Jungkook's POV
"Tae...posso spiegare." Dissi piano. Dovevo cercare di mantenere la calma in modo che la mantenesse anche lui. Avrei voluto che non lo scoprisse, mi chiesi perché avesse aperto quel cassetto dal momento che non lo faceva mai ma poi il telefono nella sua mano ricominciò a vibrare e mi maledii perché ero stato disattento, mi ero dimenticato di metterlo in silenzioso prima di nasconderlo.
"Ti ascolto." Disse serio ed io presi un respiro profondo.
"Ho pensato che potrei usare anche io due telefoni come te. Uno per il lavoro e uno per il resto e quindi per ora sto cercando di imparare come funziona quello nuovo ed è per questo che lo lascio nel cassetto." Dissi tutto d'un fiato. Non che mi fossi preparato una vera e propria spiegazione, credevo che non lo avrebbe mai trovato.
"Imparare come funziona?" Ops. "Jungkook, questo telefono è identico a quello che hai già. Perché mi racconti bugie?"
"Okay ehm..."
"Hai comprato un nuovo telefono e una nuova sim per sentirti con Jaehyun?" Diretto, come suo solito.
"No..." Inclinò la testa e le sue labbra di distesero in una linea retta. "Okay si però non è come pensi tu."
"Cosa penso io? Dimmelo tu cosa pensare perché io in questo momento ho la testa vuota." Stava sussurrando per non farmi sentire il tremore nella sua voce ma io lo conoscevo troppo bene e sapevo avrebbe voluto urlare, probabilmente scagliarsi su di me.
"Jaehyun non è un pericolo per noi, Taehyung. Siamo solo amici, non so più come dirtelo."
"Io invece credo proprio che lo sia e sai perché? Perché me lo nascondi, non sei trasparente. Mi avevi promesso che gli avresti chiesto di non usare quegli intercalari, che cosa vuol dire che gli avevi promesso che saresti stato con lui stasera? Dovevi vederlo? Mi avevi promesso anche che non saresti rimasto da solo con lui e non hai mantenuto la parola perciò ora dimmi, io dovrei mantenere la mia di cercare di stare calmo e lasciarti spiegare?"
Le sue parole fecero più male del previsto perché in quel momento mi resi conto che aveva pienamente ragione e che stavo sbagliando.
Quando avevo parlato con Jaehyun della nostra precedente litigata, lui mi aveva chiesto se io volevo smetterla di sentirlo e vederlo ed io gli avevo risposto di no perché era un amico, perché mi trovavo bene in sua compagnia, perché mi faceva staccare la testa. Quando ci organizzavamo per uscire, anche se lo dovevamo fare di nascosto, sentivo quella eccitazione positiva data dalla consapevolezza che potevo passare del tempo con qualcuno di diverso che non fossero le solite persone. E così avevo comprato un altro telefono e avevo attivato un nuovo numero per scrivermi solo con lui, per non dover dare spiegazioni a nessuno, avevo reimpostato la vecchia password nel telefono che usavo tutti i giorni in modo che se Taehyung avesse controllato, non avrebbe mai trovato alcuna prova. E stava funzionando, stava andando tutto bene finchè io non ero stato così idiota da dimenticarmi di impostare il silenzioso.
"Me l'hai detto tu...ricordi? Sei stato tu a dirmi che volevi che mi sentissi libero di uscire con i miei coetanei, che non vuoi che io mi senta costretto a stare in casa con te, che non vuoi che io abbia una catena a tenermi ancorato a te e ora mi fai una scenata perché io faccio quello che mi hai dato il permesso di fare?" Non credevo realmente in quello che stavo dicendo, volevo solo cercare di avere ragione per una volta, non sentirmi sotto esame dal suo sguardo indagatore.
"E' vero che ti ho detto io queste cose e le penso ancora ma che cosa ti è successo? Perché tenermelo nascosto? Perché mentirmi? Ho fatto qualcosa di male? Ti ho fatto qualche torto? Mi dispiace, Jungkook, non me ne sono neanche accorto ma invece che comportarti così avresti potuto-"
"Tu mi soffochi."
Silenzio. Mi guardò e i suoi occhi erano vuoti, serrò le labbra e fece un passo indietro.
In parte lo pensavo davvero, la sua presenza nella mia vita era positiva ma più di qualche volta avevo pensato che fosse fin troppo pesante. Avevo questa sensazione di malessere, come se mi stesse tarpando le ali e non capivo perché mi sentivo così. Cosa che spariva del tutto quando ero in compagna di Jaehyun.
"Io...ti s-soffoco?" E percepii il dolore nella sua voce chiaro e forte.
Annuii e lui lasciò andare un sospiro.
"Taehyung, ascolta-"
"Parto per la Francia." Mi bloccò e io sgranai gli occhi. Ecco perché aveva preparato quella sorpresa con i petali per me, ecco perché aveva lasciato che fossi io a prenderlo in doccia. Aveva cercato di alleggerire la situazione prima di darmi una notizia che sapeva mi avrebbe fatto rimanere male. Si era preoccupato per me e dei miei sentimenti e in quel momento mi sentii profondamente in colpa. E avrei voluto rispondergli e cambiare tono ma lui continuò, peggiorando la situazione e i nostri animi. "Tra un paio di settimane. Starò via dieci giorni perciò sentiti pure libero di fare quello che vuoi con chi vuoi. Dal momento che ti soffoco è un bene se me ne vado mh? Non so neanche perché mi sono preoccupato tanto di dirtelo, evidentemente non ti mancherò."
E fece per superare la mia figura, camminando verso la parte opposta della camera ma io lo presi per l'avanbraccio, fermandolo e facendo in modo che si girasse di nuovo nella mia direzione.
"Aspetta. Dove vai?"
"Te l'ho detto. Me ne vado. Ti lascio libero." E strattonò la presa, costringendomi a mollare la presa.
"No, no, no, in che senso? Dove vai? Taehyung-" Mi aggrappai alla sua spalla ma lui si girò di scattò e mi spinse. Caddi col culo per terra, non pronto a dover reagire all'impatto e quando alzai gli occhi su di lui, lo vidi scaraventare il mio secondo telefono che aveva ancora in mano contro la parete alle mie spalle.
Chiusi gli occhi terrorizzato mentre sentivo il rumore del cellulare che andava in frantumi e venni percorso da un brivido di paura. Improvvisamente mi tornò in mente la volta in cui era stato mio padre al alzare le mani su di me quando gli avevo parlato del mio orientamento sessuale. Cominciai a sentire male alle braccia, il respiro mi si spezzo come se avessi ricevuto lo stesso identico tipo di calcio. Solo che quella volta c'era stata mia madre a fermarlo, ora chi avrebbe fermato Taehyung?
Poi la stanza rimase nel più totale silenzio e invece di una sberla ricevetti una carezza. Aprii gli occhi sconvolto e vidi Taehyung accucciato di fronte a me, i suoi occhi erano arrossati e non avrei saputo dire se di rabbia o se di dispiacere, sicuro è che non mi piacque quello sguardo. Mi tenne il viso con una mano, continuò ad accarezzarmi la guancia con il pollice mentre io cominciavo a piangere e a tremare. E poi parlò, rivolgendosi a me con dolcezza, cosa che mi distrusse ancora di più.
"Sono io a soffocarti o sei tu ad essere ancora troppo immaturo? Ho sbagliato a chiederti di venire a vivere con me e mi dispiace per questo, non eri ancora pronto. Devi andartene tu. Io non ho un'altra casa, tu invece puoi tornare da tua madre."
"C-cosa? Tae, no..io non me ne vado, è anche casa mia questa." Dissi mentre la voce mi tremava.
"Io avrei voluto che fosse casa nostra. La senti la differenza?"
Mi si spezzò il cuore e non mi trattenni più, lasciai che grosse lacrime mi bagnassero il volto e singhiozzai senza essere in grado di distogliere lo sguardo da lui.
"Tae, ti prego-" Alzai una mano e la posai sopra la sua, avevo bisogno di contatto. Avevamo appena finito di fare l'amore, non poteva finire così quella serata.
Ma lui si scansò e si alzò in piedi. Io rimasi immobile, paralizzato mentre lo guardavo recuperare alcuni suoi vestiti e lanciarli alla rinfusa dentro una borsa. Non mi guardò neanche per un secondo, prese il telefono, il computer, il portafoglio e poi raggiunse la porta, uscendo dalla stanza. Solo a quel punto qualcosa si mosse dentro di me e mi alzai di scatto, correndogli letteralmente dietro.
Mi sembrava di vivere un incubo, tutto ciò era già successo, lui se ne era già andato ma questa volta non gli avrei permesso di lasciarmi così.
"Aspetta, aspetta, aspetta, ti prego per favore, si ti ho mentito, si sono uscito con Jaehyun senza dirtelo, si ho comprato il telefono per parlare con lui e questa sera avremmo dovuto giocare ad Overwatch insieme. Pensavo che tu te ne saresti andato a letto e invece mi hai trascinato in doccia, non che non mi sia piaciuto, ovvio che mi è piaciuto. Taehyung, lo sai che voglio solo te, che amo solo te, voglio vivere con te, dimentica ciò che ho detto, ho sbagliato, mi dispiace, ti prego resta." Dissi quasi col fiatone mentre continuavo ad avvicinarmi a lui.
"Fatico a crederti ora."
"Lo so, è comprensibile ma se rimani a casa parliamo tutta la notte, ti spiego tutto. Basta bugie, te lo prometto."
"Me lo prometti? Come avevi promesso che non mi avresti più mentito così?" Sentii un tonfo al cuore.
"Taehyung, di dispiace." Sussurrai ormai di fronte a lui. Alzai le mani e raggiunsi il suo volto, mi avvicinai con attenzione, appoggiando la mia fronte alla sua e chiusi gli occhi. "Sono davvero dispiaciuto. Sono pentito di qualsiasi cosa io abbia detto o fatto stasera, ho sbagliato, ti prego di credermi. Ti amo-" Lo guardai. "Ti amo da impazzire, ho sbagliato io e ti chiedo scusa. Rimani con me, Taehyung, rimani con me."
Volevo baciarlo e ci provai. Schiusi le labbra e diminuii quella minima distanza tra noi, stavo già cominciando a sentire il mio cuore aprirsi ma non appena le mie labbra sfiorarono le sue, si allontanò di scatto. Mi prese per i fianchi e ribaltò le posizioni. Io finii con la schiena contro la porta di casa e lui imprigionò entrambe le mie braccia ai lati del mio viso.
Era arrabbiato, furioso eppure stava cercando con tutte sé stesso di controllarsi perché lui, a differenza mia, voleva il mio bene anche se l'avevo ferito e avrebbe mantenuto la parola che mi aveva dato. Come aveva sempre fatto da che lo conoscevo.
"Se mi ami perché cazzo mi fai soffrire così?" Sibilò e i suoi occhi si riempirono di acqua. L'avevo fatto piangere. Io l'avevo distrutto.
"Tae-"
"Io ho avuto solo te. Per tutta la mia vita mi sono sempre sentito quello sbagliato ma tu, Jungkook, tu hai fatto di me la persona giusta. Ho sempre e solo voluto il tuo bene, il nostro bene e la nostra felicità. Ti ho comprato una casa, una macchina, ti ho dato un lavoro, stabilità economica, emotiva, psicofisica. Ti ho aiutato a crescere e ad essere indipendente e ora non sono più necessario, giusto? Hai preso tutto ciò che ti serviva e mentre io ti amavo e ti tenevo su un piedistallo, tu mi stavi solo prosciugando." Piangeva. Stavamo ormai piangendo entrambi. "Dici di aver sbagliato? No, Jungkook. Ho sbagliato io. Sono stato stupido perché mi sono innamorato di una puttana." Sputò fuori quella parola come se gli facesse schifo, come se gli facessi schifo. "E spero che almeno tu abbia avuto la decenza di non avermi tradito, non lo voglio sapere se l'hai fatto perché in ogni caso hai tradito la mia fiducia e la mia stima nei tuoi confronti." Mollò la presa sulle mie braccia che lasciai cadere senza forze lungo il corpo. Le sue parole mi stavano completamente devastando. "Per stanotte me ne vado io. Puoi prenderti un giorno di ferie per fare le valigie, voglio averti fuori da qua entro domani sera."
"No-" Urlai disperato, facendo un passo verso di lui, allungando le braccia per raggiungerlo ma lui si scansò. "No, Taehyung, amore, n-no-" Non avevo più parole, il mio cervello si era spento completamente. Avrei solo voluto stringerlo a me e sentirmi dire che sarebbe andato tutto bene, che stava scherzando, che avremmo potuto parlarne e risolverla ma lui fu irremovibile.
"Spostati, fammi uscire."
Scossi la testa. Non riuscivo neanche a vederlo bene talmente la mia vista era annebbiata dalle lacrime. Proprio a causa di questo, mentre lui raggiungeva il pomello della porta, io avrei voluto cercare di abbracciarlo, tenerlo stretto a me ma quando feci un passo inciampai sul tappeto dell'entrata, crollando a terra. Sembrava quasi che io mi fossi inginocchiato per lui, per implorarlo di rimanere con me ma Taehyung non si girò, non mi degnò di un ultimo sguardo. Uscì dalla porta di casa nostra, tirandosela dietro con un tonfo e io rimasi paralizzato a terra, incapace di rialzarmi, di reagire, di pensare.
Sentii il cancello aprirsi, la sua macchina venir messa in moto.
Mi aveva lasciato. Se ne era davvero andato e io non ero stato in grado di fermarlo.
Mi mancò il respiro e mi accasciai disteso a terra in posizione fetale, portandomi le ginocchia contro il petto mentre tutto il mio corpo tremava. I miei polmoni bruciavano, la mia gola si era completamente chiusa e non permetteva all'aria di passare e io avrei voluto che il mio cuore si fermasse.
L'avevo fatto soffrire.
L'avevo prosciugato.
Ero solo una puttana.
Mi amava e si era preso cura di me. Sapevo cosa aveva dovuto passare da bambino e da ragazzino, sapevo di essere l'unica persona che avesse mai amato, sapevo di essere la sua ancora di salvezza eppure l'avevo spezzato. L'avevo spinto fino al limite della sopportazione, avevo giocato col fuoco finendo carbonizzato. Era arrivato al punto di pensare che lasciarmi e uscire di casa fosse meglio che rimanere con me. Avevo messo un'amicizia di fronte alla mia relazione, avevo preferito Jaehyun a Taehyung e solo ora avevo compreso l'enorme sbaglio che avevo commesso.
Chiusi gli occhi e sperai di non risvegliarmi mai più ma poi il telefono che avevo messo in tasca senza neanche accorgermi all'inizio della discussione, prese a squillare e io lo raggiunsi, sperando con tutto me stesso di leggere un unico nome sul display. Ma così non fu.
Risposi lo stesso perché ero solo, perché ero devastato, perché non sapevo se sarei sopravvissuto a quella notte.
"Gukkie ehi! L'altro numero è irraggiungibile perciò- Jungkook? Stai bene? Stai piangendo?"
"J-jae-" Appoggiai il telefono a terra perché non avevo le forze neanche per tenerlo in parte all'orecchio.
"Che succede? Che è successo, Jungkook?"
"Voglio morire." Sussurrai. "Mi sento morire." Non avevo il controllo sulle mie emozioni, sulle mie parole. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, dov'ero, perché mi sembrava che il mondo si fosse capovolto.
"Dove sei? Jungkook, non fare niente di avventato. Va tutto bene, okay? Mi senti?"
"Taehyung? Dov'è Taehyung? Puoi portarlo qua? Voglio il mio Taetae, il mio bellissimo, caro, dolce e sensibile Taetae. Io non vivo senza di lui, io muoio, sto morendo. Se Taehyung mi lascia, io non voglio più vivere." Tirai su col naso ma ormai avevo smesso di piangere, non avevo più lacrime. Non sapevo neanche cosa stavo dicendo.
"Se ti l-lascia...Jungkook, cosa dici? Cos'è successo? Dove sei?" Non riuscivo neanche a capire a pieno con chi stessi parlando. Sapevo fosse Jaehyun ma non riconoscevo la sua voce, come se il mio cervello si rifiutasse di processare le nuove informazioni.
"Sono solo. Completamente solo."
"Non sei solo, Gukkie. Vedrai che tornerà e sistemerete e-"
"Puoi venire da me?" Stavo pensando ai peggiori scenari, mille modi che avrei potuto mettere in atto per compensare il dolore emotivo con il dolore fisico e se fossi rimasto solo, la situazione sarebbe solo degenerata.
Per fortuna Jaehyun non esitò neanche per un secondo.
"Resisti dieci minuti. Arrivo."