21. Il cane del giudice

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21. Il cane del giudiceSull’aula calò un silenzio di tomba. Poi tutti si misero a bisbigliare e a ridacchiare, tanto che mi parve di trovarmi nel mezzo di un grande alveare. Molti dei presenti erano letteralmente sbalorditi; la maggior parte si mostrava divertita e solo pochi erano scandalizzati. Dopo un attimo si alzò a parlare l’odioso avvocato col nasone. «Protesto, Vostro Onore», urlò, agitando furiosamente le braccia in direzione del giudice. «Mi oppongo. La dignità di questo tribunale è in pericolo. Protesto!» «Spetta a me difendere la dignità di questo tribunale», replicò secco il giudice. Allora si alzò il signor Jenkyns. (Se non fosse stata una faccenda tanto seria, si poteva quasi pensare a uno spettacolo di burattini: c’era sempre qualcuno che si alzava o che si sedeva). «S

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