capitolo 5 ricordi, madri e odori

3248 Parole
Pov Derek. Sono in un angolo buio della mia stanza. Ho sette anni, e sono terrorizzato. La puzza di fumo, inonda i miei polmoni. Mi stringo forte le orecchie, per fare tacere le urla del mio branco, ormai quasi del tutto perduto. Cerco mia madre, che lotta per la mia vita. Ringhia e combatte con denti e artigli. Ma sono inutili contro un pugnale d'argento nel petto. Il suo corpo crolla a terra. Torna umana, senza più respiro. Mentre il suo sangue ricopre tutto il pavimento. Vedo solo rosso. Urlo più forte che posso. Lei mi aveva detto di fare silenzio. Ma lei ora non c'è più. Ed io posso solo urlare. Mio padre corre nella stanza. Diventando di ghiaccio davanti al cadavere della donna che amava. Mi chiudo a riccio. Ingoiando le lacrime. Ripentendomi che è solo un incubo. Ma pultroppo non lo è. Quel viscido liquido rosso che sa di mia madre. Che è arrivato fino a me. Non è un incubo ma la dolorosa relata. Mia madre è morta per me. Per mano di un cacciatore Vampiro. Le mie strade sono piene di questo branco misto, che stermina senza pietà donne e bambini. Giovani e vecchi. Donne o uomini. E mia madre. Stringo la presa sui miei capelli. Mentre sento mio padre lottare. Fino al rumore delle ossa rotte, e schizzi caldi sul mio viso. Qualcuno è morto. Ma chi? Due mani mi afferrano le spalle scuotendomi. Io urlo in cerca d'aiuto. Papà:" Calmati figliolo. Sono io, è tutto finito." Mi prende la mano e succede una cosa strana. Il bambino che io ero si alza. Lasciando l'adulto che sono lì in quel l'angolo. Mi vedo andare via con mio padre. E quando mi avvicino alla stessa sporta che hanno usato. Essa è bloccata. Io sono bloccato qui. Mi guardo intorno. Sangue Sangue ovunque. Di persone diverse. Di odori diversi e sconosciuti. Tranne uno. Mia madre a terra, disperde il suo odore nella stanza. Gli occhi spalancati ormai vitrei. Senza vita. Scappo via. Provo a spalancare la finestra, ma anche essa è bloccata. Sono bloccato qui. La puzza di cadavere aumenta. L'odore di mia madre. Le urla. Il fuoco del mio villaggio ormai cenere. Sono bloccato da tutto ciò come se fossero catene. Urlo più forte che posso. Stringendomi i capelli dalla cute. Cado in ginocchio. Creando un suono aquoso. Sono crollata in una pozza di sangue. Il mio. Ho le braccia ferite da tagli. Il sangue cola da essi mischiandosi con il sangue di mia madre. Sono bloccato qui. Nelle mie urla e nel mio dolore. Clodet:" Non sei solo Derek. Combatti. Combatti per chi c'è ancora." La sua voce rimbomba nella stanza. Ma di lei non c'è traccia. Anche la mia mente sta collassando. Clodet:" Stupido Alfa presuntuoso. Combatti cazzo. Combatti per chi ti ama." Ma non ne trovo la forza. Ormai sono debole, pronto a raggiungere mia madre. Clodet:" Vieni da me stupido testone. Me l'hai promesso. Sono io che devo ucciderti. Solo io posso." Scoppio a ridere. Sembra quasi una dichiarazione d'amore. Ma sono troppo debole per tornare da lei. Poi un odore nuovo mi inonda. L'odore di morte e fumo scompare. Coperto da un odore sublime. Un odore di rugiada e rosa selvatica. Un odore che mi trapassa il cervello e il petto. Il mio lupo ulula come se avesse la luna davanti. Le braccia hanno smesso di sanguinare. Dei tagli non c'è traccia. Non ho nulla intorno, se non una stanza vuota. La porta di uscita si spalanca. Al di fuori una luce abbagliante. E la fonte di questo odore sublime. Clodet:" Stupido Alfa. Vedi di muoverti. Non ho tempo di seppellirti. Quindi vedi di tornare salvo cazzo." Seguo la sua voce. Ce la posso fare. Voglio farcela. Voglio tornare da lei, e scoprire di chi è questo profumo. Oltrepassò la porta. Ma la luce è talmente forte, che devo chiudere gli occhi. Quando li riapro. La luce è scomparsa. Solo poche torce a schiarire il luogo. Davanti a me due occhi verdi. Che sembrano abbiano pregato fino ad ora, che io mi risvegliassi. Clodet:" Sia lodata la dea luna. Stavo per lasciarti qui." Stronza. Cerco di alzarmi, e lei mi aiuta a sedermi. Sembra stare bene. Apparte dei lividi sui polsi. Dovuti sicuramente alle catene. Prendo un lungo respiro e mi accorgo di una cosa. Quell'odore è scomparso. Come se non fosse mai esistito. E forse è davvero così. Forse era solo frutto della mia mente. Derek:" Cosa è successo?" Tira fuori dalla tracolla una borraccia d'acqua. Passandomela. Clodet:" Sei svenuto. La Fata mi ha detto che ti saresti svegliato in pochi minuti. Invece è passata un ora." Un ora? Così tanto? Nel sogno sembravano pochi minuti. Derek:" E gli altri? E il fiore?" Lei mi mostra una specie di piccola tega. All'interno un fiore bellissimo, di tutti i colori possibili. Clodet:" Mi ha assicurato che gli altri sono al sicuro. Ho provato a svegliarti. Anzi ci ho provato per un ora, hai il sonno pensante lo sai? E russi?" Mi sorride dolce. Ma credo abbia capito che qualcosa in me non va. Ed è così. Questo ricordo è forse il più doloroso che possiedo. E riviverlo così a pieno, mi ha stordito. Ma lei mi sorride, offrendomi una mano Se non fosse stato per lei. Mi sarei perso nell'oblio della mia mente. Derek:" Ho detto qualcosa mentre dormivo?" Lei annuisce seria. Facendomi spalancare gli occhi. Cosa sa? Cosa ho detto? Cosa pensa? Clodet:" Dicevi. O Clodet come sei fantastica. Non sono degno di starti vicino. Sei l'alfa più potente del mondo?" Scoppio a ridere, spingendola via scherzosamente. Derek:" Si. Nei tuoi sogni cara." Clodet:" Ti dico di sì Si vede che nei tuoi sogni mi veneri." Ci incamminiamo ridendo verso l'uscita. Ed io gli sono grato. Finalmente respiro. Arriviamo all'esterno della grotta. Ci mettiamo un po' ad abituarci alla luce del sole. Ma poi vediamo i nostri amici, che se la chiacchierano tranquilli. Appoggiati alla Fenice che sonnichia. Ed io che mi preoccupavo. Derek:" Ei ragazzi. Siamo in missione e non in vacanza." Finalmente si accorgono di noi e ci corrono incontro. Billy mi abbraccia senza dire nulla. E dire tutto. Marco:" Grazie alla dea stai bene. Jeson mi avrebbe ucciso." E chi cazzo è adesso sto Jeson? Spuntano come funghi cazzo. Clodet:" Sto bene. Ma come fa la fenice a essere qui? Cosa è successo?" Si libera dall'abbraccio, troppo caloroso per i miei gusti. Non ho ancora capito che legame c'è tra tutti loro. Se sono parenti o no. Carlos:" Dovreste dircelo voi. I guardiani sono scomparsi poco dopo che sono entrati. Poi delle luci impazzite sono volate nel cielo, distruggendo una specie di cupola. E poi è arrivata lei, tranquilla." Delle luci? Devono essere le stesse che... Clodet:" Le catene. Ecco cosa rinchiudevano." Credo sia arrivata al mio stesso ragionamento. Ha distrutto le catene della maledizione. Billy:" Catene? Di cosa state parlando?" La luce del giorno sta pian piano diminuendo. Dobbiamo andare. Derek:" È una lunga storia. Te la spiegherò a casa. Ora non c'è tempo. Andiamo." Insieme risaliamo sulla fenice. Che vola libera verso casa. Durante il viaggio gli raccontiamo dell'accaduto. E le loro mandibole quasi toccano la terra ferma. Marco:" Insomma una gita tranquilla." Billy:" Dovremmo farlo più spesso." Tutti lo guardiamo male, poi scoppiamo a ridere. Tutta questa allegria, ci voleva dopo quello che ho visto. Finalmente respiro davvero, più sereno. Arrivati a casa. Ci incamminiamo tranquilli. Come se davvero fossimo tornati da una uscita tra amici. Finché Clodet non si irrigidisce di fianco a me. Seguo il suo sguardo fisso su una donna. Una donna di una bellezza innaturale. Indentità a Clodet, se non fosse per i capelli neri e la pelle dannatamente bianca. Con le braccia incrociate fissa Clodet furiosa. Mentre quest'ultima sussura. Un "merda". Di classe oserei dire. Clodet:" Ciao mamma. Cosa ti porta qui?" Ok. Ora si spiegano molte cose. Questa donna davanti a noi, sa di alfa in tutto e per tutto. Dalla postura elegante ma rigida. Dallo sguardo severo e freddo. Persino il suo odore è forte e deciso. E la sua aurea, quasi mi butta a terra. Madre:" Tesoro. Passata una bella giornata?" La sua voce tirata, mi fa capire che sa già tutto. E che Clodet è davvero nella merda. E va fan culo alla classe. Clodet:" Bellissima. Una gita sulla spiaggia." Bè In teoria è vero. Di sabbia ce n'era a quintali. Mi passa il fiore in una sacca. Spingendomi ad entrare dentro. Sembrerò un codardo. Ma questa donna mi incute timore. Pensavo che Clodet avesse preso dal padre. Immaginando un alfa tutto d'un pezzo. Mi devo correggere. È sicuramente la madre l'alfa in famiglia. Scappo via. Incrociando gli occhi della donna solo per un secondo. Completamente neri e così caldi. Come le fiamme dell'inferno. Scappo al piano superiore. Direttamente nella stanza di ilenia. Dove trovo Fede e Beatrix, che si prendono cura dei due malati. Grazie alla Dea sono riusciti a portare qui Taylor. Spero di aver fatto in tempo. Derek:" Ecco a te." Beatrix mi strappano il fiore dalle mani, correndo verso un tavolino. Mentre Fede mi butta fuori dalla camera. Senza capirci nulla, mi trovo nel corridoio davanti a una porta chiusa. Sospiro. È inutile. Non ne verrei mai a capo. Così torno a pensare a quella donna. Corsa qui quando ha saputo della figlia un pericolo. Strano che mio padre non si è ancora fatto vivo. Billy:" Derek, un messaggio da palazzo. Tuo padre vuole venderti." Come non detto. Sospiro, dicendogli di rimette qui, e darmi notizia al più presto. Corro verso l'esterno, trasformandomi una volta all'aperto. Poco lontano dall'ingresso, Clodet e la madre discutono ancora. O meglio si ringhiando adosso. Ora capisco le parole di Frank "Compatisco tuo padre, che ha a che fare con voi due." Lo farei anche io al suo posto. Senza perdere altro tempo, corro verso casa. Che non è molto lontano da qui. Infatti dopo appena venti minuti di pura corsa. Sono davanti alla mia casa branco. Degli uomini di mio padre mi passano una coperta e dei vestiti. Che mi velocizziamo a indossare. Mio padre deve avere molta urgenza di vedermi, se non mi concede ne meno una doccia. Lo raggiungo velocemente nello studio. E devo essere sincero. Con un po' di ansia. Credo che questa volta non ci andrà leggero. Lui è lì, davanti alla sua scrivania. Chissà da quanto mi aspetta. Derek:" Volevi vedermi padre?" Lui mi osserva bene. Sospirando alla fine. Padre:" So cosa è successo." Ingoio a vuoto. Studiando il suo sguardo severo. E le sue labbra strette in una riga dritta. Si avvicina a me. Aspetto le sue urla. Le sue minacce. Insomma una bella tirata d'orecchio. E invece mi tira in un abbraccio. Stringendomi a sé. Padre:" Sono fiero di te figliolo. Sei veramente l'alfa che ho sempre creduto che fossi. Anche se mi hai fatto morire di paura." Dopo un primo momento di shock. Ricambio il suo abbraccio. È la prima volta in dieci anni che lo fa. Qualcosa in me e fuori di me è cambiato oggi. Non so cosa. Ma è cambiato. Ma non posso non pensare a quel maledetto odore. Possibile che sia stato davvero frutto della mia mente? #_#_#_#_#_#_#_#_#_#_#_#_# Pov Clodet Clodet:" Bellissima. Una gita sulla spiaggia." Mando via Derek con il fiore. Non credo sia pronto ad affrontare la luna oscura, incazzata nera. Infatti quando si scambiano uno sguardo. Scappa dentro. Non gliene faccio una colpa. Mia madre incute timore a chiunque. Nychta:" Non mi dire. Quindi è tutta una cazzata il fatto che fossi in missione. Per giunta alla ricerca del fiore dei maledetti." Merda. Sono fottuta. Clodet:" Ho dovuto farlo mamma. Ilenia era in pericolo e io..." Le mi ferma con un gesto della mano. Nychta:" Andiamo in ordine cronologico ti va? Ilenia sta male e tu avvisi solo Beatrix. Peggiora e non mi dici nulla. Scopri cosa è successo e non mi dici nulla. Per poco non sbrani un tuo compagno di scuola, e non mi dici nulla. E per concludere in bellezza. Sei andata nel deserto dei Malawai a recuperare un fiore maledetto, senza dirmi nulla. Ho dimenticato qualcosa?" I suoi occhi sono completamente neri, e la sua pelle quasi va a fuoco. Clodet:" Be ho preso A nel test di storia." Mi fulmina con lo sguardo. Incendiando la pelle. Ok ho esagerato. Nychta:" Dovevi chiamare me. Ci avrei pensato io. Ti ho dato quel cazzo di medaglione per un motivo, usarlo." Mi urla adosso esasperata Clodet:" Mi hai dato questo medaglione in caso di pericolo, io non lo ero. Ilenia è una mia responsabilità." Mia madre stringe i denti. Lanciando una sfera di fuoco in aria. Che esplode sopra di noi immobili. Nychta:" Sei ancora una ragazza Cloe. Hai tutta una vita per fare l'alfa. Ora non ce ne bisogno." Ok. Litigare non ci porta a nulla. Quindi decido di prendere un'altra strada. Prendo, nelle mie mani, le sue mani infuocate. Che si spengono all'istante Per quanto possa essere incazzata mia madre. Non mi farà mai del male. Ne meno non intenzionale. Clodet:" Lo so mamma. So che mi vorresti più libera, più tranquilla. Ma io non voglio fare l'alfa. Lo sono. Lo sono nelle vene. Nel sangue che ci scorre dentro." Sospiro. Richiamando i suoi occhi nei miei. Verde nel nero. Clodet:" Vorrei anche io fregarmene. Farmi la mia vita. Ma non ci riesco. Quando vedo un mio membro in difficoltà, sopraggiunge l'istinto. Io lo devo salvare. A maggior ragione se è mia sorella. Vorrei davvero non farti preoccupare così. E deluderti in questi modo. Ma non riesco a fermarlo." Lei mi ringhia contro tirandomi tra le sue braccia. Pretendendo il mio profumo con la forza. Prendendoselo. Come io mi prendo il suo. Nychta:" Sono molto fiera di te Cloe. Tu non immagini quanto. Ma ho paura. Se dovessi perdere te o tuo fratello. Io distruggerei il mondo, letteralmente." Mi prende il viso, posando fronte su fronte. Nychta:" Non sto scherzando. Sappi che se vi succede qualcosa, sarete responsabili della fine di questo pianeta." Sorrido, stringendole le mani sulle mie guancie. Clodet:" Farò il possibile. Infondo mi piace questo pianeta." Mi bacia tutto il viso. Stringendomi forte a sé per minuti, prima di lasciarmi andare. Clodet:" Io direi che non c'è motivo di dirlo a papà. Vero?" Lei sorride sadica. Non promette nulla di buono. Nychta:" O ma lui lo sa. Ti aspetta dentro. Pronto a farti un discorsetto, volevo solo darti un po' di tempo." Merda. Speriamo che non sia come il discorsetto "su come nascono i bambini" Ho ancora gli incubi a causa della sua spiegazione. Clodet:" Sei sadica. Pensavo mi avessi perdonato." Mi bacia il capo, spingendomi verso casa. Nychta:" Lo fatto. Altrimenti gli avrei detto che quel ragazzo che è entrato. È il tuo compagno." Spalancò gli occhi sorpresa. Stupida io che ancora penso di poterle nascondere qualcosa. Clodet:" È complicato." Entriamo in casa piano. Nychta:" Ma è comunque carino." Jeson:" Chi è carino?" O cazzo. Ed ecco a voi l'alfa più gelosone del mondo. Io guardo la mamma in cerca di aiuto. E lei mi aiuta. Ma cazzo se è stronza. Nychta:" Dicevo. Che è carino che tua figlia abbia confessato ogni cosa. E ha capito di meritare tutti i tuoi discorsetti." La guardo male. Ma lei è già corsa via. Infame di una madre. Tradire una figlia così. Torna a guardare mio padre. E parte il conto alla rovescia. 5 Sospira. 4 Si stiracchia il collo. 3 Mi indica la sedia. 2 Lungo respiro. 1 Occhi negli occhi O Jeson:" Che cosa ti è passato nel cervello Clodet. Volevi farti ammazzare..." Ed ecco che comincia. Ed io da brava figlia in silenzio faccio finta di ascoltarlo, ma non è cosi. Diversi pensieri mi occupano la testa. Uno su tutti. Lui. )+()+()+( )+()+()+()+()+()+()+() Notte fonda Ilenia si è ripresa completamente. Entro domani si risveglierà. E stara meglio di prima. Almeno finché non le parlerò io. E ne ho di cose da dirle. Alla fine è arrivata tutta la famiglia. Ed io, Marco e Carlos ci siamo beccati la strigliata da ognuno di loro. Ma anche i complimenti per la riuscita del piano. Finalmente se ne sono andati. Tutti dormono. Ed io sono nella quieta della mia stanza. Ad osservare la luna ormai morente. Che domani risorgerà ancora più bella e luminosa. Daiana:" Sei stanca?" Sale sul mio letto. Sedendosi di fianco a me. In casa siamo le uniche a dormire nella stessa stanza. Ma il 90% delle volte, si unisce anche Ilenia. Clodet:" Un po'." Lei sorride. Creando nelle mani un piccola luce gialla accesa. Daiana:" Un raggio di sole, per i tuoi pensieri." Sorrido, prendendolo nella mano. È una cosa che ha imparato da bambina. Ed è rimasto un segno tra di noi. "Un po' di calore, per la tua tristezza." Clodet:" Derek è il mio compagno." Lei rimane sorpresa. Non lo sa nessuno, apparte Jek. Che lo sa a causa del nostro legame, troppo stretto. Infatti anche io so che ha trovato una compagna. Ma non vuole dirmi chi è. Stronzo. Daiana:" Ed è tanto terribile come cosa?" La guardo confusa. Clodet:" Ma ci hai visto o no? Passiamo il tempo a ringhiarci contro. Abbiamo pensieri troppo diversi. Lui è lui. Ed io sono io. E.." Daiana:" E voi siete voi. E vero litigate la maggior parte del tempo. Ma poi ci sono attimi, in cui sembrate già una coppia." Stringo gli occhi in due fessure. E lei scappa dal mio sguardo. Beccata Clodet:" Cos'altro ti ha detto Carlos?" I due sono compagni. Già sono rimasta scioccata anche io. Ma pultroppo non posso che essere felici per lui. Anche se molto scioccata. Daiana:" Mi ha solo raccontato di come stavate seduti vicini. Di come avete combattuto. E di come lui l'ha difeso un paio di volte." Insomma tutto. Quel cacciatore è peggio di una pettegola. Clodet:" Quando eravamo nella grotta, è entrato in uno stato di trance. La fata mi ha fatto vedere il suo ricordo. Era agghiacciante Dana. Ora capisco perché odia i branchi misti, e non posso dargli torto. Ma non è questo il punto." Riprendo respiro. Quel suo ricordo mi ha davvero ferita. Non ho avuto ne meno il coraggio di dirgli che lo visto. Che lo sentito urlare Che ho sentito nel profondo il suo dolore straziante. Clodet:" Non si risvegliava più. Io ero terrorizzata, non volevo perderlo. Così gli fatto sentire il mio odore. Attirandolo da me. Facendolo svegliare. E nascondendolo subito dopo." Lei mi guarda ancora più sconvolta. Perché legge nei miei occhi una paura, che ho avuto solo per la mia famiglia. Ma che ora ho provato per lui. Clodet:" Mi sono sentita così libera. Così sua. Che avrei voluto dirgli tutto. Poi però mi sono tornate in mente le nostre differenze. E sono tornata chiusa in me." Lei sospira abbracciandomi. Daiana:" Tranquilla. Sono sicura che quando sarai pronta. Lo farai, ti lascerai andare. E lui farà lo stesso con te." Speriamo. E stato così bello averlo mio. Che vorrei averne ancora e ancora. E la cosa peggiore è che io mi sto innamorando di lui come persona e non solo come compagno. E questo mi terrorizza. Anche perché. Un uomo che dice di odiare i branchi misti. Amerebbe mai l'alfa di uno di questi? E se anche lui mi rifiutasse, come ha detto a Taylor? Ecco perché rimango chiusa nella mia bolla. Perché non voglio rispondere a queste domande.
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