Ventitré giorni prima

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Ventitré giorni primaIl sole sorge alle 5.09 e tramonta alle 21.44 Paludi arrivò in commissariato fiacco come se si fosse tirato dietro un risciò. Non aveva chiuso occhio e i cinque minuti di doccia del mattino avevano avuto soltanto l’effetto di farlo sudare come una fontana. Finì la sigaretta, inciampò implacabilmente nella pedana di ferro dell’ingresso, tirò una serie imprecisata di bestemmie canoniche e un dio stambecco, poi andò nel suo ufficio. Contò i respiri ad ogni scalino, respiri che gli costavano sempre più fatica, i pacchetti di sigarette erano diventati due e qualche goccio di rum non se lo faceva mancare nemmeno sul lavoro. L’enfisema si stava muovendo nei polmoni come una colla densa. Aveva bisogno di una visita, poco ma sicuro. Ma sperò che non dovesse arrivare troppo pre

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