Quattordici giorni prima

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Quattordici giorni primaIl sole sorge alle 5.08 e tramonta alle 21.45 Erano passati due giorni dall’incontro con Neve, e il commissario non era più andato al Roberto a far colazione. Pensare alla ragazza gli faceva male. La vita che lei aveva dentro lo aveva lasciato sconvolto. L’aveva immaginata continuamente e aveva preso a svegliarsi con delle erezioni febbrili a cui doveva rimediare con un trasporto adolescenziale. Ma sentiva il dovere di non sporcarla, non avrebbe mai potuto fare niente di buono per lei. Era solo un vecchio con la casa piena di fantasmi che sentiva una voglia insopportabile di proteggerla. Come fanno i fantasmi nelle case dei nipoti. Tenerla vicino e sentire quell’odore di tabacco alla menta che aveva addosso, quella meraviglia di culo che inclinava sulle gambe come

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