II.-2

2620 Parole

Non una sigaretta spenta, in quei portacenere di argento così delicatamente cesellati: non l’ombra della cenere, poiché, certo, l’amante cortese non osa di fumare nella stanza che deve accogliere, che ha accolto l’amata. Non vi era quel persistente e lusinghiero odor della sigaretta già fumata, odore che non viene solo dall’aria, ma dai mobili, dalle stoffe, odore che si affina nei salotti chiusi, quasi facendosi più profondo e più ideale: l’amata donna non doveva trovare le mani dell’amante che occupate a stringere le sue, e le labbra dell’amante non dovevano far altro, fino alla stanchezza, fino alla morte, che baciare quelle dell’amata. Quale è lo scortese o l’indifferente che fuma in tale convegno d’amore? Pure, vi era un profumo nella stanza, e gli acuti sensi di Cesare Dias lo avevan

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