capitolo 10 troppo diversi

3183 Parole
Pov Derek. Siamo quasi arrivati al villaggio di Clodet. Sì ho detto siamo. Perché i miei amici hanno sentito tutto, e si sono autoinvitati. Taylor per vedere ilenia. E Billy per semplice curiosità. Spero solo Nychta non se la prenda. Non ho nessuna intenzione di farla arrabbiare. Mio padre si è ripreso, almeno fisicamente. Si è chiuso nella sua mente. Nei suoi ricordi. E non sono riuscito a tirarlo fuori. Mi godro queste festività, nella speranza di trovarlo più propenso a parlare. Arriviamo ai confini del suo branco. In teoria non dovremmo avere problemi ad entrare, ci hanno invitato loro. Ma è meglio tenere gli occhi aperti. Derek- State attenti. Loro annuiscono. E iniziamo a guardarci intorno. A passi lenti controlliamo alberi e cespugli. Sembra tutto apposto. Xx:" Fermi lì. Chi siete?" Ho parlato troppo presto. In meno di un secondo siamo circondati. Derek- Sono alfa Derek. E loro sono i miei beta. Siamo stati invitati da Nychta in persona. L'uomo si ferma un secondo ad osservarci. Starà sicuramente comunicando con la sua luna. Infatti dopo qualche secondo ci lascia il via libera. Xx-:" Potete andare. Qualcuno vi raggiungerà." Riprendiamo il cammino. Questo luogo è pieno di energia. Gli alberi, la terra, i fiori. Tutto ha più vita qui. Mentre camminiamo adocchiò un lago, davvero spettacolare. Spero possa vederlo da vicino. Qualcosa mi attira in quel lago. Forse la sua vitalità, in una terra così arida come la nostra. La terra del sud è conosciuta per la sua aridita. Ma negli ultimi vent'anni sembra che le pioggie siano più frequenti. Un fattore che nessuno riesce a spiegarsi. Come io non riesco a spiegarmi, come faccia questa foresta a essere così viva. Arriviamo alle porte del villaggio. Prima di entrare decidiamo di tornare umani e vestirci. Come forma di pace. Clodet:" Finalmente siete arrivati." La mia radiosa compagna ci viene incontro. Nella sua solita presenza sportiva e nera. Derek:" Spero non ti dispiaccia. Ma questi due mi hanno seguito con l'inganno." Lei gli sorride. Salutadoli con il capo. Clodet:" Nessun problema, più siamo. Meglio è. Ora andiamo, vi mostro il Villaggio." Ilenia:" AMORE?" Un fulmine mi passa affianco, lanciandosi su Taylor. Entrambi finisco a terra ridendo e baciandosi. Clodet:" Ilenia. Ti prego, un po' di contegno." Lei gli fa il terzo dito e continua a baciarlo. Sotto le nostre risate. Finalmente si staccano, per così dire. Datò che continuano a camminare abbracciati. Sembrano siamesi. Anche io vorrei questo legame. Ma non così mieloso e appiccicoso. Comunque non credo di avere questo problema con Clodet. Forse tutt'altro. Facciamo un giro panoramico di tutto il villaggio. La gente qui non si ferma un attimo. Chi nei campi. Chi nei magazzini. Chi semplicemente rincorrere i figli sfuggiti al proprio controllo. Nell'aria si respira calma e serenità. Cosa che dovrebbe esserci in tutti i branchi, comandati da un buon alfa. Ma anche da una buona luna. La gente al nostro passaggio. China il capo, ma solo per pochi secondi. Troppo presi nel loro da farsi. Nel mio villaggio quando io e mio padre, camminiamo tra la gente. Veniamo lodati sopra ogni cosa. Ma qui si vede fin da subito, che il rapporto tra Branco e alfa. È molto più intimo di quello che io vivo nel mio branco. Nonostante io sia viziato e tradizionale, l'atmosfera che si respira qui non mi dispiace per nulla. Clodet:" Andiamo. Voglio mostrarvi la parte più bella." Cosa c'è di più bello, di quello che già c'ha mostrato? Ancora sorpresi da tutto ciò che ci circonda. La seguiamo poco lontano dal centro abitato. Già da lontano si vede uno spiazzale, una campo libero. Dove non so quanti uomini si allenano tutti insieme. Davanti a loro un uomo e una donna, che emanano potere beta. Li ho già visto a scuola, come professori. Ma non alle riunioni. Devono essere dei beta secondari. In un angolo, ad osservare il tutto. C'è Nychta che controlla la situazione e i progressi del suo esercito in allenamento. Appena ci vede, lascia la sua postazione direi non molto comoda. E si avvicina a noi, credo per salutarci. Nychta:" Benvenuto ragazzo. Vedo che hai portato i tuoi Betta con te." Il fatto che non sia con un tono minaccioso, mi rallegra. Pensavo che l'intrusione dei miei amici, potesse recare disturbo. Invece lei ne sembra felice. Finalmente sospiro sollevato. Questa donna mi crea un senso di inquietudine. Come se fossi controllato a vista, ogni gesto che faccio. Billy:" Scusi per la intrusione Luna. Ma eravamo davvero curiosi di conoscere il suo Branco." Nonostante Billy tra noi sia quello più diretto e sciolto. Sa essere anche molto diplomatico, con le persone di un certo rango. E anche per questo che è il mio migliore amico, nonché mio Beta. Nychta:" Nessun problema ragazzi. Come ho detto a mia figlia. Più siamo meglio è." Capisco che sapeva già del nostro arrivo. Sicuramente avvisata dalle guardie. È una donna che ha davvero tutto sotto controllo. Nychta:" Beh, visto che ora siete qua, volete vedere come ci alleniamo?" Accettiamo elettrizzati di poter vedere il branco, che ha la nomina di miglior esercito. Di tutti i popoli. Nychta si mette in posizione davanti a tutti gli uomini. Mentre i due beta prendono posto di fianco all'esercito. Derek:" L'esercito è sempre in allenamento?" Chiedo curioso. In fondo un giorno diventerò Alfa. Imparare dai migliori non è una cattiva idea. Clodet:" L'allenamento in genere è classico. Ma da quando siamo stati attaccati. Mia madre ha predisposto un allenamento completo per tutti." Come ho già detto, quella donna tiene tutto sotto controllo. Quello che mi stupisce. È che il loro branco. O meglio, il loro governo diciamo. È Matriarcale. Tutte le figure importanti sono donne. Persino l'alfa viene eclissato dalla luna. Jeson e i suoi beta sono dei grandi uomini. Dei grandi guerrieri e guide. Ma le donne hanno influenza maggiore su tutto. Forse il tutto dipende dalla figura delle figlie della luna. Certo la parità sessuale si vede. Ma credo che se chiedessi in giro. Tutti mi direbbero che l'alfa è Nychta. Niente in contrario, ma non lo trovo equilibrato. L'alfa deve difendere il branco. La luna accudirlo. Ma se entrambi sono alfa, il branco ne risente. Oppure i ruoli vengono invertiti. E questo non va bene. Quando io diventerò Alfa e Clodet luna. Io prenderò posto come capo e Clodet si occuperà del suo ruolo da donna. Come è giusto che sia. Le farò abbandonare le armi, in modo che si occupi del branco. È la mia compagna, dovrà per forza accettare. Intanto l'esercito ha finito il riscaldamento. E si prepara al vero allenamento. Tra noi e loro, si crea una barriera. È una fissazione. Clodet:" Serve a proteggervi." E da cosa? Da un calcio? Domande stupide, perché subito capisco cosa intende. Sul campo di crea un tornado di aria. In cui i soldati combattano,. Come nulla fosse. Dopo di che l'aria diventa acqua. E come se avessero una pistola d'acqua puntata adosso. Che loro devono schiavare. Altrimenti si farebbero molto male. E per concludere, vengono circondati da lingue di fuoco, contro cui devono combattere. Il tutto dura un paio di ore. In cui non riusciamo a distogliere lo sguardo. Non ho mai visto un allenamento del genere. Una volta finito, l'esercito torna all'allenamento base. Mentre Nychta comunica le direttive, e torna da noi. Nychta:" Vi è piaciuto lo spettacolo?" Sta scherzando vero? È stato... Taylor:" È stato fantastico. Mai visto una cosa del genere." Lei ci sorride fiera. Rimanendo sempre la donna composta che è. Nychta:" In genere si occupano Jeson e Ben degli allenamenti. Ma data la situazione. E la loro mancanza. Me ne occuperò io." Ecco perché non ho visto gli altri. Chissà dove sono. Ma lei sembra leggermi nella mente. Ve l'ho detto. È inquietante. Nychta:" Sono andati dai diversi branchi, per vedere la situazione. Ma saranno di ritorno per la festa. Ora torniamo a noi." Ci guarda tutti e tre divertita. E noto che anche Clodet si trattiene dal ridere. Nychta:" Vi piacerebbe allenarvi così? Con noi?" La domanda ci lascia spiazzati. Derek:" Certo. Sarebbe un onore per noi." Lei sorride ancora. Invitandoci a seguirla, verso un campo più piccolo. Nychta:" Bene. Il patto è questo. Se riuscirete a colpirmi una sola volta, vi allenerete con noi." Ecco dov'è la fregatura. Ma alla fine accettiamo. Provarci non costa nulla. Ci posizioniamo tutti e quattro al centro del campo. Mentre Clodet e Ilenia si godono la scena, sedute comode sull'erba. Nychta:" Forza, fatevi sotto." Ma nessuno di noi si fa avanti. Credo che come me, anche loro hanno paura di mancare di rispetto alla Luna. Anche loro sono cresciuti con una Luna, contro cui mai avrebbero combattuto. Anche perché la Luna non si occupa dell'esercito. Questo è un'altro motivo per cui non condivido il loro governo. Nychta:" Ok. Comincio io." Attacca direttamente me. Con pugni e calci che riesco tranquillamente a parare. Si sta trattenendo sembra volermi studiare. Non attacco, sempre per lo stesso motivo. E lei sembra annoiata. Nychta:" Forza. Sei un Alfa o no? E voi Beta? Volete qualcosa da bere?" Assume un atteggiamento rude e freddo. Simile a quello di un vero generale. Dopo un po' che continuiamo, sbuffa, e decide di costringerci a reagire. Aumenta la sua forza e mi tira un calcio nello stomaco, che mi fa finire a terra. Ok, non me lo aspettavo. Riparte subito alla carica, pronta a colpirmi. Ma Taylor si mette davanti parando. Anche Billy è subito davanti a me. Pronti a difendere il loro alfa. Nychta:" Era ora." Taylor combatte contro di lei. Mentre Billy mi aiuta a rialzarmi. Per poi combattere insieme tutti e tre. Lei si muove veloce parando ogni colpo. Seguendo ogni direzione. Una cosa che ho notato anche ieri, e che nonostante sembra stia giocando. Mantiene i suoi sensi a pieno. Controllando la situazione intorno a lei. Ormai siamo esausti. E non l'abbiamo colpita ne meno una volta. Ne meno di striscio. Clodet:" Stai barando madre. Sai bene che non ce la faranno." Questa affermazione mi ferisce in pieno orgoglio. Sta insinuando che sono debole. Nychta:" Allora perché non li aiuti?" Lei fa un passo avanti, ma io la fulmino con sguardo. Mi guarda confuso. . Derek:" Stanne fuori Clodet. Sono cose che non ti riguardano." Lei mi guarda scioccata dal mio tono di alfa. Che non volendo è uscito fuori. Clodet:" Non usare quel tono con me alfa. Non funziona e non lo tollerò." Mi mostra i suoi occhi neri E usa lo stesso tono. Come osa usarlo contro di me? Il suo alfa. Derek:" Sta al tuo posto Clodet. E non parlarmi così." Lei degrigna i denti. Pronta a salutarmi adosso. Clodet:" Ti conviene tacere stupido presuntuoso. Altrimenti ti faccio vedere io il tuo posto." Ci sfidiamo a suon di ringhi. Pronti a combattere. Dimenticando totalmente Nychta. Che mi riguarda con rammarico e contraddizione. Nychta:" Non sarai mai un buon alfa. Se non accetti l'aiuto del tuo branco. O della tua compagna." Lei sa. Sa che io so. Clodet spalanca gli occhi, sentendosi messa all'angolo. Capendo che io ormai lo scoperta. Derek:" Appunto perché è la mia compagna. Non si deve mettere in mezzo. Io sono alfa. Lei è la luna. Ognuno deve coprire i suoi ruoli." Io sono furioso. Mentre lei scoppia a ridere. Mi sta prendendo per il culo? Nychta:" O mia dea, che discorso idioti." Guidato dalla rabbia, l'attacco. Inutilmente. Schiva ogni mio colpo, ridendo ancora di me. Finché non finisco a terra. Decido di trasformarmi. Ma lei ha già messo un piede sulla mia schiena. Inchiodandomi al terreno. Nychta:" La presunzione e l'orgoglio. Non ti renderanno mai l'alfa, che il tuo branco merita." Cerco di rialzarmi ma è inutile. E alla fine mi arrendo. Deluso da me stesso. Quasi schifato dalla mia debolezza. Nychta si sposta e dopo aver salutato la figlia con un bacio. Torna alle sue mansioni, senza darci minimamente conto. Ilenia:" Andiamo. Lasciamoli soli." Prende a braccetto Taylor e Billy allontanandosi. Lasciandoci soli. Alla nostra resa dei conti... -_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_- Pov Clodet. Le parole di mia madre mi paralizzano. La tua compagna Ma da come mi guarda Derek, capisco che l'aveva già capito. Forse durante la battaglia ho rilasciato il mio odore. Facendomi scoprire. Ma quello che ha detto dopo mi ha spezzato dentro. È questo che vuole da me? Che abbandoni me stessa, per diventare la sua donna? Che diventi una brava donnina di casa? No. Io non potrò mai abbandonare me stessa. Rimaniamo soli. Pronti a farci battaglia. Come sempre d'altronde. Clodet:" Allora lo sai." Non è una domanda, ormai è una certezza. Derek:" Si. È ancora non capisco perché nasconderlo." Ci sediamo un po' distanti sull'erba. Siamo abbastanza isolati dagli altri, per avere la nostra privacy Clodet:" All'inizio nascondeva mio odore, perché non volevo che nessuno sapesse chi fossi. In modo da non avere qualche riguardo o privilegio." Ormai è il momento della verità. È inutile nascondersi ancora. Clodet:" Poi ho scoperto di essere la tua compagna. All'inizio semplicemente non volevo esserlo, perché mi stavi decisamente sul culo." Sorride, ricordando i primi tempi. I primi battibecco. Clodet:" Ma poi quando ho scoperto le tue idee sui branchi misti. Ho capito che non eravamo fatti per stare uno per l'altro. Nascondendo la nostra appartenenza, avrei salvato entrambi. Da scontri, guerra tra di noi." Lui mi guarda dubbioso, forse non capisce a pieno il mio pensiero. Le mie paure. Ma la cosa non mi sorprende. Egocentrico come è. Pensa solamente a se stesso. Me l'ha dimostrato anche nelle sue parole, prima. Derek:" È vero che non accetto le unioni tra compagni diversi, o tra branchi misti. Ma questo non toglie il fatto che sei la mia compagna. Posso sopportare il fatto che tu sia di un branco misto." Le parole invece di darmi sollievo, mi rendono ancora più incazzata. Non ha detto che lo accetta. Ha detto che lo sopporta. E fidatevi. Sono due cose molto diverse tra loro. Clodet:" Sono fiera del mio branco, anche se non è conforme alle tue stupide tradizioni e credenze. Non lo cambierei con nessun altro al mondo." Lui risponde annoiato. Facendomi girare ancora di più i cosiddetti. Derek:" Ti ho detto che lo accetto, basta. E una volta che verrai a vivere da me, cosa che accadrà molto presto. Ti prometto che potrai mantenere i rapporti col tuo vecchio Branco. Anche se dovrai adattarti al mio." Io spalanco gli occhi sotto shock. Ma si rende conto delle cose che sta dicendo? Oppure il colpo che gli ha detto mia madre, è stato decisamente troppo forte? Clodet:" Pensi davvero che io presto mi trasferirò da te? In casa tua? Col tuo Branco?" Lui rimane tranquillo. Come se non gli avessi detto nulla. Derek:" Certo non dico subito. Magari tra una decina di giorni, ti darò tutto il tempo per organizzare le tue cose." No. Ok. Il colpo di mia madre è stato decisamente troppo forte. Clodet:" Io non verrò a vivere da te così presto. Non ne ho nessuna intenzione." Lui mi guarda furioso. Mostrandomi i suoi occhi rossi. Una espressione da Alfa incazzato nero. Derek:" Che vuol dire che non ti trasferirai da me? Tu sei la mia compagna. Devi venire a vivere con me, in modo che potrai seguire le nostre tradizioni. Così da poter adempiere al tuo ruolo di luna al meglio." No, non ci siamo. Non ci siamo proprio. Sento i miei occhi diventare neri. Mentre il sangue mi ribolle nel cervello. Clodet:" Tu vuoi davvero che io lasci tutto. La mia casa, la mia famiglia, il mio modo di essere. Per seguirti e farti da bravo cagnolino? Non esiste. Io non sono una luna, e non lo sarò mai. Sono un'alfa e come tale pretendo, lo stesso rispetto che tu pretendi da me." Lui rimane furioso. Afferra la mia mano, stringendo con forza. Derek:" Senti. Mi sta bene che sei cresciuta in una famiglia un po' strana. Dove tua madre è l'Alfa e tuo padre sembra il suo compagno di giochi. Ma da me non funziona così." Sospiro rassegnata dal fatto, che questa discussione. Non ci porterà mai da nessuna parte. Ritiro il braccio brusca, e davvero esausta. Clodet:" Mi dispiace, ma avevo ragione fin dal principio. Nonostante siamo compagni. . Non siamo fatti per stare insieme. Io non abbandonerò mai il mio ruolo. E la tua opinione sulla mia famiglia, mi offende solo ancora di più." Cerca di parlare, alterandosi ancora di più. Mentre io parlo piano, ormai troppo delusa per urlare. Clodet:" Perché è vero che nella mia famiglia, le donne tendono a essere più forte degli uomini. Ma questa cosa non ha mai pesato a nessuno. Perché noi non ci concentriamo sul nostro ruolo, sul nostro rango sociale. Ma sull'affetto che ci lega." Lo guardo, cercando un appiglio Ma nulla, è perso nella sua presunzione e arroganza. Clodet:" E nonostante mia madre sia a capo di tutto. Non si è mai sentita superiore a nessun altro. A volte affianca e lavora in ginocchio la terra, con una contadina di Rango sociale molto diverso dal suo. Senza sentire nessuna differenza." Lo guardo negli occhi. Gli occhi che mi hanno stregato, dal primo giorno in cui l'ho visto. Che mi hanno fatto innamorare di lui, ancor prima di essere il mio compagno. Clodet:" E mi dispiace, perché invece in te vedo solamente orgoglio e presunzione. Vedo solamente l'importanza, di mostrare il proprio Rango sociale. E la vergogna di affiancarsi a una persona più debole, o diversa da se. Io non sono fatta così e non lo sarò mai." Mi rialzo, pulendo i pantaloni dalla terra e l'erba. Col cuore a pezzi dentro di me. Non sento rabbia. Non sento ira. Ma solamente tanta tristezza. Perché rifiutare, anche se in modo indiretto, un compagno. Non è piacevole. Sapere che la persona, che in teoria dovrebbe sostenerti per tutta la vita e starti vicino, invece ti reputa forse un fenomeno da baraccone. Mi spezza il cuore, decisamente più di quanto io potrei sopportare. Derek:" Mi stai rifiutando Clodet? Mi stai davvero rifiutando per queste stronzate?" Nego col capo ormai esausta, scocciata del fatto che tutte le cose che ho detto. Per lui non hanno nessuna importanza. Leggo nei suoi occhi la stessa rabbia, che ha un cane quando gli presti la coda. Non è ferito da mio rifiuto. Ma semplicemente nel suo orgoglio. E questo, mi rende sempre più sicura della mia scelta. Clodet:" Non siamo fatti per stare insieme Derek. Questa volta la luna ha sbagliato. Tu non vuoi una persona come me. Ed io non voglio una persona come te. Credo non ci sia più nulla da dirci." E con il cuore ormai in cenere. E gli occhi pronti a versare lacrime amare. Gli do le spalle e mi incammino verso casa. Ma non possono non sentire le sue urla. I suoi ringhia, il suo ululato. E vorrei tornare indietro, abbracciarlo e dargli sollievo. Ma io non potrò mai essere quello che lui vuole. Non sono fatta stare in gabbia. Sono un animale libero, nessuna gabbia sarà abbastanza grande per una come me. Nemmeno il suo grande castello.
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