4.

1649 Words
4. Maddalena Maschieri 1989 Nicola e Maddalena erano fratelli, erano entrambi single e non vivevano insieme, ma si sentivano molto a proprio agio l’uno a casa dell'altra per cui, quella sera, quando furono arrivati nell'appartamento di Maddalena, non fu strano che Nicola si mettesse a cucinare, mentre lei e Diego facevano il giro della casa. Un giro breve, perché l'appartamento era piccolo, ma a Diego piacque oltre misura e gli sembrò una reggia. - Che igiene! - esclamò sorpreso. - E c'è pure ordine! Incredibile, eh? Per ultima Maddalena gli mostrò la stanza degli ospiti che sarebbe stata la sua. - È un po' sottosopra, domani spostiamo tutte le cianfrusaglie... - gli disse. Era una stanzetta con un mezzo letto pieno di libri accatastati sopra. Li spostarono insieme. Diego maneggiava quei volumi con una cura e una deferenza quasi commoventi, riponendoli in scala sul ripiano più sgombro della libreria. Maddalena posò sulla sedia la borsa con i vestiti che Nicola aveva portato e poi mise delle lenzuola pulite nel letto. - Profumano! - esclamò elettrizzato Diego. - Fra un po' profumerai anche tu... ti va un bagno caldo? Devi tenere la fasciatura fuori dalla vasca, però. - Sì! Davvero posso farmi il bagno? Quegli occhi neri riuscivano a prendere vita all'istante ed era sorprendente. - Certo. Vuoi che chiami Nicola? - Tu non... - Non voglio metterti in imbarazzo, sei un bambino grande. - Ma no, dai - la tranquillizzò Diego. Acqua calda, sapone profumato, shampoo. - Se è un sogno, non voglio svegliarmi - dichiarò Diego. Maddalena rise. - E questa dove l'hai sentita? - In TV. Maddalena intuì molte cose. Quello stranissimo bambino si era fabbricato un'educazione alternativa attingendola dalla televisione. Non era il metodo Montessori, ma di certo era meglio del metodo Suarez. Poi riempirono la vasca di acqua calda e Diego ci si infilò dentro, sospirando compiaciuto. Una volta in ammollo, Maddalena gli fece annusare diversi flaconi di bagnoschiuma per scegliere la fragranza che gli piaceva di più. Era un lusso, ma un lusso! … ah che lusso. Senza indecisione, Diego scelse la fragranza meno dolce a disposizione. - Non è che dopo avrò un odore da femmina? - Domani compriamo un sapone da maschi – promise Maddalena. - Non fa niente, questo mi piace - si affrettò a dire Diego. - Puoi avere un sapone tutto tuo con il profumo che preferisci. Oh, se la metteva così... - È importante, secondo te, avere un profumo da maschio? - si informò Diego. Quello era un mondo diverso, con regole nuove. - Non è importante, ma è bello scegliere le proprie cose. Io credo che le cose belle siano importanti. - Allora, sì, è importante - sintetizzò il bambino.. - Sono d'accordo. Si sorrisero a vicenda, lui immerso nell'acqua, lei accovacciata fuori dalla vasca. Era abbastanza probabile che si stessero innamorando, colpiti da uno di quegli amori elettivi e tenaci che solo le agnizioni possono generare. - Come hai fatto a convincere Serena “la cicciona”? - domandò poco dopo Diego, mentre lei lo insaponava con una dose abbondante di bagnoschiuma al legno di sandalo. - Non sta bene denigrare l'aspetto fisico di una persona... - insinuò Maddalena in tono sibillino, mentre gli accarezzava le spalle e il petto spumeggianti di bolle bianche e soffici. - Cosa vuol dire denigrare? - Prendere in giro, insultare. - Ah... - Serena Zucca è una stronza lavativa - precisò Maddalena, - e si dà il caso che sia anche sovrappeso. Diego sogghignò un attimo, poi tornò serio. - Non mi piacciono le parolacce – disse, compito. Odiava davvero il turpiloquio, non si sa come aveva intuito che lo slang volgare e sboccato erano sintomi e causa di molte delle peggiori abitudini a cui era stato esposto nel suo quartiere. - Scusa - gli rispose prontamente Maddalena. - Nel mio quartiere tutti parlano in modo volgare. - E tu come lo sai che è volgare? - In TV non parlano così. Preferisco come parlano in TV, è più gentile. Maddalena gli strofinò i capelli fino a produrre altra schiuma bianca e soffice, poi glieli sciacquò e lo aiutò ad asciugarli visto che il braccio fasciato doveva restare rigorosamente asciutto. - Pulito sei uno schianto di bambino! - sentenziò la dottoressa, dopo avergli infilato una serie di abiti nuovi. Mutande bianchissime, maglietta blu e calzoncini corti. Che lusso! - Sono bello davvero - convenne Diego, specchiandosi nell'anta del suo armadio. - Quanto posso restare con te? - Tutto il tempo che vuoi. - Tutta la vita, posso? - Forse quando sarai grande ti troverai una ragazza più giovane. - Io ho trovato te. - Mi sa che ci siamo trovati a vicenda. Per cena c'erano bistecche e patate lesse. La tavola era apparecchiata in modo approssimativo, piatti e bicchieri erano scompagnati, ma a Diego la sola presenza di una tovaglia e di posate d'acciaio fece sgranare gli occhi di eccitato stupore. Si sedette con gesti lenti nel posto che Maddalena gli indicò, accarezzò il manico della forchetta e l'orlo del bicchiere, poi mangiò quel cibo semplice e squisito che aveva nel piatto, come se quel momento magico dovesse essere protratto il più a lungo possibile. - Mangiate sempre seduti a tavola? - s'informò. - Sì, sempre - rispose Maddalena. - Wow! Incredibile! - Tu di solito dove mangi? - s'informò Nicola. - Mangio quando capita e mai a tavola. Quasi sempre sul divano davanti alla TV, se non la sta guardando mio padre. - Capisco. - Niente posate... non si cucina. - Rapido - commentò di nuovo Nicola. - Schifoso - precisò Diego. - Com'è che ti sei fatto rimorchiare da mia sorella? - chiese Nicola, il quale aveva intuito che quel ragazzino aveva un paio di marce in più. - Mi sono fatto male apposta per rivederla. - Interessante. Nicola non tradiva mai nessuna emozione, era veramente un maestro dell'impassibilità e questo portava la gente a raccontargli di tutto senza reticenze. - Ti sei mai preso una cotta pazzesca? - continuò Diego. - Pazzesca no, ma so cosa intendi. - Cucini sempre tu? - gli chiese dopo un po' il bambino. - Non vivo qui. Purtroppo per te, da domani, cucinerà Maddalena. - Non è roba da maschi cucinare - era un'affermazione esplorativa, Diego era curioso di sapere quanto diverso fosse il mondo in cui era precipitato. - A casa tua cucinava solo tua madre? - A casa mia non cucinava nessuno. Mia madre apriva le scatolette. - Allora ti troverai bene anche con la cucina di Maddalena - lo rassicurò Nicola. - Un uomo che fa cose da femmina è considerato un frocio - aggiunse Diego. - Capisco. - Nicola si passò una mano sugli occhi per non ridere. - Comunque gli uomini possono cucinare senza correre alcun rischio, fidati. - Quindi non sei... - No. - Sicuro? - Sicurissimo. - Hai una donna? - Al momento no, ma ho avuto un paio di ragazze. - Solo un paio? Non sono mica molte. E perché adesso no? Era veramente un altro pianeta. Suo padre viveva con sua madre perché era il suo protettore e perché gli faceva comodo, ma era abbastanza evidente che non era monogamo... per non parlare di lei. - È un po' difficile da spiegare... - disse Nicola, che si rendeva conto che con Diego mancavano del tutto i punti di riferimento. - Perché non parliamo di calcio? Ti piace il calcio? - Lo odio. Ma non dirlo in giro. - A me piace il calcio. Maddalena li ascoltava, studiando così la singolare personalità di Diego. Aveva un'educazione innata, un individualismo spiccato e curioso che lo avevano preservato dallo squallore in cui era cresciuto. Quello squallore, invece di penetrargli nell'anima, Diego lo aveva tenuto a bada osservandolo come un fenomeno sociale e ciò lo aveva protetto. - Mio padre ha voluto darmi il nome di un calciatore famoso. - Il grande Diego Armando Maradona. Una leggenda. - Un tossico come lui - lo liquidò Diego. - Anche, sì... ma quando era in campo... ah... Diego finì le patate che aveva nel piatto e poi aiutò a sparecchiare. Maddalena non immaginava che fosse così preciso nel portare via la roba dalla tavola, si aspettava gesti maldestri e rozzi e invece Diego era delicato e riverente come se invece di una cena stesse celebrando un rito religioso. - Ci penso io a riordinare - disse infine Nicola. - Voi due andate a rilassarvi sul divano. - Grazie, Nicola... - rispose sua sorella. Per quanto Diego sembrasse contento, Maddalena era certa che comunque fosse piuttosto provato dal repentino cambiamento. Si sedettero sul divano e lei cercò un programma televisivo neutro, qualcosa che non occupasse la mente con immagini incisive. Voleva che Diego liberasse i pensieri e che si addormentasse sereno, il più possibile sereno. Cambiò diversi canali, ma fu lui a fermarla su un concerto di musica classica. - Che fanno quelli? - chiese incuriosito. - Suonano. È un'orchestra. - È meraviglioso! Possiamo guardare quello? - Certo. La musica classica andava benissimo. Rilassante e superba. Diego spalancò prima gli occhi poi la bocca e rimase immobile, muto e fermo per tutta la durata del concerto. Solo quando inquadrarono il primo violino, una ragazza giovanissima e di una bellezza sconvolgente, trovò il fiato. - Cos'è? - Cosa? - Cosa sta suonando? La ragazza non l'aveva nemmeno notata. - Un violino. - I maschi possono suonare il violino? Questa cosa dei ruoli sembrava un chiodo fisso. - Molti dei più grandi violinisti sono uomini - gli spiegò Maddalena. - Voglio farlo anch'io, allora. Posso? - Certo che puoi. Dopo di che chiuse la bocca e restò zitto fino alla fine. Sulle ultime note di Čajkovskij , Diego cominciò a chiudere gli occhi. Quando Maddalena spense la televisione, era proprio addormentato; s'era lasciato andare verso di lei, appoggiando la testa sulla sua spalla. Fino all'ultimo aveva resistito, incerto se potesse toccarla o no, poi l'oblio aveva avuto la meglio e si era addormentato cadendole addosso. - Te lo porto a letto - disse Nicola, che aveva finito di fare l'uomo di casa. - Grazie. Nicola era alto e robusto e tra le sue braccia il corpicino di Diego sembrava una fascina di paglia. La benda bianca sul braccio spiccava sul blu della maglietta: s'era procurato un'ustione di secondo grado per tornare da lei. Maddalena ricacciò indietro le lacrime. Quando Nicola tornò in soggiorno, aveva recuperato anche la giacca ed era pronto per andarsene. - Quand'è che ti trovi un ragazzo della tua età? - chiese alla sorella, dandole un bacio sulla fronte. - Sto andando per gradi. Non vorrai che riparta con qualcosa di complicato!? - Prendere un bambino dalla strada può rivelarsi molto complicato - le ricordò Nicola. - Non questo. Questo è integro, te ne sei accorto? - Sì, me ne sono accorto. - Diego è passato in mezzo all'inferno senza danni. Non so come sia potuto succedere. - Un miracolo, Mad. Sì, probabilmente si trattava proprio di quello.
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