VI.-3

1167 Words

Il mistero cadeva: il palazzo Dargenti diventava una casa come tutte le altre; più grande, più bella, ma non più mi- steriosa. Il parco, avvolto di nebbia, silenzioso e freddo, tentava ancora la fantasia di Adone, ma egli rimandava di giorno in giorno il progetto di penetrarvi. Avrebbe voluto trovarsi un compagno, per questo viaggio di esplorazione, perchè, bisogna dirlo subito, egli aveva ancora una vaga paura d’inoltrarvisi solo. Paura di che? Non sapeva: ma aveva paura. Non si sa mai. Jusfin raccontava che un tem- po i Dargenti tenevano nel parco una quantità di bestie strane: cervi con le corna che parevano rami; cinghiali dai denti enormi. E se qualcuna di queste bestie viveva anco- ra? Bastava darle una bastonata, è vero, ma sempre meglio in

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