Käthe arrossiva e impallidiva sotto il velo e seguitava a rimuover la seggiola e a volersene andare. Ma egli l’aveva incantonata in un angolo e s’era seduto comodamente davanti a lei. — Vedrà – disse bonario – che i bambini verranno. E infatti venne Jadassohn. Entrò improvviso e rimase impietrato; anche gli altri due rimasero immobili. — Dunque era vero! – pensò Diederich. Nessuno trovò parole. Käthe parlò di nuovo di bimbi e di scuole domenicali, parlava con voce implorante, quasi piangente. Jadassohn, che sembrava sospettasse di Diederich, notò aspro che tali storie per lui erano troppo complicate. — In fondo – disse Diederich tranquillo – la questione è semplice: la signorina Zillich cerca dei bambini e noi l’aiutiamo. — Se poi riuscirà ad averne uno – completò Jadassohn – questo

