caso sul computer per tenermi impegnato, sperando che non mi parlasse. Si era vestito bene, con la coda dell'occhio potevo vedere che aveva indossato dei jeans neri con gli strappi alle ginocchia e una camicia azzurra a righe blu scuro. "Taehyung?" Feci finta di non sentirlo. Da un lato volevo che mi lasciasse in pace ma dall'altro avrei voluto che continuasse a parlarmi perché mi avrebbe obbligato a guardarlo ed io volevo osservarlo bene, riempirmi gli occhi della sua bellezza che tanto mi mancava avere tutta per me. "Hyung...io sto uscendo." Risposi con un semplice gesto del capo, senza alzare lo sguardo. Continua a parlare, continua a provarci, ti prego. "Tu non esci stasera?" "No." "Non vedi gli altri?" "No." Fece un passo, entrando definitivamente nella stanza e avvicinandosi leggermente a me. Mi arrivò il suo profumo e deglutii pesantemente per mantenere il controllo. "Penso dovresti prenderti una pausa dal lavoro. Qualunque cosa sia, puoi farla anche da lunedì." Pensava fossi al computer per finire qualche mio compito aziendale e si stava preoccupando per me. Perché doveva essere per forza così adorabile? Rendeva il tutto troppo difficile. Non risposi. "Okay ehm...io vedo Jimin." E fu a quel punto che mi montò la rabbia perché lui non avrebbe visto Jimin quel venerdì sera. Sospirai e mi decisi a chiudere definitivamente il computer. Nel mentre lui parlò ancora. "E ci raggiunge anche Jaehyun." Oh beh, una mezza verità. "Almeno che tu non voglia che rimanga. Potremo guardarci un film? Possiamo stare seduti ai due lati opposti del divano e-" "Che cosa stai cercando di fare, Jungkook?" Gli chiesi senza riuscire più a controllarmi. Mi alzai dal divano e finalmente lo guardai. Mi fece incazzare vedere che per uscire con un altro aveva indossato un paio di orecchini che gli avevo regalato io e il mio fottuto braccialetto di swarovski che gli avevo imprestato ormai anni fa e che lui aveva definitivamente reso suo. "C-cosa sto cercando di fare? In che senso?" "Ti ho detto che non voglio parlare con te." Gelido, inespressivo. I suoi occhi si spensero e abbassò lo sguardo. "Hai ragione, scusami. Mi dispiace." Disse sottovoce. "Ora vado. Buona serata." L'avevo decisamente fatto rimanere male ma come potevo sciogliermi con lui quando continuava a mentirmi? Gli avevo chiesto di evitarmi e lui era venuto da me continuando con le bugie? Forse sarebbe stato meglio se fosse uscito e basta. Appena sentii la porta chiudersi rimossi quei brutti pensieri dalla testa e decisi che se lui non ne avrebbe parlato con Jimin, allora l'avrei fatto io e mi sarei fatto raccontare ogni singolo dettaglio del passato suo e di Jaehyun. Ero adirato ma determinato a mantenere la calma ed entrai nel locale con fare sicuro, Hoseok immediatamente mi vide e alzò la mano in segno di saluto e mi incitò a raggiungerli al tavolo. Quando vidi che eravamo in quattro mi sentii sollevato perché se non c'era Jimin voleva dire che Jungkook non aveva mentito, era davvero con lui. Ma non feci in tempo a sorridere, pensando già a come farmi perdonare per il mio comportamento maleducato quando il migliore amico del mio ragazzo comparse alle mie spalle. "Taehyung! Ci hai raggiunti!" Lo guardai mentre andava a sedersi in parte a Yoongi che a sua volta allargava un braccio per lasciare che Jimin gli si appoggiasse contro. Invidiai la loro felicità in quel momento, per un gesto così naturale e banale. Ero rimasto fermo immobile in piedi a guardarli finchè non sentii la mano di Hoseok toccarmi il polso. "Tutto bene?" Annuii svelto e finsi un sorriso, prendendo posto in parte a lui. "Ma Jungkook dov'è?" Mi chiese Jimin e in quel momento il mio cuore si fermò. "Dimmelo tu dov'è." Risposi monotono. Lo guardai congelare sul posto e realizzare che forse aveva fatto una domanda che non avrebbe dovuto fare così io continuai, solo per osservare bene la sua reazione. "Non sapeva sarei uscito con voi stasera e non ti ha avvisato di coprirlo, vero?" "Coprirlo? In che senso?" Disse Seokjin ma io non spostai lo sguardo da Jimin. "Dove andavano?" Chiesi. "Taehyung, no, non-" "Hoseok taci per favore." Mi voltai nella sua direzione. "Jungkook mi ha detto che sarebbe uscito con Jimin e Jaehyun e ora arrivo e Jimin è qua e non sa neanche che il suo cazzo di migliore amico è fuori con un altro quindi ti prego taci, ho bisogno di saperlo." E tornai a guardare Jimin. "Dove andavano? Cosa facevano insieme stasera?" Jimin era paralizzato, si era accucciato per farsi piccolo piccolo in parte a Yoongi che mi guardava con occhi spalancati, non capendo che cosa stava succedendo. "L-lui...ehm...mi aveva chiesto se volevo andare con loro al cinema quindi mh, non lo so, potrebbero essere la? Non lo so Taehyung davvero, pensavo sarebbe venuto qua con te." "Non l'hai più sentito dopo che ti ha chiesto del cinema?" "Mh no...Jungkook è un po' strano ultimamente. Non mi cerca e se lo cerco io mi ignora quindi...si ecco." "E tu che razza di migliore amico sei? Non ti preoccupi di quello che sta accadendo?" Alzai il tono di voce, forse troppo però mi stavo davvero irritando. "Ehi tu, modera i toni." Intervenì Yoongi in difesa del suo ragazzo che abbassò lo sguardo. Mi passai una mano tra i capelli e sospirai, prendendo poi un respiro profondo. Aveva ragione, Jimin non c'entrava niente, non potevo prendermela con lui. "Scusami, non volevo aggredirti." Dissi con tono più morbido. "Io e Jungkook abbiamo litigato pesantemente ormai una settimana fa. Sono stato cinque giorni da Hobi perché non volevo vederlo. Sapevi che si era comprato un secondo telefono solo per sentirsi con Jaehyun?" Dalla sua espressione sconvolta capii che no, non lo sapeva. "Chi cazzo è Jaehyun e perché ho improvvisamente voglia di spaccargli la faccia?" Intervenì Seokjin e quasi mi venne da sorridere per quella frase. Continuai il mio racconto ma a quel punto mi rivolsi a tutti, Hoseok appoggiò una mano sulla mia spalla per darmi forza. "Ho trovato il suo secondo telefono, Jaehyun era salvato in rubrica come JaeJae e considerando che io sono salvato come TaeTae, questa cosa mi ha mandato fuori di testa. Per di più lo aveva chiamato baby, non ho ragionato. Chiama baby anche te?" Ovviamente Jimin scosse la testa. "Ma che stanno facendo...Taehyung sono scioccato." Disse semplicemente. "Non ne sapevo assolutamente niente." "Già...sta di fatto che quella sera sono uscito però poi mi sono ricordato che gli avevo promesso che lo avrei sempre ascoltato e sono tornato indietro ma li ho visti abbracciati sul divano di casa e...beh non ricordo cosa ho fatto dopo. La prima cosa che ricordo è Hoseok che mi tiene la testa mentre vomito, due giorni dopo." "Taehyung cazzo..." Yoongi si avvicinò, toccandomi il braccio. "Ma ora sei tornato a casa? Non avete parlato?" "Jungkook pensa che io sia sul punto di lasciarlo e per un po' voglio che lo creda. Pensavo avrebbe cercato un modo per riscattarsi ma sta semplicemente rispettando la mia richiesta di starmi lontano, di non parlarmi, guardarmi, sorridermi se ci incrociamo. Abbiamo orari diversi per mangiare, lavarci, gli ho cambiato gli orari al lavoro per non doverlo vedere. E stasera mi ha detto che sarebbe uscito con Jimin e Jaehyun. E invece è al cinema solo con Jaehyun." Sospirai e abbassai lo sguardo. "Jaehyun che è passato a prenderlo perché la sua macchina è rimasta a casa. E si sa che cosa succede quando si riaccompagna qualcuno dopo il cinema." La mia paura più grande in quel momento era tornare nello stesso momento e vederli con i miei occhi, guardare il mio ragazzo essere baciato da un altro fuori dal cancello di casa nostra. Ne sarei uscito completamente devastato. "Hyung no, Jungkook non lo farebbe mai." Cercò di rincuorarmi Jimin ed io lo guardai e nel suo sguardo capii che era dalla mia parte, che era ben predisposto nei miei confronti. All'inizio, quando ero ancora un semplice cliente per Jungkook, lui non voleva che ci vedessimo, non si fidava di me, mi aveva trattato con risentimento. E ora voleva rassicurarmi per non far finire la relazione tra me e il suo migliore amico. Com'erano cambiate le cose nel corso degli anni. "Jimin senti....mi racconti di Jaehyun? Chi è? Come l'avete conosciuto? Cosa avete fatto insieme a lui? Qualsiasi cosa. Perché Jungkook mi ha detto che non è una minaccia per noi ma io non riesco a pensare ad altro se non a quanta paura ho che me lo porti via per sempre." Mi guardò con occhi grandi e poi mi allungò il bicchiere con il drink che aveva preso per sé ma che ancora non aveva toccato. "Bevi, ne avrai bisogno." Mi disse e a quel punto cominciai a preoccuparmi. Titubante portai alle labbra il bicchiere e mandai giù un paio di grossi sorsi, non mi faceva impazzire come miscuglio ma almeno era dolce e fruttato. "Fai bene a pensare male di Jaehyun perchè lui e Jungkook hanno...un passato, diciamo. E lui ha un carattere forse un po' particolare a volte." Bevvi ancora. "Ehi, vacci piano." Mi intimò Hoseok ma non lo ascoltai. "Raccontami tutto." Ero quasi pronto al peggio. "Al primo anno eravamo un gruppo stretto di cinque amici, io, Jungkook, Jaehyun, Eunwoo e Yugyeom. Passavamo molto tempo insieme sia dentro che fuori scuola. Io sono stato il primo ad accorgermi della mia attrazione per i maschi perché un pomeriggio siamo andati a studiare da Yugyeom e quando ho visto suo fratello maggiore avrei voluto che mi sbattesse al muro ripetutamente. Ho fatto coming out con Jungkook un anno dopo circa e anche con i miei genitori più o meno nello stesso periodo e poi sempre Jungkook mi aveva convinto a dirlo ai nostri amici con la sicurezza che se mi avevano accettato i miei genitori, potevano farlo anche gli altri. Il problema è che non fu così. Eunwoo fu il primo ad allontanarsi, spesso mi tagliava fuori e già alla fine del secondo anno aveva cambiato gruppo di amici e non ci rivolgevamo più la parola. Non mi ha mai insultato o preso in giro, semplicemente ha preferito perdere la mia amicizia. Yugyeom quell'anno è stato bocciato e ha cambiato scuola, facendo praticamente perdere le sue tracce. E quando siamo tornati a scuola dopo l'estate, Eunwoo non era più in classe con noi e non abbiamo mai saputo perché. Mai più rivisiti né sentiti. E quindi dal terzo anno siamo rimasti io, Jungkook e Jaehyun, le 3J ed eravamo inseparabili. E io sapevo che Jungkook non fosse propriamente etero, lo vedevo dai suoi comportamenti con le ragazze, dalle occhiate che lanciava ad altri ragazzi per i corridoi a scuola o al mare però ho aspettato che me lo dicesse lui. E forse l'ho un po' spinto in quella direzione chiedendogli di scambiarci a vicenda il nostro primo bacio e quando ho visto che gli piaceva, gli ho fatto pressione per incentivarlo a lasciarsi andare almeno con me e niente, tempo un paio di mesi e aveva rivelato la sua attrazione per i ragazzi prima a me e poi a Jaehyun." Si fermò e mi guardò attentamente. "Ora arriva la parte peggiore immagino." Gli dissi e lui alzò le spalle, prese un respiro e continuò non prima di avermi lasciato bere un altro paio di sorsi. "Proprio dopo il coming out di Jungkook, Jaehyun era venuto da me e mi aveva chiesto se secondo me sarebbe stata una buona idea chiedere a Jungkook di uscire con lui, portarlo fuori ad un appuntamento ed io ero felice per loro perché erano i miei due migliori amici, volevo bene ad entrambi allo stesso modo e feci il tifo per lui. E dopo che furono usciti, morivo dalla voglia di sapere come fosse andata. Jungkook all'inizio era titubante, diceva che Jaehyun cercava di prenderlo per mano e lui si sentiva in imbarazzo. Abbiamo fatto un'uscita a quattro una volta. Jungkook e Jaehyun, io e Kihyun." Spostò lo sguardo verso Jin che rise tra sé e sé. "Ah Kihyun, me lo ricordo. Era una brava recluta in effetti anche se aveva un carattere di merda." Jimin continuò a raccontarmi. "Spesso avevo chiesto a Jungkook come andavano le cose tra loro, se sentiva di potersi lasciare andare. Quando tu l'hai conosciuto, Jungkook era sì vergine però aveva avuto altri tipi di esperienze e molte delle sue prime volte sono state con Jaehyun che era sempre il più veloce a fare la prima mossa. Jaehyun l'ha baciato per primo, gli ha messo le mani nelle mutande per primo, l'ha spinto sul letto e spogliato per primo, gliel'ha preso in bocca per primo." Anche se sapevo che tutte quelle cose erano accadute molto tempo prima che io lo conoscessi, mi salì comunque la nausea. "E' stato Jungkook a fermarlo quando Jaehyun avrebbe voluto scopare e quando io gli ho chiesto perché, lui ha semplicemente risposto che avrebbe voluto che la sua prima volta fosse con una persona speciale e che lui per Jaehyun provava attrazione, una leggera infatuazione forse ma nulla di più. Jaehyun dal canto suo era pazzo per Jungkook, era follemente innamorato, era geloso, possessivo. Più di qualche volta ho dovuto aiutare Jungkook a coprire i segni viola che gli lasciava sul collo usando quintali di fondotinta. Però non mi sono mai realmente allarmato perché stavano bene insieme e perché erano felici, certo c'erano delle incomprensioni però tutti le abbiamo e poi avevamo 16/17 anni, stiamo parlando delle nostre prime cotte e mini relazioni. Non sapevamo neanche che cosa volesse dire considerare qualcuno una minaccia." Sapevo avesse ragione eppure la mia mente faticava ad elaborare l'idea che Jungkook era stato con Jaehyun, magari non ufficialmente e non per un lungo periodo, però avevano avuto una storia. Probabilmente Jungkook era stato il primo amore di Jaehyun e si sa che è quasi impossibile dimenticarsene. E poi mi colpì la consapevolezza che Jungkook avrebbe voluto che la sua prima volta fosse speciale e invece ero arrivato io che me l'ero scopato e basta, portandogli via quell'innocenza che all'epoca non sapevo avesse. E gli avevo fatto male, non solo quella volta ma anche le successive e in quel momento mi pentii amaramente di come l'avevo trattato, di come avevo approfittato di lui sulla scrivania del mio ufficio per poi chiamarlo puttana e mandarlo via in malo modo, per essere sparito, per essere andato con altri. Mi ero già scusato con lui ed era passato talmente tanto tempo che ormai entrambi ci eravamo dimenticati di quegli avvenimenti però mentre Jimin parlava, io avevo dovuto fare i conti con l'idea che avevo rovinato la sua prima volta. E anche se poi ero effettivamente diventato una persona speciale, quella sera non mi era importato di lui, era solo uno dei tanti ragazzini che facevo entrare in casa per portarmeli a letto e sfogarmi. "Posso continuare?" Jimin mi scosse dal mio stato di trance e io annuii, bevendo ormai l'ultimo goccio. Avevo davvero svuotato l'intero bicchiere ma forse era meglio così, l'alcool mi avrebbe aiutato a digerire meglio tutte quelle nuove informazioni. "Okay ehm...Jaehyun ha cominciato a diventare davvero appiccicoso nel senso che lo andava a prendere a casa tutte le mattine per accompagnarlo a scuola e lo riaccompagnava finite le lezioni. Oppure spesso si autoinvitava a pranzo o a casa sua per studiare anche se in realtà finivano per fare altro. Non lo lasciava respirare neanche per un'ora, dava fastidio perfino a me. E poi Jungkook ha fatto l'errore di raccontargli che il primo bacio l'aveva dato a me e Jaehyun è venuto da me e mi ha minacciato dicendomi che avrei dovuto scollarmi da Jungkook perché era suo e che io dovevo rimanere dietro la linea dell'amicizia. Litigammo perché io conosco Jungkook da quando avevamo 3 anni e come cazzo si permetteva lui di dirmi certe cose. Per un periodo ebbi quasi la sensazione che avesse quasi cominciato a fare il lavaggio del cervello al mio amico, Jungkook mi evitava, non voleva più che lo aiutassi a studiare matematica, fisica e biologia, non voleva più che uscissimo solo noi due, mi trattava male." Cominciavo ad agitarmi e non volevo che il racconto peggiorasse ma sentivo che quella ancora non fosse la parte peggiore. Sapere che il mio ragazzo era fuori con un altro che in passato era stato così tanto ossessionato da lui mi stava facendo andare fuori di testa. Jimin si era fermato forse per pensare prima di continuare, sentivo gli occhi degli altri puntati addosso ma mi ero ripromesso di non reagire finchè non avessi saputo l'intera vicenda. "Poi?" Chiesi. "E poi successe...una cosa..." Abbassò lo sguardo e in quel momento strinsi i pugni perché sapevo che non mi sarebbe piaciuto quello che sarebbe uscito dalla sua bocca. "Come ben sai, Jungkook ha parenti da parte di suo padre a Daegu." Annuii. "Ecco, un giorno è venuto a trovarlo suo cugino e Jungkook l'ha portato a mangiare qualcosa in uno dei locali giù lungo la riva del mare. Jaehyun li ha visti, non sapeva che quello fosse il cugino ed è esploso. L'ha aggredito, gli ha spaccato il naso e il labbro e forza di pugni e poi ha trascinato Jungkook a casa sua senza lascialo spiegare e ha provato, di nuovo, a scoparselo. L'ha bloccato a letto e ha usato le dita per...beh puoi immaginarlo...dicendogli che se riusciva a prendere due dita, avrebbe potuto prendere anche qualcos'altro e Jungkook non c'ha visto più. È riuscito a fermarlo mettendosi a piangere e gli ha spiegato che non voleva più continuare quella cosa tra di loro, che l'aveva ferito e deluso ed è stato in quel momento che Jaehyun gli ha confessato tra le lacrime che doveva partire per l'America, che si sarebbe trasferito là e che non si sarebbero più visti. Si scusò più volte, dicendogli che non voleva perderlo, che provava qualcosa di davvero forte per lui e che si era aggrappato a lui così prepotentemente perché nel giro di un paio di settimane sarebbe stato dall'altra parte del mondo e non avrebbe più potuto farlo." "Ha praticamente cercato di stuprarlo?" Chiese Hoseok ma Jimin scosse la testa. "Pensandoci ora si, probabilmente può essere considerato un tentativo ma all'epoca Jungkook non se l'è vissuta così e l'ha perdonato perché di base è una persona buona." "L'ha perdonato?" Chiese Yoongi sconvolto. "Si." Continuò Jimin. "E ha chiesto anche a me di fare lo stesso. Hanno smesso di vedersi come se stessero insieme e quelle ultime due settimane furono addirittura piacevoli. Jaehyun si scusò con la famiglia di Jungkook, pagò addirittura le spese mediche del cugino. Improvvisamente era tornato ad essere il Jaehyun che avevamo conosciuto tre anni prima, diceva di aver capito di aver sbagliato. Si è scusato con me, ricordo il suo abbraccio ancora oggi. Mi chiese di prendermi cura di Jungkook, di controllare che fosse sempre felice e che sarebbe tornato prima o poi, anche solo per vederci. E poi è arrivato il giorno della partenza, l'abbiamo accompagnato in aeroporto, abbiamo guardato il suo aereo decollare dalla sala d'aspetto." Tirò fuori il telefono e ci armeggiò un po' prima di posarlo sul tavolo e farmelo vedere. Era una foto, un selca di loro tre sorridenti che indicavano il display con la destinazione. Mi si addolcì il cuore a vedere un giovane Jungkook 17enne, con il sorriso da coniglietto, gli occhi da cerbiatto, i capelli cortissimi e nero corvino. Quando l'avevo conosciuto aveva solo un anno in più rispetto a quando era stata scattata quella foto però ai miei occhi era sempre stato bellissimo. "Eravate minuscoli, ommioddio." Intervenì Seokjin. "Hyung, quando mi hai conosciuto ero così. Ho cominciato a venire da te tipo un paio di mesi dopo." Jin scosse la testa e sgranò gli occhi. "Sei decisamente cresciuto bene." Quella frase fece scoppiare a ridere tutti ed io sorrisi appena, non riuscivo a staccare gli occhi da quella foto e da Jungkook. "L'avete più sentito?" Chiesi. "Jungkook si. Hanno continuato a mandarsi messaggi e a fare videochiamate per un po'. Poi però l'estate è passata, la scuola è ricominciata e a cause del fuso orario non trovarono mai un momento della giornata che andasse bene ad entrambi e già intorno a Natale non parlavano più, non si sentivano più. Tutto quello che erano stati svanì nel nulla. Più volte ho provato a chiedere a Jungkook se Jaehyun gli mancasse in qualche modo ma lui mi ha sempre ripetuto che non è mai stato innamorato di lui, sono sempre e solo stati amici dal suo punto di vista." "Amici con benefici." Lo stoppò Yoongi. "Esatto, qualcosa del genere." Annuii e presi a giocare con i due mini cubetti di ghiaccio rimasti dentro al bicchiere che ancora non si erano sciolti. Speravo che l'alcool mi facesse più effetto ma un solo drink non era niente, mi sentivo perfettamente lucido. "Quindi secondo te devo credergli quando mi dice che Jaehyun non è una minaccia per la nostra relazione?" Inclinò la testa e la sua espressione si fece leggermente preoccupata. "Io temo che...si stia ricreando la stessa identica situazione. Jungkook che lo considera un amico, Jaehyun ancora cotto di lui che gli fa pressione. Di chi è stata l'idea di comprare un secondo telefono?" "Non lo so." "Jaehyun è subdolo quando vuole, sa come giocare con la psicologia degli altri. Potrebbe aver chiesto a Jungkook perché si faceva dominare così da te o se voleva smettere di sentirlo e vederlo per fare in modo che sembrasse una scelta consapevole di Jungkook quella di mentirti e prendere un altro telefono." Jimin ovviamente li conosceva entrambi e sembrava che sapesse esattamente come ragionasse Jaehyun e a quel punto pensai di sfruttare questa cosa per capire un'ultima cosa. "Jungkook ha detto che lo soffoco." Sputai fuori e mi fece male dover ripetere quella frase. Jimin alzò un sopracciglio e incrociò le braccia al petto. "Sono parole che gli ha messo in bocca Jae." "Ne sei sicuro?" "Ti ha mai dato motivo di credere che tu lo stessi soffocando?" "Io l'ho pensato un paio di volte ma dopo averne parlato con lui no, mi ha rassicurato su questo fatto. Per questo non capisco perché me l'abbia detto, sapeva che mi avrebbe fatto male. Mi conosce, cazzo, lo sa che reagisco in modo esagerato per la più piccola minchiata quindi perché farmi questo? Perché farci questo?" Jimin si passò una mano sul viso e poi i capelli, appoggiandosi allo schienale della sedia e sospirando pesantemente. "Che figlio di puttana." Buttò fuori. "Jeong Jaehyun." Mi guardò negli occhi e capii che mi capiva perché stava accadendo a me quello che in passato era accaduto a lui quando Jaehyun si era messo in mezzo alla sua amicizia con Jungkook. "Gli parlo io. Parlerò con entrambi in momenti separati. Vediamo se riesco a capire che cosa sta succedendo." "Devi farlo prima di giovedì, Jimin." Gli dissi. "Perché? Cosa succede giovedì?" Chiese Yoongi. "Ah cazzo, è già questo giovedì la partenza?" Intervenì Hoseok ed io annuii. "Partenza? Dove vai?" Chiese Seokjin. "In Francia a chiudere la questione e firmare. Dopo tutto quello che mi hai raccontato ho un po' di paura a lasciare Jungkook nella rete di quella piovra. Non voglio immaginare cosa potrebbe succedere tra loro due mentre non ci sono." "Niente. Non succederà un cazzo di niente perché anche se non fate pace entro giovedì, giuro su Dio che metto una fottuta catena al piede di Jungkook e me lo lego addosso per controllarlo 24 ore al giorno, sette giorni su sette, mattina, pomeriggio, sera, notte." "Ehm...angelo, a me non pensi?" Gli disse Yoongi ma Jimin gli tappò la bocca con un bacio a stampo. Erano nauseatamene carini insieme. Poi si tornò a girare nella mia direzione. "Ci provo io, okay? Ci penso io a far rinsavire quell'idiota del mio migliore amico." Sorrisi e annuii. "Grazie Jimin, forse stanotte riuscirò a dormire un po' meglio."
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