9.

1976 Parole
Stiamo camminando da alcune ore e dei famosi lupi solitari neanche l'ombra. Jane rimane guardinga alla testa del gruppo, con me e Rebecca che teniamo il passo dietro di lei. Jane mi ha fatto vedere sulla cartina la città che raggiungeremo entro la fine della giornata -Belvidere- Mai sentita, ma da quello che vedo sta sul fiume Delaware e segna il confine tra New Jersey e Pennsylvania. Almeno uno stato sta per essere superato; ma quanti ne restano ancora davanti a noi! Attraversiamo ancora un fitto boschetto e scendiamo lungo una valle seguendo la strada che si snoda per diversi tornanti. Ho scorto in lontananza alcune villette isolate e sembravano per lo più intatte, o quantomeno non stavano bruciando. Il sole è basso all'orizzonte e la luce comincia a diventare tenue, prendendo i cromatismi rossi della sera. Jane mi dice che sono le sei e che presto dovremo trovare un riparo per la notte. Pochi minuti dopo questa breve conversazione e scorgiamo il cartello stradale -Belvidere-. 《Ci siamo, Ellen!》 dichiara Jane aggiungendo un sospiro. Alla fine credo che anche lei sia stanca, dopo una giornata intera dove abbiamo camminato con un ritmo così serrato. 《Non sembra che i lupi siano arrivati in questo luogo. Dobbiamo stare attente, Ellen!》 Annuisco come risposta. Continuiamo a camminare lungo la strada attraversando alcune case in periferia che sembrano vuote e spettrali. Jane ne controlla un paio dall'esterno, sincerandosi che non ci sia nessuno all'interno. La strada continua dritta e attraversa questo luogo all'apparenza tranquillo. Ad un certo punto arriviamo ad un centinaio di metri dall'edificio del Belvidere High School. La scuola si staglia proprio di fronte a noi, con la sua grande struttura rossa a mattoncini e l'ampio giardino antistante. 《Guarda Ellen! Sembra che ci sia del movimento laggiù!》 Esclama Jane. 《Presto nascondiamoci a bordo strada!... Di qua!》 Ci lanciamo di corsa fuori dalla strada , e ci nascondiamo dietro alcune alberi e il folto sottobosco circostante. Dovrei gioire per aver incontrato di nuovo altri esseri umani, ma in realtà ho il cuore in gola e sono terrorizzata poiché adesso è vivido e presente il ricordo di ciò che è successo alla vecchia stazione di Netcong. Jane controlla la situazione da dietro la siepe, mentre io e Rebecca ci teniamo ben nascoste. Il caporale ci fa cenno di stare zitte mettendo il suo dito indice davanti alle labbra. 《Ascoltate... arriva qualcuno!》 dichiara Jane a bassa voce. Effettivamente comincio a sentire il rumore del motore di alcuni veicoli. Non resisto e mi sporgo per osservare anche io. Vedo alcuni grossi pick-up e furgoni che ci passano di fronte lungo la strada, per poi andare oltre e raggiungere la scuola. Adesso riesco a contare tutte le vetture che sono cinque pick-up e due grandi furgoni coperti. Le porte dei veicoli si aprono e da esso scendono almeno una trentina di uomini, e per quello che posso vedere da questa distanza sono tutti armati di fucili automatici. 《Jane... Jane! Sono armati!》 dichiaro sottovoce. 《Pssh!...》 mi zittisce lei. Rimaniamo ad osservare la scena per ancora alcuni secondi, fin quando il folto gruppo entra nella struttura. 《Ellen, sono i lupi solitari! Potrebbero aver preso possesso della città per farne uno dei loro avamposti. Forse la scuola è il loro quartier generale. In ogni modo non possiamo continuare in questa direzione, né camminare sulla strada!》 Annuisco a Jane come risposta. Il caporale si guarda attorno per decidere cosa fare e dove andare. 《Ascolta Ellen... scendiamo da questa parte ed attraversiamo il bosco. Ho visto una casa isolata mentre raggiungevamo la città. Se scendiamo attraverso il bosco dalla parte opposta la strada dovremmo trovare un piccolo torrente che è un'affluente del fiume Delaware. Con un po' di fortuna dovremmo riuscire a guadarlo e a risalire da quella parte...》 《Jane, sei proprio sicura che questa sia la mossa più giusta da fare?》 domando preoccupata. Non voglio assolutamente rischiare di trovarmi di nuovo in una trappola com'è successo a Netcong. Non farò mai più correre un rischio così grande alla mia bambina. 《Non abbiamo scelta, Ellen. Raggiungiamo quella casa dall'altra parte del ruscello. Dobbiamo allontanarci dalla scuola e dalla strada. Domani all'alba ci muoveremo cercando d'aggirare la città e di trovare un punto sicuro per attraversare il fiume.》 Annuisco a Jane come risposta. Ci allontaniamo con cautela dalla strada inoltrandoci nel fitto sottobosco. Aggiriamo foreste di rovi cercando di non farci male. Il caporale ci apre la strada cercando la via più rapida e comoda per raggiungere il ruscello. L'aria è umida e stagnante. I nostri respiri sembrano pesanti e la mia inquietudine cresce, mentre osservo i colori pastellati con cui si tinge la foresta illuminata dalla fioca luce del tramonto imminente. Ad un tratto odo il suono gorgogliante dell'acqua che scorre. La vegetazione si apre e vediamo il corso d'acqua proprio davanti a noi. Il ruscello è largo più o meno cinque metri e non sembra molto profondo. L'acqua è comunque scura e turbinosa, probabilmente carica della fanghiglia raccolta a monte. 《Dobbiamo cercare un punto per attraversarlo!》 dichiara Jane mettendo il suo fucile a tracolla. 《Dobbiamo assolutamente evitare di bagnarci. Forse troveremo un'albero morto che ci farà da ponte per l'altra sponda o qualcosa di simile. Proseguiamo lungo l'argine e speriamo d'aver fortuna!》 Conclude Jane incamminandosi lungo il torrente. Io e Rebecca la seguiamo, facendo ben attenzione a dove mettiamo i piedi, poiché la sponda è scoscesa e scende ripida verso l'acqua. Camminiamo lungo il torrente per almeno mezzo miglio prima di trovare un grosso tubo arrugginito, del diametro di circa una ventina di piedi, che attraversa il corso d'acqua fino all'altra sponda. 《Ellen... passeremo da quel condotto per raggiungere l'altra parte. La casa che ho notato durante il nostro cammino deve essere più meno a questa altezza, e credo che la troveremo con facilità se risaliremo il crinale dall'altra parte del torrente in questo punto》dichiara il caporale indicando con il dito la parte opposta alla nostra. 《Jane, ti sembra sicuro quel tubo arrugginito?》 domando guardando quel grosso condotto tutto arrugginito e deturpato dalle intemperie. 《Non abbiamo scelta, Ellen. Sta per fare buio. Coraggio andiamo!》 Jane attraversa per prima saggiando la stabilità dell'oggetto. Da qualche calcio al tubo il quale rimbomba di un suono metallico indefinito. Si odono alcuni scricchiolii ma la struttura regge. 《Andiamo! Ellen, fai passare tua figlia. Mi sembra sicuro!》 esclama Jane, tendendo le mani verso di noi mentre è ormai dall'altra parte. Sono solo poche decine di piedi che ci separano dalla sponda opposta. 《Coraggio Rebecca... non avere paura! Vai e fai attenzione...》 dichiaro mentre accompagno mia figlia verso il nostro passaggio. Lei comincia a percorrerlo lentamente facendo attenzione a dove mette i piedi. Fortunatamente il tubo è così grande da permettere agevolmente ad una persona di percorrerlo senza fare troppi sforzi per rimanere in equilibrio. Rebecca cammina lentamente in direzione di Jane che tende le braccia per afferrarla. 《Vai tesoro! Ce l'hai quasi fatta!》 esclamo per incoraggiarla. 《Vieni piccolina...》 dichiara Jane mentre tende le braccia verso mia figlia. Rebecca fa ancora qualche passo in avanti e il tubo cede di colpo nella sua parte centrale, spezzandosi al centro con grande fragore. Rebecca urla e io l'osservo con sgomento mentre sta per precipitare nel fiume. Immediatamente Jane fa un balzo in avanti ed afferra mia figlia per il giubbino. 《Rebecca!!》 urlo, mentre la osservo ciondolare nel vuoto sopra il ruscello che scorre tumultuoso. 《Mamma!!》 urla terrorizzata mia figlia. Jane sta gemendo per lo sforzo di sorreggerla. Il caporale è supina sul condotto e con tutta la sua forza sta cercando di sollevare mia figlia. La sento gemere. 《Jane!! Non la mollare!... Dio!》 Mi porto le mani al volto poiché sento il sangue gelarsi nelle mie vene. Non so davvero cosa fare. Sono dalla parte opposta del tubo e non posso fare niente per soccorrere mia figlia. Lentamente Jane riesce a sollevarla e portarla in salvo. Mia figlia sta piangendo sommessamente adesso, mentre io ho tirato un sospiro di sollievo nel secondo stesso che Jane l'ha sollevata. 《Mamma!...》 《È tutto ok, Rebecca. Sei salva!》 Lancio una rapida occhiata allo spazio vuoto rimasto tra i due monconi del tubo poiché non ho la più pallida idea di come attraverserò il torrente. Jane sta abbracciando Rebecca e si sta sincerando delle sue condizioni. 《Jane... come arrivo adesso dall'altra parte?》 domando mentre osservo il torrente scorrere veloce, sporgendomi con attenzione dal moncone del tubo. Anche Jane sta valutando le distanze e sembra pensierosa. 《Ellen... credo che l'unica possibilità sia quella di saltare!》 《Co-cosa!?...》 《Si! Saranno poco più di tre metri. È una distanza che un marine donna può raggiungere anche senza allenamento! Come te la cavi con l'atletica leggera? Ne hai fatta un po' al college?》 domanda Jane con un sorriso sarcastico in volto. 《Veramente facevo tennis e badminton!》 rispondo con imbarazzo grattandomi la testa poiché di sicuro non mi aiuterà con il salto in lungo. 《Però prima dell'apocalisse andavo a fare jogging ogni weekend!》 esclamo soddisfatta. 《Non male cara...》Jane  《Sei allenata! Non sarà un problema saltare! Coraggio. Lanciami la tua borsa e le tue armi che le agguanto io... poi prendi una bella rincorsa e salta!》 Sospiro. 《Jane, spero proprio di non sbagliare!》 Lancio la mia borsa e tutto ciò che può essermi d'ingombro a Jane che afferra tutto senza problemi. Poi mi fa cenno con le mani di saltare. Io retrocedo di una ventina di metri prendendo addirittura la rincorsa da sopra l'argine scosceso del fiume. Prendo un bel respiro e faccio partire la mia corsa. Sento i miei passi pesanti sopra il tubo metallico che rimbomba come fosse un tamburo. Arrivo fino all'orlo e salto con tutta la forza che ho nelle gambe. Sono in aria e vedo la figura di Jane che si avvicina; il tempo sembra essersi fermato ma in realtà sono secondi. Atterro proprio di fronte al caporale. Sto per perdere l'equilibrio ma la ragazza m'afferra saldamente per le spalle, stabilizzandomi. Il cuore mi batte all'impazzata ma ce l'ho fatta. Sospiro di sollievo mentre Jane mi fissa sorridente. 《Ehi! Mai pensato di partecipare alle olimpiadi?》 domanda ironica. 《Veramente, non sappiamo ancora quanti atleti siano rimasti in vita. Quindi non tentarmi!》 rispondo ridacchiando. Riprendo le mie cose e velocemente ci addentriamo nel bosco dall'altra parte del torrente. Risaliamo l'argine del fiume e  il crinale che è stato scavato dal corso d'acqua. La vegetazione si dirada e immediatamente vediamo a qualche centinaia di metri la nostra destinazione. Una piccola casa di legno, con pareti pitturate di blu, si erge proprio in cima alla lunga collina che stiamo percorrendo. L'edificio sembra la tipica casa agricola del New Jersey, rurale e minimale, con un paio di piccole finestre rotte, un tetto con assi pericolanti, e una porta divelta. 《Jane, scusami... io non sono un militare, ma potresti dirmi cosa ti ha attratto così tanto di quella catapecchia?》 Jane ridacchia alla mia domanda. 《Ellen, non sarà bella come la villetta di campagna  dove vivevi, ma quella casetta lì domina dalla collina tutta la vallata e il fiume. È impossibile avvicinarsi senza essere visti.》 Annuisco in risposa a Jane e sorrido. La ragazza sa bene quello che fa e dobbiamo fidarci del suo istinto. Mi fa un cenno con la testa. 《Coraggio Ellen, andiamo! Il sole è tramontato e passeremo la notte la dentro. Andiamo!》 Corriamo verso la casa mentre la notte cade  su di noi e ci avvolge. Un'altro giorno sta per finire. Siamo ancora vive.
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