Pov Derek
Immobile in riva al ruscello.
Guardo le ore passare.
È già quasi sera.
Ed io sono rimasto tutto il giorno qui.
Ad ascoltare il vuoto.
Troppo pieno dei miei pensieri.
La mia storia si ripete nella mia mente.
Senza darmi pace.
Senza trovare più le risposte.
Sento una figura avvicinarsi.
E sedersi vicino a me.
Ancora troppo concentrato dal vuoto.
Nychta:" Non sei stanco di stare qui a deprimerti?"
Non le do ascolto.
Continuando ad affogare nei miei pensieri.
Nychta:" Clodet e gli altri sono molto preoccupati.
Voleva venire lei.
Ma poi ho deciso di venire io."
Ancora nessuna reazione da parte mia.
Continuo a rimanere immobile.
Davanti a me.
Una bolla d'acqua si innalza dal ruscello.
E all'improvviso mi trovo il viso bagnato.
Gli occhi spalancati.
E la donna di fianco a me che ride divertita.
Nychta:" Allora sei sveglio.
Pensavo stessi dormendo ad occhi aperti."
La guardo male.
Poi mi ricordo che potrebbe incenerirmi con un dito.
E torno a guardare davanti a me.
Derek:" Che ci fai qui?"
Non ho voglia di parlare
Di ascoltare
Voglio stare solo, con i miei dubbi.
Nychta:" Clodet mi ha raccontato tutto.
Anche la sua paura di perderti.
La paura che sprofondassi nei tuoi dubbi."
Sorrido amaro.
Clodet ha già capito tutto.
Sente cosa provo.
Cosa mi tormenta.
Nychta:" Io le ho detto che era stupido preoccuparsi.
Che sei forte.
E che non ti saresti buttato giù così.
Ma credo di averti sopravalutato."
Sbuffo.
Mentre lei parla divertita.
Derek:" Tu non puoi capire."
Ed ecco una altra bolla d'acqua, scopiarmi in faccia.
La guardo di nuovo male.
Ma lei continua a sorridere.
Come se nulla fosse.
E pazza o cosa?
Nychta:" Io non posso capirti?
Davvero?
O povero Derek che ha scoperto di avere dei poteri.
Povero cucciolo."
Le ringhio contro.
Poi torno a guardare davanti a me.
Lei non capisce un cazzo.
Chi si crede di essere.
Derek:" Ho tutti i diritti di stare così.
Tu non ti sei trasformata in un mostro.
Così, all'improviso."
Sento un forte vento afferarmi.
Rialzarmi in aria.
Per poi buttarmi giù a terra.
Cazzo che botta.
Nychta:" Ma davvero?
Presuntuoso di un ragazzino.
Proprio a me vieni a dire queste cazzate?"
Ok.
Ora è davvero incazzata.
Nychta:" Pensi di essere l'unico ad avere una vita difficile?
Be notizia dell'ultima ora.
Non sei così unico."
L'aria mi alza di nuovo.
Tenendomi in aria.
Mentre lei con le mani sui fianchi.
Mi ringhia contro.
Nychta:" Sei solo un bambino.
Che non capisce quanto e fortunato."
Ora sta delirando.
Sento l'energia scorrere nelle vene.
E essere rilasciata.
La bolla d'aria che mi intrappolava viene rotta, dai miei poteri.
E finalmente tocco terra.
Derek:" Fortunato?
FORTUNATO?
DI CHE COSA?
DI NON SAPERE PIÙ CHI CAZZO SONO?"
Voleva vedermi reagire?
Ce riuscita.
Finalmente esplodo in tutta la mia rabbia.
Ma a lei non sembra toccarla.
Nychta:" Ora ti racconto una storia.
Una storia che ti farà capire quanto sei cazzone."
Stiamo parlando.
Ma sembriamo pronti a sbranarci.
Nychta:" Quando ho scoperto la mia natura.
Ero una ragazzina.
Che aveva perso i suoi genitori.
Rinchiusa in una cella."
Fa un passo avanti.
Intrappolandomi al terreno, letteralmente.
Delle radiche mi tengono fermi i piedi.
Nychta:" Avevo solo mia sorella.
Mentre centinaia di uomini mi chiamavano mostro.
Mi usavano come una cavia."
Arriva davanti a me.
Afferandomi dal collo, mi alza in aria.
Non mi fa male.
Semplicemente mi tiene fermo.
Facendomi affogare nei suoi occhi neri.
Nychta:" Dimmi ancora che nessuno può capirti.
Che tu sei l'unico poveraccio a sentirsi così.
Che non sei fortunato."
Mi ringhia in viso.
Ed io non rispondo.
Finché non la vedo sbuffare e lanciarmi via.
Atterrò in piedi.
Rallentando la mia corsa con gli artigli nel terreno.
Derek:" Per te è diverso.
Tu lo controlli.
Sei l'essere più potente del pianeta.
Non un povero coglione, che non sa ne meno cosa fa."
Lei sbuffa
Creando nelle mani, delle sfere di energia pura.
Lanciandomele contro.
Di istinto alzo il braccio.
E si crea una specie di scudo.
La sfera viene assorbita da esso.
Per poi entrarmi sotto pelle.
Dandomi energia e forza.
Nychta:" Pensi che sono ciò che sono.
Per magia?
Che è stato facile?
Stupido, ho dovuto stringere i denti.
Lottare contro me stessa.
E affidarmi alle mani delle persone che mi amano."
Il tutto tirando le sfere che io paro.
Finché un onda d'acqua non mi investe.
Facendomi finire con il culo a terra.
Ha uno strano modo di aiutare.
Mi sta facendo nero.
Nychta:" Sei così stupido da non vedere, quante persone ti amano.
E sono pronte a darti una mano.
Ad aiutarti."
Finalmente si ferma dai suoi attacchi.
Senza dare segni di cedimento.
Mentre io mi rialzo a fatica.
Con il fiatone.
E la pelle imperlata di sudore, per lo sforzo.
Si mette le mani sui fianchi.
Risultando ancora più severa.
Nychta:" Hai due scelte Derek.
Piangerti adosso.
Lasciarti soccombere dai tuoi poteri.
Diventare una mina vagante, che non sa sopravvivere."
Diventare i miei poteri.
Diventare semplicemente vittima di me stesso.
Nychta:" Oppure lottare.
Lavorare su te stesso.
Padronando e controllando i tuoi poteri.
Diventanto il vero te."
Ingoio a vuoto.
Rimanendo fermo.
Cercando di capire cosa voglio.
Derek:" Tu mi aiuterai?"
No.
Non voglio diventare il mio carnefice.
Voglio saperlo controllare
Diventare più forte.
Capire chi sono.
Lei mi sorride.
Avvicinandosi, mi porge la mano.
Nychta:" Quando vuoi iniziare?"
Sorride divertita.
Fredda e diretta.
Senza mostrare un minimo di dolcezza.
Stringo la tua mano.
Perché è questo di cui ho bisogno.
Non ho bisogno di qualcuno che mi compatisca.
O che mi abbracci dolcemente.
Ma di qualcuno che mi sproni a reagire.
E a lottare.
Credo che nessuno, più di lei, mi possa aiutare.
Io voglio finalmente capire chi potrò essere.
E so che lei mi indicherà la via giusta.
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Finisco a terra.
Come succede da circa due ore.
Come succede da circa una settimana.
Sono subito partito, trasferendomi momentaneamente da Clodet.
Ho lasciato detto a Taylor, di avvisare mio padre.
Di non cercarmi.
Che avevo bisogno di andare via, di stare con Nychta.
Nychta:" CAZZO DEREK.
VUOI O NO REAGIRE?"
Andiamo avanti così da una settimana.
Lottando per ore, fino alla sfinimento.
Tanto che la sera non ho la forza, ne meno di stare un po' con Clodet.
Che mi sta vicina e mi capisce.
Allenandosi con me.
La notte dormiamo in stanze separate.
Sotto minaccia del padre.
Che non sa, che dopo essermi allenato tutto il giorno con la moglie.
Non avrei la forza ne meno di sfiorarla.
Non abbiamo parlato di noi.
Limitandoci a viverci.
Decidendo di parlarne, quando finalmente io sarò pronto.
Quando finalmente risolverò questa nuova parte di me.
Glia altri non li vedo da un po'.
Sono tornati tutti a scuola.
Tranne io e Clodet.
Nychta mi ha detto che è meglio capire i miei poteri.
Prima di fare scoppiare l'intera scuola.
E Clodet ha deciso di rimanere.
Per sostenermi e aiutarmi.
Una sfera di energia mi colpisce in pieno.
E torno di nuovo a terra.
Fan culo.
Ci va pensante cazzo.
I miei poteri sono scoparsi, dopo lo scontro sul ruscello.
Non li sento.
Come se non ci fossero mai stati.
Nychta dice che sono assopiti.
Che bisogna risvegliarli.
Ma diciamo che hanno il sonno profondo.
Sono giorni che mi colpisce.
Ma di elettricità ne meno l'ombra.
Nychta:" Come pensi di difendere il tuo branco.
Se non sai difendere ne meno te stesso."
Lo sguardo automaticamente, cala su clodet.
Che poco lontano, guarda i giovani lupetti trasformarsi.
Aiutandoli.
Se le succedesse qualcosa.
Ed io non sapessi difenderla.
Mi dannerei l'anima.
Torno a guardare Nychta.
Che mi osserva, vede qualcosa.
Poi mi sorride divertita.
Nychta:" Forse mi sono sbagliata.
Non sei quello giusto per mia figlia.
Non potresti mai proteggerla."
Che cazzo dice?
Io non sono quello giusto?
Sento i miei occhi diventare finalmente blu.
Ma sono troppo incazzato per notarlo.
Nychta:" Forse il ragazzo giusto è Cris, il comandante dell'esercito junior.
Si.
È sicuramente lui."
Col cazzo.
Nessuno prenderà il mio posto.
Chi cazzo è questo Cris?
Cosa vuole dalla mia Clodet?
No.
Io sono il ragazzo giusto.
Io saprò difenderla.
E nessuno prenderà il mio posto al suo fianco.
Corro verso di lei, pronto ad attaccarla.
Alzo il pugno per colpirla.
E, solo ora, mi accorgo.
Che le mie mani sono ricoperte di elettricità.
Finalmente il mio potere si è risvegliato.
Carico i pugni su di lei.
Che li schiva velocemente.
Quando sto per colpirla.
Salta dietro di me, così velocemente.
Che riesce a bloccarmi da dietro.
Mettendomi il braccio intorno al collo.
Le sue parole ribollano ancora dentro di me.
Rilascio la mia energia.
Creando una specie di onda d'urto.
Che la allontana da me.
Sorridendo crea delle sfere.
E me le lancia.
Io immagino di proteggere Clodet.
E credo uno scudo di energia.
Che assorbe ogni colpo.
Non arrivano più sfere.
E vedo lei correre verso di me.
Pronta a colpirmi.
Ma questa volta li paro tutti.
Incrocio le braccia davanti al viso, parando un pugno.
Arretrando di qualche passo.
Mi ricarico di elettricità.
E spingo le braccia.
Spingendola via.
Non credevo di avere così tanta forza.
Ma la vedo afferrare la terra con gli artigli, per fermare la corsa.
Nychta:" Finalmente.
Era ora cazzo."
Mi sorride, tornando dritta.
Pulendosi via la terra dai pantaloni.
Ma aspetta?
Cosa ha detto?
Da come mi sorride.
Capisco che erano tutte cazzate.
Che forse ne meno esiste questo Cris.
E che era una scusa per farmi reagire.
Derek:" Non è divertente.
Poteva finire male."
Lei si avvicina.
Porgendomi una borraccia d'acqua.
Nychta:" Lo so.
Ma quando hai guardato mia figlia.
Ho notato delle piccole scosse intorno a te.
E ho capito."
Afferro l'acqua, e mi disseto.
Quasi svuotandola tutta.
Sinceramente non mi sono accorto di nulla.
Ero troppo concentrato sull'idea che le potesse succedere qualcosa.
Entrambi la guardiamo.
Mentre ignara da ordini ai bambini su come fare.
Rimanendo dolce e paziente.
Nychta:" I tuoi poteri sono ancora all'inizio.
E si fanno vivi con l'istinto.
Da una parte sono felice:
Che se dovesse succedere qualcosa a Clodet.
Tu sapresti difenderla."
Sento il suo sguardo adosso.
E lo incrocio con il mio.
Ora di nuovo calmo e grigio.
Nychta:" Ma.
Dobbiamo capire come controllarli.
In modo che tu li possa usarli con tranquillità.
E non solo con rabbia."
Mi fa segno di seguirla.
Credo che non abbiamo ancora finito.
Ed io che ci speravo.
La seguo verso la foresta.
Allontanandoci dal villaggio.
Ho il fiatone.
Ora che i poteri si sono di nuovo assopiti.
Sento tutta la stanchezza.
Che prima era nascosta dell'adrenalina.
Ci fermiamo sulla riva del lago.
Che tanto mi aveva sorpreso la prima volta, che sono venuto qui.
L'acqua ondeggia piano.
La natura suona la sua melodia.
Cullandoci.
Si respira calma e serenità.
Come se in questo luogo, si trovasse la pace dei sensi.
Nychta:" Per gli esseri come noi.
Questo luogo è fonte di pace e energia.
Il luogo adatto per meditare.
E ritrovare se stessi."
La osservo mentre cammina sulla superfice dell'acqua.
Senza affondare nel lago
Lasciando i suoi piedi sfiorarla appena.
Quando raggiunge il centro.
Si gira verso di me.
Nychta:" Devi trovare te stesso.
Devi guardare dentro di te.
Conoscere la tua vera natura."
Vedo l'acqua smuoversi sotto di sé.
E di istinto faccio un passo indietro, un po' spaventato.
La sua aurea è cresciuta.
Superando quella che ha in genere.
Nychta:" Non avere paura.
Non ti succederà nulla."
A parlare è la luna oscura.
Eppure mi dà una tale sicurezza.
Che torno al mio posto.
L'energia dell'acqua la circonda.
Girandole intorno.
Qualche fulmine cade giù, perdendosi nelle profondità del lago.
I suoi occhi completamente neri.
Mi guardano dentro, nel profondo.
Nychta:" La rabbia ci rende fragili.
Ci fa fare sbaglia.
E ci allontana dalla nostra verità.
Ciò che ti serve è la calma.
E puoi prenderla ovunque sei."
Il vento la sfiora, quasi accarezzandola.
La natura suona, attraverso le foglie e i piccoli animali.
Nychta:" Chiudi gli occhi.
Senti cosa la natura ti dona.
Cosa la rabbia può toglierti."
Faccio come mi dice.
Ed è indescrivibile.
La natura, in tutte le sue forme.
Mi canta la sua ninna nanna, calmando la mia anima ribelle.
Il vento mi tocca i capelli.
L'acqua, leggiadra come rugiada, mi tocca il viso.
Dandomi freschezza.
La terra sotto i piedi fa rumore, come se stesse respirando.
Mentre gli animali cantano le loro odi alla Dea della natura.
Arriva persino il calore del fuoco.
Sento l'afa che riscalda le ossa, dando solievo.
Spalancò gli occhi, setendoli blu.
Sentendo la mia energia, il mio potere, fondersi con tutto ciò che mi circonda.
Dei petali di rosa.
Come ballerine classiche, mi sfiorano la mano.
Ma queste non arrivano dalla natura.
O da Nychta.
Ma dalla mia lupetta.
Che sorridendomi dolce mi affianca.
Anche lei chiude gli occhi.
Respirando la quiete di questo luogo.
Clodet:" Un giorno mi vedrai, come io posso vedere te."
Riapre gli occhi, ora neri.
Eppure così luminosi e innamorati.
Può il nero, riscaldare l'anima?
Si, può.
Derek:" Perché come mi vedi?"
Lei mi sorride.
Si avvicina a me, posizionandosi dietro di me.
E leggermente più bassa di me.
Infatti fatica a coprirmi gli occhi con le sue manine.
Vedo il buio.
Nero.
Il nulla.
Si avvicina con le labbra al mio orecchio.
Clodet:" Così.
Apri gli occhi."
Mantiene le mani sui miei occhi.
Dandomi lo spazio per aprirli al di sotto.
Vedo tutto ciò che esiste.
Vedo l'intera energia che mi circonda.
Vedo la vita nelle piante.
Il movimento piano dell'acqua.
Nychta che ora è una massa blu luminosa.
Clodet che invece è azzurro chiaro, con sfumature più scure.
Poi guardo le mie mani, circondate da elettricità blu.
Anche io sono una macchia. Verde,viola e sfumata di rossa.
Derek:" Cosa sono?"
Chiedo.
Continuando a guardarmi in questo modo più profondo.
Come se stessi guardando la mia anima, allo stato puro.
Clodet:" Te stesso."
Toglie le mani.
Ed io torno a guardare normale.
Credo mi abbia fatto vedere con i suoi occhi.
Ed è stato bellissimo, vedere attraverso lei.
Capire cosa vede lei in me.
Tanto.
Mentre io vedo troppo poco.
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Sono in camera mia da qualche ora.
A pensare a tutto ciò che sto scoprendo.
E vero, di me non so ancora molto.
Ma invece ogni giorno, mi sento più vicino a Clodet.
Inizio a scoprirla ogni giorno di più
Non siamo stati molto insieme.
Perché lei è dovuta scappare per una commissione.
Ed io e Nychta abbiamo fatto un po' di teoria, diciamo.
Mi ha fatto fare un po' di meditazione.
Ma devo ammettere che è stato un po' un disastro.
Scocciato sbuffavo e perdevo la concentrazione.
Tanto da fare innervosire Nychta, che mi ha lanciato in acqua.
"Sei uguale a mia figlia.
Ma riuscirò a domare anche te figliolo."
Parole sentite per sbaglio mentre cadevo.
Ma le ho sentito.
E con esse l'amore che una mamma prova.
Un amore che io non ricordo ne meno più.
Di una mamma che solo ora capisco, di non aver mai conosciuto.
Sospiro, fissando il soffitto.
Vivere qui è fantastico.
Lavorare con Nychta.
Parlare di strategia con Jeson, che sembra avermi preso in simpatia.
E poi oggi ho conosciuto una parte di questo luogo, che mai ho visto.
Ho sempre guardato il concreto.
Il solido, il materiale.
Ma oggi ho visto davvero, tutto ciò che ci circonda.
Ho visto quanta vita c'è intorno a noi.
Quanta energia ci tocca, anche solo guardando il cielo.
Clodet:" Ei.
Se non sei troppo stanco.
Volevo farti vedere una cosa."
La mia lupetta mi sorride, poggiata vicino alla porta.
Bella in un jeans e t-shirt semplice.
Mi alzo, avvicinandomi a lei.
Le prendo il viso tra le mani.
E senza una parola, guardandoci semplicemente negli occhi.
La bacio.
Piano, volendo assorbire tutto il suo amore.
Volendo semplicemente una coccola.
Almeno all'inizio.
Lei mi passa le mani nei capelli, disfandoli.
Io le prendo i fianchi, morbidi e delicati.
La tiro a me arretrando.
Fino ad entrare in camera, e chiudere la porta alle due spalle.
Non lascio la sua bocca.
Riempiendola con la mia lingua.
Gustandomi il suo sapore dolce.
Mischiandolo con il mio più aspro.
La faccio sedere sul letto.
Spingendola piano a sdraiarsi.
E io vicino a lei.
Dimentico ogni cosa.
Anche il suo invito a fare un giro.
Offuscato dalla sua mano nei capelli.
E l'altra sul mio petto.
La bacio, stringendola a me con una mano sul fianco.
E l'altra sulla nuca.
Accarezzando i suoi capelli d'argento.
I suoi occhi mi guardano lucidi, e un po' impauriti.
Impauriti?
Mai lo vista così.
Mai ho visto la grande alfa, fremere e tremare sotto di me.
Clodet:" Io non..."
La bacio.
Non volendo sentirla.
Voglio solo baciarla ancora, e ancora.
Fino ad avere il respiro corto.
Derek:" Non voglio spingerti a fare nulla.
Voglio solo sentirti vicina."
Non voglio il sesso.
O meglio non ancora.
Credo.
Si struscia a me, facendomi sentire la sua eccitazione.
Il suo respiro affanato
Il suo profumo più passionale.
Mi fa ringhiare dentro.
Fa ululare il mio lupo.
Non voglio fare sesso.
Ma così mi uccidi lupetta.
Si stacca dalle mie labbra.
Cercando di riprendere di nuovo il respiro.
Clodet:" Derek.
Io sono...
Cioè..
Per me..."
Balbetta.
Forse a causa delle mie labbra sul suo collo.
Che baciano e succhiano.
Il punto dove un giorno la marchiero.
Mentre le faccio sentire l'erezione che ha risvegliato.
Clodet:" Sono vergine."
Mi blocco.
Fernando qualsiasi movimento.
Guardando nei suoi occhi la sincerità.
Mi ritrovo a ingoiare a vuoto.
Qualche decennio fa, era una cosa normale.
Si aspettava il proprio compagno.
Ma ora è diverso.
Difficilmente due compagni lo fanno per la prima volta vergini.
Ma i suoi occhi sono sinceri.
Ed io ingoio a vuoto.
Clodet:" Lo so che...
Che è ridicolo.
Ma io aspettavo te."
Le tappo la bocca con le mie labbra.
Baciandola con dolcezza dandole tutto me stesso.
All'inizio ero confuso.
Insomma lei è bellissima.
Impossibile da non desiderare.
Poi è arrivata la paura.
La paura di non essere all'altezza, delle sue aspettative.
Ma con le sue parole.
Ha acceso altro in me.
"Ho aspettato te."
Dea.
Non potrei essere più felice.
Sentirla così mia.
Solo mia.
Lei sarà solo mia, solo mia.
Di nessun altro.
Derek:" Ci andremo piano.
Ci conosceremo meglio.
E quando sarai pronta, io ci sarò.
Ma ti prego, lasciati almeno toccare."
Perché ora che so che è la tua pelle è inviolato.
Ardo il tuo contatto.
Ti desidero.
Desidero la sua pelle, toccarla.
Come lei sta toccando la mia.
Lei annuisce timida.
Reclamandomi come custode del suo corpo.
Lasciandosi toccare e baciare.
Mi trattengo.
Limitandomi a toccarla da sopra i vestiti.
A baciarla sul collo.
Ma sento comunque la sua anima.
Che si piega a me.
Ma non come se io fossi il suo alfa.
Ma come se fossi il suo custode.
La sua anima mi porge la mano da stringere.
Per tenerla al sicuro.
Ed io lo farò.
La proteggerò.
La custodirò.
Insieme cresceremo e diventeremo grandi alfa.
E la amerò con l'anima, prima di avere il suo corpo.
Come ora, mentre la stringo a me.
Baciandole castamente le labbra.