capitolo 6 il ballo

3082 Parole
Pov Clodet. Ilenia:" Non vedo l'ora che sia stasera. Taylor mi ha promesso una serata unica." E già arrivata la sera del ballo. Il tempo sembra essere volato via così dolce. Ogni cosa è tornato al suo posto. A parte Taylor e Ilenia. Che dopo una bella strigliata. Hanno reso ufficiale la loro coppia. E ne sono felice, davvero. Se non fosse che adesso devo passare più tempo insieme a Derek. Resistergli ogni giorno è sempre più faticoso. La mia lupa vorrebbe solo saltargli adosso. E il mio vorrebbe urlargli tutto l'amore che prova. Ma io ho ancora paura. Così stringo i denti e resisto al suo dolce profumo. Maledendolo di notte. In compenso sembra aver accettato definitivamente la coppia. E questo lo rende un grande alfa. Ma non glielo dirò mai. Daiana:" Tu cosa metterai?" Afferro i libri per la prossima lezione. E la guardo sollevando le sopracciglia. Clodet:" Credo che metterò il mio pigiamone. Hai presente quello che odi tanto? Si quello. E poi mi metterò sul divano. Mettendo un film horror, gustandomi i biscotti di Carlos." Lei mi guarda indignata. Sbuffando dal naso. Sembra un toro. Daiana:" È il ballo della festa della rinascita. Non puoi mancare. È un contro senso." Quante sciocchezze. Mi incammino verso la classe Ma la signorina qui non molla. Clodet:" Sai meglio di me, che noi non la festeggiamo stasera. E non con un ballo. E io ci tengo alle tradizioni." Diventa sempre più rossa dalla frustrazione. Ed io mi diverto a vederla così. Daiana:" Jek aiutaci tu. Solo tu puoi fargli cambiare idea." Mio fratello si accomoda vicino a me. Guardandomi annoiato. Ma il mio messaggio è chiaro. "Non verrò a quella festa." Jek:" Non posso fare miracoli. Mi dispiace." Il professore si affaccia alla porta, richiamando l'ordine. E finalmente le mie sorelle mollano la presa. Per ora. Da bravi lupi non mollano facilmente l'osso. Sorrido al mio pensiero. Smetto quando un odore mi arriva al cervello senza pietà. Derek e i suoi beta entrano tranquilli. Sotto il rimprovero del proff. Mentre mi passa a fianco, mi fa l'occhiolino. Ed io mi sento morire. Abbiamo passato così gli ultimi tempi. Stuzzicandoci e studiandoci. Sempre meglio di farci a pezzi. Anche se non ne sono del tutto sicura. La lezione inizia. Ed io seguo ben poco, inebriata dal suo profumo. Mio fratello sospira vicino a me. All'inizio penso che sia per il mio comportamento. Di cui abbiamo parlato a lungo. Dove lui mi ha dato torto e della stupida testona. Ma ora non sta guardando me. Ma una streghetta poco lontana da noi. Sofia se non sbaglio. Stringe le mani in pugno. Fino a infilzarsi il palmo con gli artigli. Il respiro affannato e gli occhi sempre più chiari. O cielo. Finalmente ho capito. Ecco chi è la sua misteriosa compagna. Clodet:" Dovresti invitarla al ballo." Gli sussuro all'orecchio. Potrei usare il collegamento mentale. Ma la scuola ha una specie di scuto che ce lo impedisce. In modo da non copiare nei test Che stronzi. Comunque mio fratello sussulta sorpreso. Ed ogni mio dubbio scompare. Jek:" Non so di cosa stai parlando." Sorrido divertita. O si che lo sai fratello. E le tue guancie arrossate non mentono. Clodet:" L'hai detto tu stesso. Non dovresti nascondere il vostro legame. E sei lei è la tua compagna. Starà aspettando sicuramente il tuo invito." Questo lo so per certo. Lo sentita chiacchierare in bagno con delle amiche. Dicendo di essere cotta di Jek e di aspettare il suo invito. Non gli ho dato molto peso. Perché infondo mio fratello è un figo pazzesco. E chiunque lo vorrebbe. Ma ora che so che è la sua compagna. Una lampadine si è accesa nel mio cervello. Jek:" Dal tuo sguardo, sembra tu sappia qualcosa." Mi guarda fiducioso. Ma non gli dirò nulla. Così impara a tenermi nascosta la sua compagna. Clodet:" Istinto. Quindi finiscila di fare il coniglio. E vai a prenderti la tua streghetta, lupo." Oggi questi paragoni mi stanno sfuggendo di mano. Ma dal suo sguardo capisco di averlo convinto. Lo vedo scrivere qualcosa su un foglio. Piegarlo e lanciarlo sul banco della ragazza. Quando il proff non vede. La ragazza lo apre e sorride. Tra poco le cade la mascella. Risponde velocemente e lo rilancia. Mio fratello lo apre, gli tremano le mani. Ma una volta letto sorride anche lui, iluminandosi appena. E quando dico illuminarsi non è un modo di dire. Essendo molto timido, quando ha forti emozioni tende a non controllare i suoi poteri. E questo è il risultato. Gli prendo la mano, e lo infetto con la mia oscurità. Lo so, sembra una brutta cosa. Lui mi guarda. E solo dopo capisce cosa stata succendendo. Ringraziandomi con un sorriso. E mostrandomi la risposta. "Sarebbe un vero piacere per me. Ti aspetto." In più l'indirizzo di casa e orario. Mio fratello continua a guardare il foglio. Come se fosse un miraggio che presto scomparirà. Sono felice per lui. Davvero. E forse un po' invidiosa, ma solo del suo coraggio. Finita la lezione scompare velocemente. Per raggiungere Sofia. Lasciandomi alle grinfie delle mie sorelle. Lo perdono solo perché sento la sua felicità diventare mia. Ma mi deve comunque un grosso favore. Derek:" Allora lupetta. A che ora ti vengo a prendere stasera?" Un enorme favore. Quasi mi pento di averlo aiutato. Mi giro verso l'alfa. Trovandolo con il solito sorriso sfacciato. E sempre più bello. Ma questo non segue le leggi della fisica? Non può diventare ogni giorno più bello. E ingiusto. Clodet:" Non ti sei ancora stufato di insistere? Perché non ne scegli un'altra e la fai finita. La fila è lunga" Gli do le spalle per andare verso l'altra aula. Ma l'alfa non si arrende. Non è nel suo DNA. Mi spinge gentilmente contro il muro. Mostrandomi il suo sguardo sicuro e seduttore. Maledetto testosterone. E da giorni che mi invita, ricevendo mille rifiuti. Ma niente da fare. Non si arrendi. Che alfa masochista. Derek:" Perché io non voglio le altre. Voglio te. E stai certa che ti avrò." Lo sposto. Dandogli le spalle, andando verso l'aula di fisica. Sorrido. Non posso nasconderlo, anche se ci provo. Sentirli dire queste cose mi rende. Come è che mi rende? Felice? No, non è lontanamente paragonabile a quello che provo. Clodet:" Fattene una ragione. Io non verrò. Mettiti l'anima in pace." Entro nella classe. Scappando via dalle sue grinfie. Felice che lui non abbia lezione qui Ma lo sento forte il suo ringhio. E quello che dice. Derek:" Non mi arrendo facilmente lupetta. Tu sarai mia, e non solo stasera." Il cuore mi batte a mille. E le mie gambe vorrebbero solo scappare via da lì. Da quando sono diventata così codarda? Lo so io da quando. Da quando ho incrociato quei maledetti occhi grigi. Vigliacco di un lupo. Non mi avrai mai. Ilenia:" Tu parteciperai. Che lo voglia o no." Si siede alla mia destra. E Daiana alla mia sinistra Sono circondata Ma qui doveva esserci Jek. Che invece felice si accomoda vicino a soffia. O mio caro fratello. Mi devi un grosso, enorme, inquantificabile favore. Clodet:" Ne abbiamo già parlato. Io non verrò." Le due si guardano annuendo. E ciò non promette nulla di buono. Almeno non per me. Ilenia:" Ok. Non volevo arrivare a tanto. Ma sappi che sei tu a costringerci a farlo." O merda. Il suo sguardo non mi piace. Ne meno un po'. Daiana:" Se non verrai Mostrerò il tuo ritratto da principessina. A tutta la scuola." Spalancò gli occhi. Quello non è un ritratto. È satana in persona. Mio padre mi ha costretto a posare perché voleva un ricordo della sua dolce piccola. O meglio volevo una immagine di me docile e femminile. Ed io alla fine ho ceduto. Con la promessa che nessuno lo vedesse. Clodet:" Non oseresti." Ma le due arpie figlie del demonio annuiscono convinte. Da bravo soldato cerco una già di fuga. Un piano di attacco. Ma nella testa o solo quel dipinto. E la promessa che nessuno deve vederlo. Quell'immagine di me vestita di rosa con un fiocco in testa. E peggio di una condanna a morte. Così alla fine cedo sospirando. Tirando su bandiera bianca Clodet:" Va bene. Mi avete convinto." Le due sorridono E quasi urlano di gioia. Se non fosse per le occhiatacce del proff. Chiediamo velocemente scusa. E torniamo a seguire la lezione. Ma non prima della condanna definitiva. Ilenia:" Ci preparerò insieme. Sarà bellissimo." Perché? Perché a me dea Luna? Daiana:" O si mia cara alfa. Ti renderemo finalmente donna. Il mio sogno da sempre." Ti prego. Salvami dalle loro torture E invece nulla. Nessun segno divino. Ma solo la consapevolezza che sono fottuta. -_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_- Pov Derek Un ora prima del ballo. Con i ragazzi decidiamo di prendere qualcosa da bere. In un bar vicino alla scuola. Più precisamente vicino alla palestra, dove si terrà il ballo. Sarà una serata fantastica. Soprattutto perché ha un forte significato. La rinascita. La sconfitta di Walter. La libertà del nostro intero mondo. Ma nonostante la mancanza di alcol. C'è un'altra cosa che rende la serata magica. Poter ballare con Clodet, stringendola forte a me. Billy:" Hai deciso chi portare al ballo?" Lo guardo sorridendo. Sorseggiando la mia birra. Derek:"Certo. Clodet." Quasi sputa la birra. Sorpreso dalla mia sicurezza. Mentre Taylor se la ride sotto i bassi. Che non ha. Billy :" Ma se ha detto che non verrà? E non mi sembra una che cambia idea facilmente." No. Per nulla. La mia lupetta è testarda e combattiva. La MIA lupetta. Non so ancora perché mi comporto così. Non capisco perché la sento mia. Ma è qualcosa che sento sotto pelle. Nel petto che si scatena quando lei è vicina a me. Derek" Verrà. Diciamo che ho le mie fonti sicure." Sorrido a Taylor che ricambia. È comodo avere una piccola spia nel suo gruppo ristretto. Non ha spifferato a Taylor perché nascondono il loro odore. Ma mi ha assicurato he varrà. Anche se sotto minaccia. Vorrei davvero sapere come hanno fatto? Quale sia questo scheletro. Per quanto riguarda la vampira. Dopo quello che è successo. Ho accettato subito la loro unione. È stato stupido da parte mia fare credere al mio amico. Di mettere le mie idee al di sopra della sua compagna. Ne abbiamo parlato a lungo. E gli ho fatto capire che io lo sosterrò sempre. Nonostante tutto e tutti. In cambio lui cerca informazioni su Clodet. Sorpreso dalla vampira, felice di aiutarmi. Anche se non so il perché Billy:" Io non ti capisco. Capisco Taylor che ha la sua compagna. Ma tu... Perché fissarti tanto su di lei. Quando potresti avere tutte le donne che vuoi." Capisco il suo discorso. E lo stesso che mi faccio io ogni giorno. Eppure non ho ancora trovato nessuna risposta. Perché lei? Derek:" Perché lei è diversa. È unica. È lei. Con quel carattere di merda, e quella forza degna di un alfa. È testarda, ingestibile, indomabile. E luce che mi rende una falena." Lui sembra rapito dalle mie parole. E lo stesso vale per Taylor, che mi guarda confuso. Taylor:" Ne parli, come se fosse la tua compagna." Non è una domanda. Ma ne meno una affermazione. E qualcosa a cui non so dare una risposta in realtà. Non ci ho mai pensato. Eppure ha ragione. Mi comporto come se lei fosse la mia compagna. Ma non lo è. Lo avrei percepito. È solo attrazione. Interesse. Ma sto mentendo a me stesso. C'è qualcosa che mi attrae a quella lupa. Ma non so cosa... €_€_€_€_€_€_€_€_€_€_€_€_€ La sala è piena di ragazzi che già ballano o chiacchierano tra loro. I professori un po' in disparte tengono sotto controllo la situazione. Non mi sono mai soffermato a quanti studenti ci sono nel nostro istituto. E sinceramente non lo faccio ne meno stasera. Il mio sguardo vaga per la stanza. Alla ricerca di una chioma bianca. Che ancora non vedo. La festa è iniziata da un ora. Ma di lei e del suo branco, nessuna traccia. Anche Taylor sembra nervoso. In attesa. In ansia. Taylor:" Ancora non arrivano. Che sia successo qualcosa?" Stringo i pugni. Non ci avevo pensato, e questa ipotesi mi gela il sangue nelle vene. Sto per dirgli che vado a cercarla. Quando qualcosa all'ingresso, attira la mia attenzione O meglio qualcuno. Seguita dal suo branco, l'alfa fa la sua entrata. È sempre bella, bellissima. Ma stasera... Stasera è... Molto di più. La sua lunga chioma bianca. Rinchiusa in una treccia, che le arriva al petto. Un viso pulito, non un ombra di trucco. Pura nella sua carnagione naturale. In vestito blu notte, che le arriva alle ginocchia sul davanti. Mentre sul retro fino ai piedi. Il vestito le rimane adosso, grazie al nodo dietro al collo. Di due lembi di stoffa che coprono e stringono il suo seno. Ai piedi delle semplici ballerina con poco tacco. Scelte sicuramente per la loro praticità. Quando si gira a parlare con Jek. Noto un ulteriore dettaglio. La schiena è completamente nere, fino alle due fossette di venere. Se non fosse per un disegno, che la copre del tutto. Un leone nero, dai lineamenti perfetti. E dettagli così vivi. La testa posata sotto la nuca. E il corpo posato sul resto della schiena. Sembra vivo, come se palpitasse da sotto la pelle. Elegante si muove tra la gente. E nonostante la sue eleganza e femminilità. La sua assenza di Alfa, toglie il respiro. Schiena dritta, sguardo alto e fiero. Emana sicurezza e potere. Tanto che le persone si spostano, per lasciarla passare. Senza esitare. Questa immagine crea in me un senso di orgoglio. Come se fossi fiero della donna che ho davanti. È davvero solo curiosità e attrazione. Ciò che provo per questa dea? E allora cos'è questo questo buco nello stomaco che provo. Nel guardarla parlare con Alexander. Sorridergli e chiacchierarci. Ho stima in quel ragazzo. Ma vederlo così vicino a lei, lo rende odioso ai miei occhi. Billy:" Calmati. Ti stai per trasformare." Mi volto a scatto verso di lui. Ringhiandogli contro. E solo ora mi rendo conto che ha ragione. I miei artigli sono più lunghi. I miei denti più sporgenti. E i miei occhi rossi, come il sangue che desidero versare Cerco di calmarmi. Ma l'immagine di lei che sorride a un altro. Rende il mio lupo furioso e affamato. Una mano si posa sulla mia spalla. E un senso di pace mi invade all'istante. Clodet:" Non so cosa ti ha fatto Billy. Ma sbranarlo davanti a tutti, sarebbe un spettacolo raccapricciante." Basta la sua voce. Il respiro vicino al mio orecchio. E il mio lupo cala in letargo. I miei sensi si calmano. Artigli e denti tornano normali. Rimane solo la voglia di girarmi e vederla. Mi volto, trovando i suoi occhi verdi luminosi. Il suo sorriso furbetto. E il suo odore sempre mancante. Clodet:" Ho sentito la tua aurea fino alla porta. Dovresti controllarti un po' di più. Sembri un ragazzino alla prima trasformazione." Ha ragione. Ma è tutta colpa sua. E lei che mi rende un ragazzino alle prime armi. Mi fa sentire fragile eppure così forte. Derek:" Eri in ottima compagnia. Eppure non abbastanza da non pensare a me." Frase a doppio taglio. Mi sto mostrando geloso ai suoi occhi. E da come sorride lo ha visto bene. Ma poi arrossisce leggermente, segnata dalla seconda frase. Sono rare le volte in cui lo fa. E per ora lo notato solo con me. Alexander:" Va tutto bene?" Ed ecco il guasta feste. Eppure mia stava così simpatico prima. Si prima. Prima che mettesse gli occhi, su ciò che ritengo mio... Clodet:" Tutto bene Alex. Stavamo solo chiacchierando." Alex? Ora si danno anche soprannomi? Che nervi. Derek:" Si tutto bene, Alex. Noi stavamo andando a ballare. Quindi ciao." Ricalco sul suo nome con disprezzo. Afferro la mano di Clodet, portandola in mezzo alla pista. Clodet:" Derek... Cosa..." Non le do il tempo di parlare. La porto davanti a me. Prendendola dai fianchi. E che fianchi. Fianchi da donna, morbidi e così adatti alle mie mani. L'avvicino a me prepotente. E lei si lascia plasmare al mio corpo. Perfetti. I nostri corpi si plasmano perfettamente. Lei sospira, allungando le sue mani dietro al mio collo. Lasciandosi cullare da lenti movimenti. Derek:" Tu e Alexander sembrate molto uniti." Queste parole bruciano come lava nella mia gola. Ma io devo saperlo. Devo sapere che cosa sono e perché. Clodet:" I nostri genitori sono amici di lunga data. Possiamo dire che siamo cresciuti insieme. Quindi si, siamo uniti. Ma da una lunga amicizia." Le sue parole mi danno sollievo. Anche se non quanto vorrei. Quel fastidio per il loro contatto. Rimane ancora sulla mia pelle. Clodet:" Cose quello che sento? Gelosia Alfa?" Si. Sono fottutamente geloso di chiunque la guarda. Ma lei mi guarda divertita. E il mio orgoglio prende il sopravvento. Non gli darò questa soddisfazione. Derek:" Semplice curiosità. Volevo sapere quali trucchi avesse usato, contro il tuo cuore di ghiaccio. Ma vedo che ne meno lui ci è riuscito davvero." Il suo sguardo sembra ferito. Ed io mi pento all'istante delle mie amare parole. Ma avolte il mio carattere difficile. Si rivolta contro di me. Clodet:" Essere orgogliosa e testarda. Non fa di me un cuore di ghiaccio. Come un titolo, non fa di te un alfa." Punge con le sue parole. Ridandomi indietro lo stesso dolore che le ho inferto. Derek:" Smetteremo mai di farci del male? Riusciremo mai a stare vicini senza ferirci?" Le parole mi scivolano via. Senza riuscire a contenerle. Lei sospira. Posando la guancia sulla mia spalla. Rendendoci sempre più vicini. Clodet:" Forse. Forse quando finalmente non avremo paura di mostrarci. Quando finalmente non indosseremo più maschere o segreti. Forse all'ora smetteremo di volerci male." Respiro tra i suoi capelli, alla disperata ricerca del suo odore. Ancora nascosto a me. Rifletto sulle sue parole. Cercando la risposta giusta. Le vorrei dire di farlo ora. Di gettare nel fuoco paure e maschere. E di vedere come va. E vorrei dirglielo davvero. Ma qualcosa ci distrae. Un fermento tra i professori. Che poco dopo scappano via. Come se ci fosse un urgenza improvvisa. Cosa può spingerli a scappare via così? Qualcosa non va. E devo scoprire cosa... Io e Clodet e qualunque cosa ci sia tra noi. Dovrà aspettare. Spero non per molto.
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