Capitolo Sette

2553 Parole
Dentro una stanza scura cammino arrancando mentre cerco la via d'uscita. Sento gli occhi bruciarmi, c'è una strana foschia tutto intorno a me, ho la gola stretta come se si stesse accartocciando su sé stessa. Tocco qualcosa di ruvido con la mano destra e subito vengo percosso da una scarica di energia che mi fa provare dolore. Il respiro mi manca, le ginocchia mi tremano, crollo a terra urlando, distrutto dagli spasmi. C'è qualcuno con me qua dentro e quel qualcuno mi sta col fiato sul collo, riesco a sentire la sua presenza alle mie spalle e mi incute terrore e inquietudine. Mi rialzo e corro, corro senza fermarmi, corro andando sempre nella stessa direzione ma senza arrivare mai a toccare un muro, una finestra, una porta. La paura comincia ad attanagliarmi il cuore, mi accascio di nuovo, preda del terrore. Qualcosa o qualcuno mi tocca la spalla, mi giro di scatto ma all'improvviso una luce si accende, accecandomi. La figura nera alle mie spalle si dissolve in una nuvola di fumo non appena la stanza viene invasa dalla luce. "Taehyung?" Sento una voce familiare chiamarmi. Mi alzo e lentamente mi volto. Una figura maschile, alta forse come me o poco più, capelli scuri, occhi scuri, pantaloni neri e camicia bianca mi guarda, tendendomi la mano. "Taehyungie." "Taehyungie, ehi." Si svegliò di soprassalto e, urlando, si alzo a sedere sul letto, respirando faticosamente. "Uoo Tae calmo! Non volevo spaventarti!" Il biondo si girò verso il bordo del letto e subito riconobbe la figura di Jimin al suo fianco. Si guardò attorno e si rese subito conto di non essere nella sua stanza d'hotel. "Dove sono? Che è successo??" Chiese, confuso. "Non ti ricordi nulla, vero? Sei In camera mia." "Ah Jiminie ti prego chiudi le tende, la luce mi sta uccidendo. Ho un mal di testa pazzesco!" "Hai bevuto troppo ieri sera Taehyung, io non so più come dirtelo." Con tono di rimprovero, Jimin si alzò e si diresse verso la sua valigia, riprendendo a piegare i vestiti e a sistemare le sue cose. "Questo non spiega cosa ci faccio in camera tua." "Hai cominciato a urlare che sotto il letto della tua stanza ci sono dei lupi pronti a sbranarti e siccome erano le 4 del mattino e non avevo nessuna intenzione di beccarmi qualche richiamo dal direttore dell'hotel, ho optato per farti dormire da me." Taehyung rimase in silenzio per qualche minuto, stranito dalla storia appena raccontatagli. "Ho bevuto troppo ieri sera, non ricordo assolutamente nulla." Concluse alla fine. Cercò di mettersi a sedere sul bordo del letto e notò che il suo migliore amico gli aveva preparato una aspirina e un bicchiere d'acqua sul comodino. Appoggio la pastiglia sulla punta della lingua e bevve, buttandola giù, sperando che almeno in parte avrebbe potuto aiutarlo a fargli passare il tremendo dolore alla testa, le tempie gli pulsavano. "Che stai facendo Jimin, perché prepari la valigia?" "Domani partiamo per il Canada, ricordi? Pensavo di fare la valigia più tardi ma prima mi ha chiamato il nostro manager dicendo che vuole approfittare dei due giorni di pausa per filmare un episodio del run bts." Disse il corvino chiudendo la valigia e girandosi verso il biondo. "Forse dovresti muoverti e fare la stessa cosa anche tu." "No Jimin non ce la posso fare!" "Hai due ore per riprenderti, preparare la tua valigia e mangiare qualcosa." Continuò a spronarlo, obbligandolo ad alzarsi e accompagnandolo alla porta. L'aprì e lo spinse fuori. "La tua camera è in fondo al corridoio a destra, te lo ricordi vero?" Alla risposta affermativa del biondo, Jimin gli sorrise dandogli un leggero buffetto sulla guancia. "Fatti trovare pronto alle 13, puntuale che abbiamo del lavoro da fare!" Taehyung annuì, incamminandosi verso la sua stanza. Una volta aperta la porta, recuperò il telefono e guardò l'ora. Erano le 11:07. Sapeva che avrebbe dovuto effettivamente fare tutte le cose suggeritegli dall'amico poco prima ma la testa ancora gli girava e il letto sembrava talmente invitante e comodo che non resistette. Ci si buttò sopra e nel giro di pochi secondi si addormentò profondamente.  Jungkook's POV Si era svegliato relativamente presto e di buon umore. Aveva ricevuto un messaggio dal suo manager che lo informava che alle 13 avrebbe dovuto farsi trovare pronto nella hall dell'hotel perché era finalmente arrivato il momento di registrare un nuovo episodio del run bts. Dopo aver ordinato la colazione in camera ed essersi rifocillato, optò per attaccare la musica alla piccola cassa portatile che si portava sempre dietro e iniziò a piegare e riporre ordinatamente i propri vestiti nella valigia. Era emozionato per la partenza per il Canada, era uno di quegli Stati in cui non aveva mai messo piede ma ne era da sempre affascinato. E soprattutto avrebbe visto per la prima volta le army canadesi e non vedeva davvero l'ora di percepire tutto il loro calore e donargliene altrettanto. Tra il mettere a posto la camera, lavarsi e sistemarsi i capelli, l'ora di scendere arrivò prima del previsto e Jungkook cominciò a preoccuparsi perché da lì a pochi minuti avrebbe visto Taehyung e non sapeva come reagire a ciò che era quasi successo la sera prima. Una parte di lui sperava fortemente che il biondo non ricordasse niente, altrimenti l'atmosfera sarebbe stata strana e tutti se ne sarebbero accorti. Decise che in ogni caso avrebbe fatto forza sul potere dell'alcool e sulla musica troppo alta che a lungo andare stordisce. Quando raggiunse gli altri comprese immediatamente che Taehyung stava ancora facendo i conti con la sbornia della sera precedente per l'espressione che aveva sul volto. Il biondo, non appena lo vide, lo ringraziò per averlo recuperato e portato in hotel insieme a Jimin e Yoongi prima che combinasse qualche guaio. Jungkook di certo non l'aveva semplicemente recuperato essendo che erano rimasti insieme tutto il tempo, lontano da sguardi indiscreti, ma se questa era la versione che ricordava o che gli era stata raccontata, perché non assecondarlo? Quando tutti furono pronti, vennero accompagnati in una sala privata, riservata normalmente al personale dell'hotel ma quel giorno era stata adibita a palco da scena, con tanto di telecamere, microfoni, make-up artist e stylist. Tutti e sette vennero preparati a dovere per essere presentabili di fronte alla telecamera. Finiti i preparativi il direttore video spiegò in che cosa sarebbe consistito l'episodio del run bts, li informò sulle regole da seguire e sottolineando che non ci sarebbe stato nulla di troppo spinto da fare, di cercare di essere il più naturali possibile come al loro solito e ovviamente di divertirsi per far divertire gli telespettatori. La missione di per sé era molto semplice: a coppie avrebbero dovuto riprodurre il più fedelmente possibile della fanart nel minore tempo possibile. Una persona avrebbe pescato da una scatola un foglio di carta su cui era stata stampata la fanart da riprodurre e il nome della persona con cui avrebbe dovuto farlo. Successivamente la persona pescata avrebbe a sua volta dovuto recuperare un'altra fanart e un altro membro, così l'ordine sarebbe stato casuale. La coppia vincente avrebbe avuto la possibilità di farsi un giro in elicottero, sorvolando tutta New York quella sera stessa. Jungkook era eccitato dall'idea di salire su un elicottero ma non sapeva che da lì a pochi minuti sarebbe stato eccitato per tutt'altro motivo. "Okay facciamo carta, forbici e sasso. Chi perde va per primo!" Suggerì Yoongi e a perdere fu Namjoon che pescò una fanart da riprodurre con Hoseok. "La nostra 94 line yeee!" Disse emozionato Jimin. "Ragazzi, fighting!" Aggiunse poi. I due ebbero appena 60 secondi per studiare la fanart e organizzarsi per le posizioni. Scaduto il tempo per la preparazione fu divertente guardarli mentre frettolosamente si sedevano a terra, incrociavano le gambe tra loro non senza difficoltà, prima per colpa del piede di Namjoon che non si ricordava dove avrebbe dovuto essere posizionato e poi per colpa di Hoseok che perde leggermente l'equilibrio, prendendo una posa poco lineare. Per non parlare delle risate quando, sistemato il problema delle gambe, Hoseok avrebbe dovuto avvicinarsi al viso di Namjoon e prenderlo tra le mani, fingendo quasi di volerlo baciare. I due resistettero seri per pochi secondi prima di allontanarsi imbarazzati ma divertiti. "Okay pensavo fosse più facile!" Disse Namjoon dopo essersi rialzato. "Se pesco la fanart con Jin-hyung posso dire addio al giro in elicottero." Disse ridendo Hoseok. "EHI perché mai dici una cosa simile????" Intervenne Seokjin, sentendosi preso in causa. "Hyung non riusciremmo mai a rimanere seri!" Rispose il rosso al più grande, prima di scoppiare a ridere entrambi. Ma Hoseok pescò il foglio con una fanart apparentemente semplice da ricreare con Jungkook. Passati i 60 secondi entrambi cercarono velocemente di distendersi a terra, Jungkook davanti dovendo fare il little spoon e Hoseok dietro nella posizione del big spoon. Incrociare le gambe ma quando arrivò il momento di abbracciare il maknae, il rosso ebbe qualche difficoltà. "Jungkook-AH basta palestra! Stai diventando troppo muscoloso e non riesco ad abbracciarti!" Scoppiarono a ridere ma alla fine riuscirono a ricreare la fanart perfettamente. Il castano era entusiasta per la riuscita della missione, credeva di avere la vittoria in pugno e con tutta la gioia e l'eccitazione possibile si fiondò verso la scatola per pescare il prossimo foglio. Non appena ebbe scelto, lo aprì lentamente, guardò la posa da interpretare e il nome riportato sulla carta e sbiancò. "T-Taehyungie-hyung..." balbettò senza riuscire ad alzare lo sguardo verso il biondo che invece subito si avvicinò non appena sentì pronunciare il suo nome. Prese il foglio dalle mani di Jungkook e lanciò un grido di semi disapprovazione. "Chi l'ha scelta questa posa?? Perché tocca a noi la più difficile??" Gli altri si avvicinarono curiosi. "Beh non credo sia la più difficile, forse la più imbarazzante!" Disse Yoongi prima di spronare i due a provare. Jungkook guardò terrorizzato in direzione di Namjoon che gli rispose con una alzata di spalle e mimando un "fai del tuo meglio" con la bocca. Jungkook e Taehyung ebbero, così come gli altri, 60 secondi in cui decisero chi si sarebbe messo come, focalizzandosi su ogni minimo dettaglio, gambe, braccia, teste,... Più i secondi passavano e più al maknae tremava il cuore, non vedeva l'ora di cominciare anche se sapeva che sarebbe durato poco e che molto probabilmente il biondo avrebbe riso per spezzare l'imbarazzo. Scaduto il tempo a loro disposizione, Jungkook si posizionò contro il muro e Taehyung davanti di lui, poggiando le mani ai lati della testa del castano e avvicinandosi leggermente con il viso. In un secondo Jungkook decise che non voleva perdere quella occasione per provarci e giocare con il maggiore anche perché aveva bisogno della conferma che il biondo fosse attratto da lui anche da sobrio. "Sei troppo lontano, nella figura i due si toccano, ricordi?" Sussurrò Jungkook, prendendo Taehyung per i fianchi e tirandoselo addosso con uno strattone deciso. I bacini dei due si scontrarono violentemente, facendo emettere al più grande un suono gutturale di sorpresa e i loro visi si ritrovarono ad essere in una posizione pericolosamente vicina. Rimasero così per pochissimi secondi prima che Taehyung facesse scivolare una mano, toccando dolcemente il lobo dell'orecchio di Jungkook. Quest'ultimo ansimò al tocco, aprendo la bocca per cercare di respirare più aria possibile. Ma questa reazione non fece che peggiorare la situazione dal momento che il maggiore deglutì a forza e spostò il suo sguardo dagli occhi di Jungkook alle sue labbra per poi tornare a prestare attenzione ai suoi occhi. Il maknae si riprese velocemente, notò questa piccolissima debolezza del maggiore e prontamente riaprì la bocca, ne fece uscire la lingua e se la passò sul labbro superiore. Lo sguardo voglioso di Taehyung si focalizzò talmente a lungo su questo movimento che mandò Jungkook completamente fuori di testa. Nello stomaco gli esplosero mille farfalle e un brivido partito dalla testa, gli scese fino all'inguine, eccitandolo. Tentò di strusciarsi contro il bacino del più grande senza riuscire a controllarsi, cercando un minimo di contatto che potesse aiutarlo ma purtroppo Taehyung si spostò, girandosi verso gli altri e chiedendo se ce l'avessero fatta, se era andata bene. Alla risposta affermativa, si allontanò definitivamente per andare a pescare la prossima fanart da ricreare. Jungkook sentì la testa girargli e, strusciando contro il muro, si accasciò a terra. Chiuse gli occhi cercando di riprendersi, facendo respiri profondi per riportare il cuore ad un numero di battiti nella norma. Era quasi riuscito a ricomporsi ma quando riaprì gli occhi e si alzò, notò che Jimin lo stava guardando fisso con una espressione troppo seria, troppo interrogativa e troppo confusa. Che avesse intuito qualcosa a causa della sua reazione? Jungkook decise di fare finta di niente e tornò velocemente insieme al gruppo mentre Taehyung si stava già mettendo d'accordo con Yoongi, avendo pescato il suo nome. Fu divertente vedere come il lavoro di squadra tra i due funzionò alla perfezione, Taehyung prese in braccio sulle spalle Yoongi senza problemi mentre il più grande gli baciò la testa. Rapido, facile e indolore. Le coppie successive non furono in grado di batterli. Finito di registrare l'episodio, i due vincitori vennero subito fatti salire su una macchina privata che li avrebbe poi condotti su una pista di decollo e da li avrebbero sorvolato New York per un paio di ore. I membri rimasti decisero di cenare tutti insieme, ordinando cibi tipici coreani e godendosi la compagnia l'uno dell'altro. Si divertirono, fecero le loro considerazioni sul fatto che stavano per partire per la prima volta per il Canada e rivissero le emozioni del pomeriggio nel registrare l'episodio del run bts. Quando questo argomento venne fuori, Jimin non tolse gli occhi di dosso al maknae neanche per un secondo. Più tardi, Jungkook era in camera sua di fronte al pc e sentì le voci di Taehyung e Yoongi nel corridoio, segno che erano tornati dal loro volo turistico. Subito il castano impugnò il telefono e scrisse un messaggio.  JK: Ehi, siete tornati? Ti va di giocare un po' ad Overwatch insieme così mi racconti com'è New York dall'alto? La risposta non tardò ad arrivare.  T: Kookie mi dispiace ma devo proprio preparare la valigia perché stamattina ho perso più tempo del dovuto per riprendermi dal post sbornia :( JK: vuoi che venga ad aiutarti? In due faremmo più veloci Jungkook aveva davvero voglia di passare sempre più tempo in compagnia di Taehyung, aveva bisogno di averlo sempre intorno, voleva sentirlo parlare per ore, ammirarlo o anche stare in silenzio, gli bastava avere la possibilità di stare nella stessa stanza con lui. T: tu mi distrai Jeon Jungkook T: e mi tenti ancora di più  Il cuore del più piccolo fece le capriole, scaldandosi. Nessuna faccina, nessun segno di punteggiatura. Aveva scritto quei messaggi d'istinto e glieli aveva inviati. Li salvò nei preferiti e quando decise di rispondere, ne ricevette un altro. T: cercherò di fare il più in fretta possibile ma non ti prometto niente. Ti scrivo tra un po' per vedere se sarai ancora sveglio ;) JK: cercherò di rimanere sveglio ma non ti prometto niente ;) E Jungkook quella sera non riuscì a rimanere sveglio. Si addormentò poco dopo, stremato e vittima di tutte le emozioni positive provate in un giorno. Si addormentò sereno e consapevole che le cose con Taehyung non sarebbero state strane e che ogni giorno che passava, sarebbe andata sempre meglio.
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