L’asta. Nove ottobre, sera Fuori dalla stanza, gli altri ragazzi erano piazzati. Nessuno in giro, il padrone di casa e i suoi ospiti erano nel salone. Enrì, con prudenza, vi si avvicinò. Indossava scarpe leggere, di gomma morbida e suola preventivamente levigata con la carta vetro. Sapeva bene il Francese che il disegnino impresso sulle suole fa effetto ventosa sul marmo lucidato a piombo provocando, seppur minimamente, un suono d’allarme. Dal suo punto di osservazione vide i collezionisti che, impassibili, aspettavano l’inizio dell’asta e il barman che dondolava sulle gambe. Con molta probabilità il rollio delle navi si era impadronito della sua staticità. In prima fila era seduto un distinto signore seduto su una carrozzella per invalidi. Indossava un abito di sartoria, grigio come la s

