«Dobbiamo parlare.» pt 2

3298 Parole
Seokjin's POV Dopo aver chiuso la chiamata avevo lanciato il telefono sul tavolino di fronte al divano e poi avevo appoggiato la schiena ai cuscini, chiudendo gli occhi e massaggiandomi le tempie. Hoseok era rimasto al mio fianco per tutto il tempo, in silenzio. Aver sentito Namjoon piangere mi aveva destabilizzato perché era capitato così poche volte che non potevo sopportarlo. Essere consapevole poi che ero io il motivo del suo malessere, mi aveva fatto sentire ancora peggio e quella sensazione mi fece incazzare perché lui non si era comportato meglio nei miei confronti eppure quello che ci soffriva ero di nuovo io. Non ero neanche sicuro di essere stato al 100% sincero con lui o se gli avevo detto certe frasi solo per ferirlo, per fargli provare anche solo in minima parte quello che avevo dovuto sopportare io. E Hoseok non aveva reagito a niente di quello che ci eravamo detti. Era ancora seduto dal lato opposto del divano, con i gomiti appoggiati alle ginocchia e giocherellando con le dita delle mani. Non un accenno di preoccupazione o di nervosismo, dalla sua bocca non era uscita mezza parola, né un sospiro, niente. E poi percepii il divano muoversi e la sua voce di riportò alla realtà. "Beh, io vado ora." Aprii gli occhi di scatto e gli afferrai il polso. Lui si girò a guardami e nei suoi occhi lessi fastidio e preoccupazione. "Resta. Per favore." I suoi occhi si spostarono sulla mia mano avvolta intorno alla fine del suo braccio. "Ho bisogno di te, Hoseok." "Hai bisogno di me o mi vuoi qua con te? Perché c'è differenza tra le due cose." "Cosa intendi? Avevamo già deciso ieri che stanotte saresti rimasto da me. Cos'è cambiato? Ti voglio qua, Hoseok, resta con me." Lo fissai con incredulità anche se nel profondo provavo piacere a saperlo un minimo geloso, voleva dire che ci teneva a me. Sospirò e tornò a sedersi in parte a me, prendendo entrambe le mie mani tra le sue. Prima di fare un salto in avanti nel nostro rapporto, non sapevo che potesse avere un lato dolce o in ogni caso l'avevo visto comportarsi così solo con Taehyung quindi pensavo fosse una cosa tutta loro e invece da un paio di mesi aveva cominciato a farlo anche con me, si preoccupava sempre che stessi bene, di farmi sorridere. Si prendeva letteralmente cura di me e io non sapevo come sentirmi dal momento che ero sempre stato io quello che si prendeva cura degli altri. "Jin, senti-" Un altro sospiro. "Tu lo ami ancora, vero?" "Hoseok-" "No, rispondi alla mia domanda. Non voglio farti una scenata di gelosia, sto solo cerando di farti ragionare sui tuoi sentimenti." "Come se non ci avessi ragionato abbastanza negli ultimi mesi." Dissi serio e intrecciai le mie dita alle sue, per fargli capire che non dovevo dare più nessuna risposta di quel tipo. Lo attirai a me senza avvisarlo e lui inevitabilmente mi cadde addosso, venni invaso dal suo profumo talmente era vicino. Mi chinai per azzerare quella minima distanza rimasta e gli lasciai un rapido bacio a stampo prima di sorridergli. "Sono quasi due mesi che le uniche labbra che voglio baciare sono le tue. Te l'ho detto e te lo ripeto: questo fatto non cambierà le cose tra noi." E a quelle mie parole fu lui a baciarmi di nuovo. La mia mano destra si aggrappò immediatamente alla sua nuca per mantenerlo in quella posizione e lui si mise meglio, sedendosi sulle mie gambe e tenendomi per i fianchi. Raramente aveva preso l'iniziativa, raramente era stato lui a voler approfondire il bacio lasciando che le nostre lingue si incontrassero e la prima volta che era successo ero rimasto paralizzato e senza fiato. Ma soprattutto mai mi era capitato di averlo sopra di me. Il connubio delle tre cose, Hoseok che mi sovrastava, Hoseok che mi aveva baciato per primo e Hoseok che mi stava infilando la lingua fin quasi in gola, mi fece venir voglia di sbatterlo sul pavimento e aprirlo in due e quando quel pensiero scese fino al mio basso ventre, dovetti rompere il contatto e allontanarlo per cercare di resistergli. Mi guardò col fiatone per un paio di secondi prima di abbassare lo sguardo e affrettarsi a slacciare la cintura e la cerniera lampo dei miei pantaloni. La mia reazione fu quella di sgranare gli occhi e fermarlo. "Voglio provare a fare una cosa." Mi disse innocentemente, come se stessimo parlando di provare a mettere lo zucchero invece che il sale nell'acqua della pasta. "Non devi-" "Ho detto che voglio." "Si, ma se lo vuoi solo per quello che è successo con-" Mi zittì baciandomi ancora, finendo quello che aveva cominciato. Il rumore della cerniera che veniva abbassato mi eccitò ancora di più e quando mi allargò i pantaloni, pensai che avrei potuto perdere completamente la delicatezza con lui. "Non è così. È da stamattina che ci penso, da quando ti ho visto uscire da casa con questo fottuto completo firmato." Si arricciò la cravatta che indossavo sulla mano, tirando poi piano verso di lui. "Non sono neanche riuscito a concentrarmi quando Jimin esponeva la tesi perché l'unica cosa a cui pensavo era che avrei voluto levarti questa e usarla per-" E a quel punto lo baciai io perché se avesse finito la frase non sarebbe riuscito a camminare il giorno dopo. "Se avessi saputo che una cravatta nera avrebbe risvegliato questo tuo lato perverso, ne avrei indossata una prima. Sono due mesi che mi trattengo dal toccarti, Hoseok." "Ecco bravo." Mi baciò la guancia e poi la mandibola. "Continua a non toccarmi per ora, nel frattempo lascia che io provi a toccare te però." Sentii una sua mano scivolare fin troppo lentamente sotto la stoffa dei miei boxer, la pelle bollente della sua mano toccò forse la parte più sensibile di tutto il mio corpo e mi sentii avvampare. "Oh Hobi-" Dissi piano, già senza fiato e ancora non mi aveva fatto niente. "Ti farai scopare prima o poi, vero?" Avvolse le dita intorno alla mia erezione e io boccheggiai. "Prima o poi. Una cosa alla volta." Sussurrò piano. E per la prima volta mi toccò davvero, strinse la presa e cominciò a muoversi dal basso verso l'alto. Per la prima volta dopo quasi due anni non era la mia mano quella che mi stava provocando piacere. Sentii la testa vuota e pesante allo stesso tempo e mi appoggiai al divano, sentii le sue labbra sul mio collo mentre mi allentava il nodo della cravatta e sbottonava i primi due bottoni della camicia con la mano libera e gemetti senza riuscire più a controllarmi. Era lento però andava bene così perché volevo godermelo a pieno, volevo percepire ogni singolo centimetro del suo palmo essere strusciato contro di me e di certo non ero pronto quando cominciò a scendere, baciandomi la clavicola e ogni volta che un bottone veniva aperto e la stoffa della camicia veniva spostata, sentivo le sue labbra bagnarmi zone vergini al suo tocco. Avvertii una piacevole sensazione di freddo quando estrasse la mia erezione da sotto i boxer, liberandola dall'elastico che mi stava stretto ma poi abbassò la testa ed io mi spaventai, bloccandolo e allontanandolo di poco. "C-che stai facendo?" "Ti ho detto che voglio provare a fare una cosa." "Hoseok, sono serio ora. Non serve, non devi sforzarti." "Nessuno sforzo, solo curiosità. Voglio sapere cosa si prova." Mi guardò dritto negli occhi mentre lo diceva ed era serio. Io deglutii a fatica e presi un respiro profondo, cercando di capire se fosse tutto solo un sogno ma poi lui mi sorrise, illuminando l'intera stanza e io capii che mi sarei completamente sciolto per lui. Non sapevo neanche più come avevo fatto a considerarlo solo un amico per così tanto tempo. "Scusa." Dissi e lui incurvò la fronte. "Per cosa?" "Perché in caso non dovessi riuscire a controllarmi, potrei inavvertitamente spingertelo in gola. Non arrabbiarti." Scoppiò a ridere ma io ero serio, quasi terrorizzato da quello che stava per accadere. "Prevenuto." "Meglio prevenire che curare." "Te lo ricordi, vero, che è la prima volta per me?" Ovviamente annuii. "Quindi dovrai dirmi cosa fare, come ti piace." Dove l'aveva trovata tutta questa sicurezza ancora non l'avevo capito. Mi limitai ad annuire di nuovo e lui mi sorrise. Le sue labbra furono di nuovo su di me, mi torturò prima un capezzolo e poi l'altro e riprese a scendere come aveva fatto qualche minuto prima, lasciandomi una scia di baci roventi sulla mia pancia, sul basso ventre e si fermò di fronte alla mia erezione, socchiuse leggermente la bocca e si passò la lingua sulle labbra, mandandomi quasi fuori di testa. Chinò definitivamente il capo, chiuse gli occhi e la sensazione che provai fu più forte di qualsiasi altro tipo di sensazione avessi provato negli ultimi due anni. Probabilmente l'astinenza aveva aumentato la mia sensibilità ma solo l'idea che stavo per scoparmi la sua bocca vergine mi provocò una scarica di adrenalina che mi percorse la schiena. Le sue labbra si chiusero attorno alla punta ed io sussultai. Cominciò a muovere lentamente la testa ed io non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso mentre guardavo la mia lunghezza scomparire e ricomparire, dentro e fuori la sua bocca. "A-attento con i denti." Mi lasciò andare giusto il tempo di annuirmi e riprendere fiato. Nel frattempo ricominciò a massaggiarmelo dalla base dove probabilmente sapeva di non poterci ancora arrivare con la bocca. "Respira dal naso." Gli suggerii, seguendo ciò che mi aveva detto, cercando di renderglielo più semplice. Senza distogliere lo sguardo da me tornò giù e la mia punta affondò di nuovo all'interno della sua cavità orale. "Cazzo-" Esclamai mentre raggiungevo con una mano la sua nuca e gli toccavo i capelli all'attaccatura, gettando poi la testa all'indietro contro il cuscino quando prese a muoversi con ritmo regolare. Sentivo il bisogno di spingere, stavo cercando con tutte le forze che avevo in corpo a rimanere immobile ma temevo che il mio bacino potesse scattare verso l'alto da un momento all'altro. "H-Hoseok-" Percepii la sua lingua giocare. "P-posso spingere? Ti prego, solo una volta." Interpretai un sì dal suo sguardo e non mi trattenni più. Premetti più forte la sua testa per mantenerlo in quella posizione, con la mano libera intrecciai le mie dita alle sue e mentre lui, con la sua altra mano continuava a pomparmi, io diedi un colpo di bacino, sprofondando nella sua bocca. Gemetti forte, completamente estasiato da quel piacere, la sensazione fu squisitamente perfetta. Lo feci una seconda volta e lo vidi chiudere gli occhi ma non mi fermai perché non si lamentò. Provai una terza e avrei voluto continuare ma il mio corpo ebbe uno spasmo e dovetti spingerlo via, allontanandolo prima che fosse troppo tardi. Non potevo tirare troppo la corda. Ci guardammo entrambi senza fiato, le sue labbra erano gonfie e rosse come non le avevo mai viste. Non seppi decodificare la sua espressione, i suoi occhi avevano le pupille dilatate. "Hobi, scusa, mi dispia-" Non potei finire la frase che lui si precipitò su di me, potei perfettamente assaporare il mio sapore nella sua bocca e mentre mi baciava, aveva ricominciato a pompare la mia erezione e a quel punto mi abbandonai al piacere, lasciai che l'orgasmo si estendesse in ogni zona del mio corpo e venni tra le sue dita con una contrazione, ansimando contro le sue labbra mentre lui avvolgeva la sua lingua intorno alla mia ancora una volta. Non provavo una soddisfazione del genere da troppo tempo e quando ebbi finito, mi accasciai letteralmente sul divano, con il suo corpo sopra il mio. Intrufolai una mano tra i suoi capelli e l'altra gliela appoggiai sulla schiena, abbracciandolo. Il mio respiro era sconnesso così come il flusso dei miei pensieri. Mi ero immaginato più volte di quanto mi piacesse ammettere questo momento solo che nella mia fantasia ero io a ridurre lui così, ero io a toccarlo per primo. "Mi dispiace." Ripetei, non avendo avuto il tempo di finire la frase. "Davvero. Ti ho fatto male? Non volevo." "Jin." Alzò la testa e i nostri sguardi si incontrarono. "Va bene così. Almeno t'è piaciuto." "Piaciuto? Cazzo-" Gli scompigliai i capelli. "Sei bravo, dannatamente bravo. Come fai ad essere così bravo? Con chi hai fatto pratica?" Gli chiesi scherzando prima di scoppiare entrambi a ridere. Rimanemmo in quella posizione per un po', coccolandoci leggermente anche se era una cosa che facevano raramente. In quei due mesi passati insieme non avevamo mai realmente parlato di che cosa stava succedendo tra di noi, avevamo solo deciso di comune accordo di non dirlo agli altri finchè non fossimo stati completamente sicuri dei sentimenti che nutrivamo uno nei confronti dell'altro. Lui mi aveva confessato che temeva di essere un rimpiazzo per me e mi aveva chiesto di non giocare con i suoi sentimenti e per questo motivo mi ero limitato a fare solo ciò che voleva lui, come voleva lui, quando voleva lui. Mi sarei adattato ai suoi tempi e alla sua linea di pensiero. In cuor mio sapevo che non era un rimpiazzo e anzi, probabilmente lo era stato finchè eravamo rimasti solo amici perché mi era stato vicino e mi aveva riempito le giornate, cosa che prima faceva Namjoon. Ma da quel bacio, quando si era presentato alla porta di casa mia e mi aveva baciato, da quel giorno l'intero mio mondo si era ribaltato e tutto quello che prima mi piaceva fare, ora non mi andava più se non era lui a chiedermelo. Avevo rivoluzionato i miei tempi, i miei spazi per lui perché non era più solo un amico, non era il mio ragazzo, non era un rimpiazzo. Era Hoseok e basta ai miei occhi e volevo creare con lui e per lui una nuova routine, nuovi ricordi, nuove emozioni. Era capitato più volte che lui venisse da me o io andavo da lui. Intere serate a ridere e scherzare, avevamo fatto il pieno di qualsiasi tipo di drama fosse andato in onda, ricominciando da capo quelli che avevamo preferito di più. A volte ci eravamo baciati e strusciati prima che lui si fermasse, e io lo avevo sempre rispettato, e altre volte non ci eravamo neanche avvicinati più di tanto. Avevo scopato con Namjoon la prima volta dopo appena tre settimane da quando l'avevo trovato, quando lui non era neanche ancora perfettamente sicuro del suo orientamento sessuale e in quel frangente io avrei potuto rovinarlo completamente ma per fortuna non era stato così. Con Hoseok ci stavo andando dieci volte più piano eppure sentivo che qualsiasi minima esperienza fosse dieci volte più amplificata. Potevo percepire ogni minimo cambiamento, ogni sorriso, ogni bacio, ogni carezza, il calore del suo corpo nel mio letto. Mi piaceva parlare con lui di tutto, qualsiasi argomento, anche i più noiosi. Tra me ed Hoseok c'era condivisione e comunicazione e quando mi confrontavo con lui, sentivo di avere finalmente a che fare con un adulto, con un mio pari. Prima non mi erano mai pesati tutti gli anni di differenza tra me e Namjoon ma ora avevo cominciato a riflettere e mi ero reso conto dell'abisso che li differenziava. Erano due persone completamente diverse. Avevo amato Namjoon alla follia e una parte di me l'avrebbe amato per sempre ma ora che era lontano riuscivo a pensare più lucidamente, respiravo, riflettevo con la mia testa e non in sua funzione. Questa cosa, qualsiasi cosa fosse, tra me e Hoseok mi stava cambiando. E proprio per questo motivo decisi che per una volta era io quello a desiderare le coccole, io che avevo sempre odiato riceverle perché credevo fossero troppo intime, troppo da deboli, mi accucciai al suo fianco dopo che ci fummo lavati, sistemati e distesi a letto. Me lo tirai vicino per i fianchi, appoggiando la testa sulla sua pancia, posizionandomi praticamente in diagonale. Cominciò ad accarezzarmi i capelli mentre io strusciavo lentamente il pollice contro la pelle della sua vita e mi rilassai sotto al suo tocco, chiudendo gli occhi e godendomi la piacevolissima sensazione di svolazzamento per sentivo nello stomaco e che non provavo ormai da fin troppo tempo. "Ehm...Jin?" "Mmh?" Girai la testa nella sua direzione per dargli la mia piena attenzione anche se ero fin troppo assonnato. "Grazie." "Per cosa?" "Mi avevi promesso che non avresti giocato con i miei sentimenti. Che mi avresti dimostrato di essere degno per me e lo stai facendo. Non ti nego che mi sono spaventato quando hai perso la testa perché a volte ho ancora l'impressione che non riuscirò mai a togliertelo dalla testa, che non sarò mai in grado di essere meglio di lui se messi a paragone. Per un secondo ho pensato che mi avresti abbandonato per andare in Giappone e proteggerlo a costo della tua vita. Quando al telefono ti ha detto che ti ama, pensavo tu esitassi. Quando l'hai chiamato con quei soprannomi che vi siete dati...non lo so. Consciamente capisco che, dopo tutto quello che avete passato e dopo tutti gli anni che siete stati insieme, non è umanamente possibile che tu riesca completamente a superarlo però...si ecco, mi fa piacere sapere che sei rimasto con me. Che in ogni caso mi hai voluto qua stanotte." L'avevo ascoltato attentamente e sapevo esattamente come si fosse sentito. Non avendo ancora ufficializzato niente tra di noi, non poteva avere questa sicurezza, non poteva pretenderla anche se io non avrei mai potuto fargli una cosa del genere. Mi aveva aiutato troppo. Cambiai posizione, distendendomi in parte a lui, con la testa appoggiata sul cuscino e allungai una mano, accarezzandogli la guancia. "Non devi paragonarti a nessuno. Tu sei tu e basta. Siamo tutti diversi, pensiamo diversamente, reagiamo diversamene, viviamo diversamente e nessuno deve avere il diritto di dirci cos'è giusto e cosa è sbagliato nel nostro modo di comportarci. Nessuno è migliore di nessuno. Ricordati che in questa vita tutti siamo utili ma nessuno è realmente indispensabile." Lo guardai attentamente per vedere se stesse seguendo il mio discorso, prima di continuare. "Lo so che da un lato vorresti avere la sicurezza di potermi considerare tuo ma dall'altro lato non sei ancora pronto perciò io ti dico che rimango qua, a tua disposizione, con i tuoi tempi e stando alle tue regole. Perché in questo preciso istante della mia vita, io voglio te, Hoseok." Gli presi la testa per la nuca e avvicinai il suo viso al mio, chiusi gli occhi e ci scambiammo uno dei baci più dolci e lenti che avessi mai dato in vita mia. E quando ci staccammo un sorriso fece capolino sul suo viso ed io non potei fare altro se non ricambiare. "Vuoi me, mh? Oggi sicuramente più di ieri." Disse con tono scherzoso e io compresi a pieno il doppio senso. "Sembrerebbe brutto se dicessi di si?" Scoppiò a ridere e nascose il viso nell'incavo del mio collo. I suoi capelli contro la mia pelle mi fecero rabbrividire. "Comunque io scherzavo. Cioè mi pare sia abbastanza ovvio che ti voglio fisicamente parlando però non volevo metterti fretta o altro. Lo faremo se sarai pronto." "Quando sarò pronto, non se. Abbi pazienza ancora un po' con questo etero confuso, mezzo gay ma solo per Kim Seokjin." "A me va benissimo aspettare finchè sarai gay solo per me." E ci baciammo ancora quella sera, lo tenni stretto tra le braccia mentre le sue labbra scivolavano dolcemente e armoniosamente sulle mie. E quando si addormentò, io gli rimboccai le coperte, gli spostai i capelli dalla fronte e lo osservai dormire beato finchè non cominciai a sentire le palpebre pesanti e decisi di arrendermi al sonno. Hoseok era il mio rifugio durante la tempesta, il mio porto sicuro. Hoseok era allegria, gioia, spensieratezza, leggerezza. Hoseok stava riscrivendo il mio concetto di felicità. 
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