CAPITOLO DIECI – A SAMARCANDA L’ottavo giorno, Darius tornò nel mondo dei vivi. Alla luce di un singolo cristallo lumen, vide il familiare groviglio di rami frondosi sopra il letto, il buco storto che rivelava una macchia di stelle nella coltre del cielo notturno. Una grande falena era aggrappata alla corteccia, le ali sembravano merletti chiari e delicati. La testa gli pulsava. Così come la gamba, anche se quello era un dolore più ottuso. Il volto di sua madre fluttuò sul letto. Si distese in un enorme sorriso. «Sei sveglio», mormorò, baciandogli la guancia. «Ero così preoccupata.» «Nazafareen», gracchiò Darius. «Dov’è?» Delilah non rispose. Riempì una tazza d’acqua da una brocca di legno e gliela portò alle labbra secche. Darius bevve un sorso, combattendo la nausea. La stanza g

