Le stazioni ferroviarie. Sei ottobre, mattino

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Le stazioni ferroviarie. Sei ottobre, mattino Nello stesso momento, ad una quarantina di chilometri, seduto nella sala d’aspetto di una stazione del basso Piemonte, Nebbia leggeva il giornale. Non era solo nel locale, ma nessuno sembrava notarlo. Gli uomini e le donne che in quel momento dividevano con lui l’attesa del treno era no gente da seconda e terza classe, lavoratori che ambivano anch’essi all’acquisto della Fiat 500 ma che per ironia della sorte facevano il viaggio inverso rispetto agli operai genovesi. Non c’era logica in questo, ma nessuno sembrava volere fare qualcosa: era la spietata legge del libero mercato. Chissà, forse anche una banda locale stava viaggiando verso Genova con le loro stesse intenzioni. Il lavoro in trasferta del Nebbia consisteva nel coprire le spalle agl

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