CAPITOLO SETTIMOL’anno seguente dopo che la decisione m’era costata tanti affanni e tante preoccupazioni, ci sposammo, nella città di Esterina. Giugno stava per finire, e subito partimmo per il mio paese, trascurando gli itinerari tradizionali. Era un’idea mia ben antica, certo più antica della mia intenzione di ammogliarmi, quella di trascorrere le vacanze nuziali nella casetta di campagna che m’era tanto cara; mi pareva che quei luoghi che avevano veduto nascere il nostro amore fossero i soli adatti a celebrarne il trionfo. Esterina mi assecondò volentieri, e del resto con la mia consueta facilità di dar corpo ai sogni io le promettevo per un’altra stagione splendidi viaggi. Ho riflettuto più tardi che probabilmente ella accettò soltanto per farmi piacere, per non contrastare un pensier

