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1093 Words
Dato che la messaggera doveva tornare nel proprio Regno abbandonò il biondo, dopo che questo le aveva spiegato cosa stesse succedendo in quei giorni al Castello di Cuori: 《Sai, non dovrei dirtelo, ma...》 aveva cominciato Britta. 《Mi fido di te, va bene?》 I messaggeri si conoscevano da molto, e Federico considerava la ragazza un'amica di cui potersi fidare e confidare ogni volta che ne sentisse il bisogno. Sapeva che la ragazza fosse una brava persona, ed era molto contento di potersi avvicinare a lei in quel modo. Pensò che sarebbe stata davvero un'ottima amica: la prima dopo la sua decisione di cambiamento. Continuò a camminare immerso tra i pensieri, finché, esattamente come la volta prima, andò a sbattere contro qualcosa. Sì, doveva decisamente smetterla di perdersi in pensieri mentre camminava. 《Ahia...》 disse una voce ai suoi piedi. Chinò il capo: Avrebbe potuto abituarsi a prendere quelle botte in testa, se ogni volta fosse apparsa la fanciulla dai lunghi capelli azzurri. Lei si trovava lì a terra, con una mano posizionata sulla propria fronte, "seduta" sotto il ragazzo. 《Non hai imparato proprio nulla dall'ultima volta, vero?》gli si rivolse. 《Oh, ciao!》 la salutò il messaggero《Come avevi detto di chiamarti?》 Ricomponendosi al meglio possibile, la ragazza rispose: 《Sono Victoire Vannini, Sacerdotessa del Dio del Raccolto.》 Il giovane le porse la mano, aiutandola ad alzarsi. 《Onorato, signorina.》 La ragazza era davvero incantevole. Il messaggero seguì con lo sguardo la mano delicata della giovane afferrare la sua, mentre cercava di stirare il vestito dalle pieghe formatesi a causa della caduta, accidentalmente causata da lui. 《Mi chiedevo, fanciulla》 osò il ragazzo. 《Se lei avesse già trovato la sua metà.》 Nell'isola dei quattro Regni, perfino sacerdoti e sacerdotesse ed ogni altra carica religiosa aveva il permesso di sposarsi, se in onore del vero amore, concesso loro dagli Dei. 《Per adesso no, signor...》 《Federico Britta! Messaggero del Regno di Cuori.》 disse, sbrigativo. 《Allora le andrebbe di conoscerci meglio?》 Non si era detto che avrebbe dovuto smetterla di chiedere ad ogni ragazza di uscire? Ci era riuscito con Mikaela, senza particolare sforzo in realtà, quindi perché ricominciare adesso con la sacerdotessa incontrata appena due volte? Certo, la ragazza lo attraeva, avrebbe attratto qualunque uomo, si disse il messaggero. Poteva lasciarla andare in quel modo, senza neanche provare? Federico si disse che quella sarebbe stata l'ultima volta. 《Ne sarei felice.》 rispose la ragazza. 《Anche se io non ho bisogno di un uomo sbadato come lei al mio fianco.》 concluse con un sorrisetto di scherno sulle labbra. Britta cercò di recuperare punti:《Si fidi di me, sono state entrambe coincidenze! Se prova ad uscire con me potrò dimostrarle che sono un ragazzo affidabile. Ah, e... Mi dia pure del tu.》 《Ci possiamo provare, Federico.》 ~ Infondo Zixin sapeva che Orion stesse dalla loro parte. E conosceva esattamente l'obbligo del ragazzo di rispettare determinate regole e i sensi di colpa che ne derivavano. Poteva benissimo comprendere ogni gesto dell'amico e cosa lo spingesse a farlo. 《Penso di avere la magia giusta!》 Esultò la strega, sempre più lunatica. 《Allora muoviti, idiota.》 sbottò il Principe in preda alla frustrazione. 《Hm.》lo guardò storto lei. 《Mi ringrazierai dopo, Principe ingrato!》 Detto questo, prima che Zixin riuscisse ad insultare in qualche modo la ragazza per come lo aveva appena trattato, si ritrovò in un luogo esterno: era uscito fuori dalla scomoda e fredda cella. Egli però non aveva la minima idea di dove si trovasse. Era notte, e il buio e il freddo regnavano in quella cittadina. Il ragazzo si trovava all'aperto, arrabbiato con quella strega per la scomodità del luogo in cui lo aveva spostato, simile a quello della vecchia cella. 《Maledetta.》 Sussurrò a denti stretti il castano, tremando per il freddo. L'aria ghiacciata di quel posto faceva sì che il respiro del Principe si trasformasse istantaneamente in condensa. Quella maga da quattro soldi non avrebbe proprio potuto aspettare la mattina seguente per "teletrasportarlo"? E poi dove era finito il suo amico Christian? Zixin decise di cercare un posto per ripararsi, ma non ebbe il tempo di avanzare di un passo che una voce, a lui non molto familiare, chiamò un nome che solo lui poteva conoscere: 《Zi?》 Il castano fece finta di non aver sentito e procedette per la sua strada, facendo credere al contadino di essersi sbagliato. Almeno fino a quando, a causa della strada sterrata e della lunga veste di Johan che egli non aveva avuto occasione di togliere, inciampò. Imprecò, sapendo che il ragazzo non avrebbe esitato a soccorrerlo, infatti così fu. 《Oh, ti sei fatto ma-》 si interruppe il moro. 《Zi?》 Esclamò stupito il ragazzo, ingenuo. 《Che cazzo vuoi?》 《Allora sei tu! Perché prima non mi hai risposto?》 Il castano imprecò. 《Non ti ho sentito.》 I minuti dopo trascorsero in un imbarazzante silenzio, tra il gelido vento di quella sera, che procurava brividi sulla pelle chiara dei due, e gli strani suoni della notte, a volte piacevoli, altre inquietanti. Zixin si alzò da terra, ignorando la mano tesa di Qiqiang. 《Zi,》 Decise di rompere il ghiaccio il paesano. 《Che ci fai a quest'ora da solo fuori?》 《Risparmia domande inutili, e comunque non sono affari tuoi.》 《Certo... Hai ragione, scusami.》Parlò timidamente il moro. 《E poi potrei farti la stessa domanda, scemo.》Aggiunse il Principe.《E non azzardarti a dire che non sono affari miei; sempre se non vuoi morire così giovane.》 《Oh, ecco... Ho avuto un litigio con mia madre, e... È da oggi pomeriggio che non torno a casa. Non vorrei tornare, però non ho alcun posto dove dormire...》rise timidamente Qiqiang. Zixin rifletté per un po'. Non sapendo più cosa dire, sussurrò un "Anche io" tra le labbra. In effetti, quello che gli era capitato era più che strano, e di certo non poteva raccontarlo. 《Zi che scappa di casa? Avrei dovuto immaginarlo-》 《E con questo cosa vorresti dire?》 lo interruppe scontroso il castano. 《Assolutamente niente!》 schizzò indietro l'altro, mettendo le mani davanti al volto come a coprirsi da un possibile colpo. Il Principe emise un verso di disappunto, voltando rapidamente la testa e procedendo per la sua strada, lasciando il moro indietro.
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