CAPITOLO QUINDICI – FIGLI DEL FUOCO Gerda si rifiutò di andare da lui, così Culach fu costretto a vestirsi e a trovare la strada per arrivare alle sue stanze. Non vi si recava da anni, ma scoprì di ricordare ancora il percorso. L’anziana viveva in una delle torri più alte e remote della fortezza, dove l’aria era così fredda e sottile che Culach fu costretto a battere i piedi a terra per impedire alle dita di congelarsi. Ci vollero dieci minuti prima che la porta si aprisse. «Chi sei?» chiese una voce brusca. Naturalmente Gerda lo sapeva molto bene. Voleva solo farlo sentire a disagio. «Sono io, nonna», disse pazientemente. «Culach.» Silenzio. Poi: «Che ti è successo? Hai un aspetto terribile.» «È gentile da parte tua informarti sul mio stato di salute. Io...» «Gentile? Sono solo

