Attraversava i cancelli dell’Accademia assieme ad Aria, quando dalle aiuole alla sua destra qualcuno lanciò un sassolino contro le sbarre d’acciaio. Si voltarono entrambe: dall’ombra di un finto albero di ciliegio due occhi dorati, quasi luminescenti, la fissavano come sospesi tra le foglie di metallo. - Scusa… - si fece sentire subito dopo la voce di un ragazzo, quando Greta arretrò per lo spavento sino a sbattere contro la spalla dell’amica. - Non ti hanno insegnato a non fissare le allieve? Cerca almeno di fare il tuo lavoro senza spaventare i passanti. – lo rimproverò Aria, stizzita. Un ragazzo piuttosto alto, snello e in divisa da tutore sbucò dai cespugli con la sua cassetta degli attrezzi. In mano aveva ancora qualcuna delle lamine argentee che stava attaccando ai ramoscelli più

