Remi Cullen guidava molto velocemente e io avevo una strana sensazione alla bocca dello stomaco. “Dove stiamo andando?” Gli chiesi. Lui continuò a guidare senza rispondermi. Il mio telefono suonò in tasca. Probabilmente era Calder, visto che non gli avevo ancora risposto. “Cullen...” Dissi a bassa voce sperando di attirare la sua attenzione. Mi ignorò e la macchina sembrava andare più veloce. “Cullen... dove mi stai portando...”. Sussurrai. Lo stomaco cominciava a farmi male e la testa mi sembrava strana. Era uscito dall'autostrada e stavamo sfrecciando su una strada tortuosa. Il modo in cui guidava doveva farmi star male. “Ti prego, rallenta”, lo implorai a bassa voce. Più si allontanava, più mi sentivo male. Il mio telefono suonò di nuovo, ma non c'era modo di rispondere in quel moment

