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1191 Words
Era sera. Arlette aveva vagato per le strade del piccolo paese in cerca di un'idea, un'ispirazione che potesse far andare liscio il suo piano. 《Ricapitolando!》 si schiarì la voce. 《Mi teletrasporto lì, addormento la guardia, convinco il Principe ad aprirsi ai suoi sentimenti... Ma come?! Che io sappia, lui e Qiqiang si sono visti una sola volta!》 La maga si lasciò cadere a terra in ginocchio. Dopo aver pensato per tutto quel tempo ad una soluzione, era esausta. Sbuffò. 《Mi inventerò qualcosa.》 disse rialzandosi malvolentieri. E fu così che la streghetta diede inizio al suo piano. ~ 《E dai, Orion~》 《Smettila, non posso, ok?》 Il carcerato Britta era arrabbiato con la guardia: Orion non voleva dargli il suo cibo. E lui, che gli sembrava non mangiasse correttamente da un sacco di tempo, era sicuro che sarebbe morto di fame. 《È troppo che non mangio!》 《Ma se hai appena cenato!》 《Ma ho fame~》 continuava a lamentarsi. 《Era solo un pezzo di pane!》 La guardia sbuffò, cedendo, per poi lanciare in quella fredda cella dell'altro pane. 《Grazie Orion! Ti adoro!》 esclamò euforico il maggiordomo, addentando la sua cena addizionale. Ad Orion tornò in mente il passato. Quando per lui tutto era cominciato, amava il suo lavoro. Punire coloro che lo meritavano, coloro che facevano qualcosa di sbagliato, per ristabilire l'ordine... Anche se il Regno di Cuori era sempre stato un luogo piuttosto tranquillo. La giovane guardia tuttavia non si sarebbe mai aspettata di dover sorvegliare i suoi amici. Non poteva stare dalla loro parte, per quanto volesse: la perdita di quel lavoro a palazzo sarebbe costata molto alla sua famiglia. Non c'era altra soluzione: per quanto poco lo desiderasse, doveva fare quello che gli ordinava il Re. L'attenta guardia udì dei sussurri alle proprie spalle, e inspiegabilmente un improvviso attacco di sonno lo pervase. Si disse che non era troppo forte e che avrebbe potuto e dovuto resistere, ma subito cadde a terra, gli occhi semiaperti e la mente ancora per poco lucida. Prima di cadere definitivamente in quel sonno, vide del tessuto rosato passargli a fianco. Christian urlò, svegliando il Principe, che aprì un occhio. 《E tu chi sei?!》gridò il ragazzo.《Stammi lontana!》 《Eh? E di cos'hai paura?》 rise la figura ora davanti al ragazzo in cella. 《Beh... Da come hai steso Orion...》 《Ah, è solo un incantesimo base.》 precisò la maga, rivelando la sua natura e illegalità. 《Ne ho migliaia di più potenti!》 si vantò ridendo lei. Poi, in un sussurro, aggiunse qualcosa rivolto più a se stessa che al ragazzo con cui stava parlando.《Soprattutto uno...》 《Ad ogni modo!》 Riprese il precedente discorso. 《Non sono qui per te, ma comunque la guardia dovrebbe dormire per un bel po' secondo i miei calcoli, quindi se vuoi scappare hai tutto il tempo che vuoi.》 Beh, la ragazza si sbagliava. Orion si stava già riprendendo. Il giovane cercò di rimettersi in piedi, invano. L'unica cosa che riuscì a fare fu reggersi sulle nocche e le ginocchia, con braccia tremanti. 《Fermati.》 disse, sbadigliando. Cavolo, era un'entrata in scena così perfetta e lui l'aveva appena rovinata! La strega, balbettando, si rese conto del suo errore di calcolo. 《Cosa? Un'altra volta? No, non è possibile...》 《Che cazzo sta succedendo.》 Entrò in scena il Principe con strano tono calmo. La strega esitò. Era evidente che qualcosa non fosse andato secondo i suoi piani. Deglutì sonoramente: 《Non... Doveva andare così... No...》 Riprese fiato. 《Io ho... Rovinato tutto! Dall'inizio! Non sono in grado... La successione, mia nonna; aveva... Aveva ragione, io...》 Fu interrotta da un singhiozzo, poi un altro, le lacrime le stavano scendendo lungo le guance mentre lei, pietrificata dal panico, stava avendo una crisi con sé stessa. Aveva anche involontariamente fatto cadere lo scettro in suo possesso a terra. Anche la guardia, in quel momento, provava pena. Eppure nessuno in quella stanza riusciva a comprendere quello che la ragazza andava blaterando: ella parlava di cose apparentemente sconnesse e singhiozzava, guardando in un punto indefinito davanti a sé. In quel momento, il giovane Orion Reysse aveva riacquistato un po' dell'umanità perduta con quel lavoro. 《Hey...》 Provò a rivolgerle la parola, il sonno ormai quasi del tutto svanito dopo quello che stava succedendo. 《No!》 Urlò la ragazza, all'improvviso, cogliendo i presenti alla sprovvista. 《Aveva ragione, aveva ragione!》 continuava a piangere, ignorando completamente il mondo a lei circostante. 《Quella vecchia strega! Io non sono capace... La profezia- l'alterazione sta indebolendo i miei poteri-》 singhiozzava. 《No, no, no, non la voglio usare!》 sbraitò. 《Non la... Voglio usare... Questo posto deve... Ancora vivere... Io posso... Non lo permetterò! C'è ancora... Tempo...》 Si Abbassò, e con uno scatto Afferrò lo scettro e lo puntò verso la guardia, con fare minaccioso. I suoi occhi sembravano aver cambiato colore: il rosso fuoco delle sue ardenti iridi si combinava a quello della punta del magico oggetto in suo possesso, la rabbia sembrava aver prevalso sul panico, e la ragazza si era fatta spietata. La luce rossastra si rifletteva per tutto il sotterraneo dove erano collocate le segrete. Nessuno, al di fuori dei presenti nei sotterranei, sembrava aver sentito le urla o essersi accorto di cosa stesse succedendo lì sotto. Nessuno dei ragazzi osava fiatare, finché non fu lei a farlo: 《Torna a dormire, piccolo.》 《Hey hey hey aspetta! Vuoi far uscire i ragazzi vero?》 Esclamò Reysse inceppandosi tra le sue stesse parole e mettendo le mani davanti al viso, come a proteggersi da un attacco che non avrebbe potuto schivare. La strega digrignò i denti, fissando le proprie iridi scarlatte in quelle metalliche dell'altro, per poi ringhiare. Il ragazzo deglutì, ma decise di continuare il discorso. 《Sei una che pratica le arti magiche, quindi... Se tu facessi in modo che non ci scoprano, io potrei lasciarli andare!》 Per la guardia, quella era l'opportunità perfetta. Se la strega fosse riuscita a impedire di far scoprire al Re quell'evasione, avrebbe dimostrato ai suoi amici e fratelli di stare dalla loro parte, senza però rischiare alcuna punizione da parte del Re. E poi, Orion desiderava io che quei ragazzi imprigionati vivessero la propria vita. Trovava ingiusto quello che Arthur Ayad aveva fatto loro. Sebbene il Sovrano volesse proteggere il figlio, per Orion quel modo così soffocante non era di certo quello adeguato, e trovava normale la voglia di fuga del castano. Se avesse potuto, il giovane guardiano avrebbe preferito non fare giustizia dove non era corretto farla. La maga abbassò l'arma, la cui luce rossa si spense, e gli occhi della ragazza tornarono normali. 《Orion...》lo chiamò leggermente Christian. 《Che cosa pensavi? Io sono sempre stato dalla vostra parte, fratelli.》gli rispose sorridente. La ragazza sembrava dubbiosa, ma sembrò affidarsi immediatamente alla voce che parlò in seguito: 《Di lui ti puoi fidare, strega.》 Zixin aveva parlato.
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