28. Ciao, mamma Rientrare a casa voleva dire riprendere una normalità, una qualunque, anche una nuova, mai sperimentata prima. Per Isobel era tutto nuovo ed era quasi felice. Quasi perché quella felicità era precaria. Per Elena la situazione era fragile e delicatissima, con l'aggravante che sarebbe bastato un pelo fuori posto per fare un danno irreparabile, per cui la routine che lei e Diego stavano costruendo per accudire Isobel era il luogo neutro in cui esercitare la loro castissima intimità. Diego era semplicemente terrorizzato. Non provava terrore vero dai tempi remoti in cui Miguel faceva ancora parte della sua vita. Era un sentimento diverso, ovvio, ma era quasi peggiore, perché se fosse andato storto qualcosa con Elena, sarebbe morto. Per cui andavano piano, come funamboli s

