Sedici giorni primaIl sole sorge alle 5.08 e tramonta alle 21.45 A quell’ora Torino era incendiata dal sole, le signorine in camicetta cercavano riparo nell’ombra dei portici, nei cortili di San Salvario c’era una rassegna di anticaglie, nei tavolini delle piazze la gente sorseggiava Campari e Spritz ingollando tartine e rubatà. Il rito torinese dell’aperitivo low cost si stava trasformando in una cena selvaggia, da consumare come una sveltina subito dopo l’ufficio. Come una guerra triviale tra buona cucina e professionisti dello scrocco, architetti in cerca di caviale e champagne e studenti a caccia di etanolo e solfiti. Marian passò attraverso la città. Saliva e scendeva casualmente dai tram, seguiva per alcune fermate le persone come in un gioco. Uomini perduti ne “la Repubblica”, do

