– Io non voglio udirti! – e si turò le orecchie. – Ah, prima non volevi vedere, ora non vuoi udire? Perché mi hai portato qui? Perché hai commesso questa nuova infamia contro Anna? Chi ti ha spinto a questo nuovo sacrilegio? Non sai che queste folli disfide portano alla rovina? È la stanza dell’amore di Anna, questa, non mi ci dovevi portare. – Io nulla sapevo – ella gemette, buttata con le braccia e col capo sulla grande scrivania. – Gli è che tu non hai conosciuto altra via che la tua, nel mondo, gli è che tu non hai rispettato che il tuo interesse; gli è che tu sei vissuta e tu vivi come la più crudele egoista e che questo tuo amore non è che egoismo selvaggio e feroce. – Cesare, non parlare così... – Me ne intendo di egoismo, io non valgo meglio di te. Ma io non ho portato, almeno

