POV: Adrien Mezzanotte. I corridoi dell'ospedale respiravano in quella semioscurità che conoscevo meglio della luce del giorno. Le luci di servizio proiettavano aloni gialli sulle piastrelle fredde. I monitor ripetevano la loro litania regolare di bip. In fondo al corridoio, un'infermiera mormorava istruzioni a una collega, le voci che si fondevano nel silenzio come pietre nell'acqua. Amavo le notti in ospedale. Somigliavano a ciò che ero diventato: funzionali. Vuote. Prive di quel calore umano che non avevo più il diritto di desiderare. Facevo il mio giro. Rituale. Abitudine. Penitenza. Perché se restavo nel mio ufficio, finivo per guardare la foto di Nadia. E se tornavo a casa, il silenzio mi divorava. Allora camminavo. Controllavo. Mi rendevo utile. Era l'unico modo che conoscevo

