CAPITOLO OTTAVO

1410 Parole

CAPITOLO OTTAVOLa terza estate della nostra vita coniugale la passammo in parte, per quanto durarono le mie vacanze, presso la madre di Esterina in un paesino emiliano dove ella si recava attratta dalla fiducia in certe acque famose per non so quante virtù. Esterina dovette confessare la sua pena a sua madre, dovette dirle dei nostri primi contrasti, o forse a rivelarli fu il suo umore tanto mutato, perché costei, con un tono falsamente materno, un tono risaputo che mi irritava, cominciò a esortarmi ad essere buono con Esterina, la quale forse accusavo a torto. Io non volevo assolutamente che qualcuno, neppure colei che a Esterina era madre, parlasse di cose tanto nostre, di cui ero gelosissimo. Sicché al fine, preso dall’ira, resi i rapporti tra me e mia suocera, e di riflesso quelli con

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