– Vieni – disse ancora Laura. E lo condusse, per mano, sino al grande seggiolone di cuoio bruno, dove Cesare era solito di sedersi, per fumare, per leggicchiare una rivista francese, o sovratutto per restare in quella immobilità del corpo e dello spirito che gli era cara. – Siedi – gli suggerì Laura. Egli sedette sul seggiolone, sentendo il fresco del cuoio dietro al suo capo, una sensazione deliziosa che egli si procurava, ogni volta. La bianca figura di Laura si allontanò un momento e poi ritornò, portandogli un libro aperto. Era un piccolo volume delle Massime di La Rochefoucauld, in francese, con una legatura elegante e odorosa di cuoio di Russia. Lo aveva trovato Laura, aperto sopra una sedia, come buttato lì da un lettore frettoloso e impaziente. – Ricordati – ella disse, con una

