E di colpo un’idea si imprime nella mia testa. Per tutto questo tempo ho lottato eseguendo ordini senza rendermene conto. Eppure era lì, davanti ai miei occhi. Lampante. Cristallino. Osservando questi esseri, il nuovo popolo della Terra, il concetto mi appare in tutta la sua disarmante semplicità: sono io l’intruso adesso, l’anormale. In fondo, rifletto cinico, cos’è la normalità se non un concetto di maggioranza? Non ho futuro in questo nuovo mondo e anche loro lo sanno. Fiutano la mia presenza con i loro sensi acuminati e selvaggi. Per loro sono un anatema, un nero flagello da temere. Un’ombra maligna che semina morte tra gli zombie e il seme del male tra i sopravvissuti. Poi l’essere un tempo chiamato Capitano Robert Melville estrae la pistola. Lo osservo prendere la mira, ammirato

