Cambiare i risultati
È stato sottolineato che “lo scopo guida l’attività”. Quindi, un particolare risultato imposta un tipo di cornice che determina che cosa viene percepito come rilevante, di successo e “interno alla cornice”; e che cosa viene considerato non rilevante, inutile ed “esterno alla cornice”. In una sessione di brainstorming, per esempio, il risultato richiesto è “tirar fuori idee nuove ed eccezionali”. Fare analogie insolite, battute strambe, domande sciocche ed essere un po’ bizzarri, sarebbero tutte attività rilevanti e utili per il conseguimento di quel risultato. Proporre soluzioni già esistenti e linee di condotta improntate sulla ricerca della “risposta giusta” e valutare se si tratti o meno di proposte “realistiche” sarebbe inappropriato ed inutile.
D’altronde, se, invece di un brainstorming, la sessione riguardasse la fase finale della negoziazione con un cliente molto importante, il risultato potrebbe essere “definire e raggiungere un accordo circa le priorità da stabilire per il completamento e la consegna di uno specifico intervento o prodotto”. Rispetto a questo risultato, è meno probabile che usare inaspettatamente analogie insolite, raccontare barzellette stravaganti, fare domande sciocche e essere un po’ bizzarri venga percepito come rilevante e utile (a meno che, naturalmente, la negoziazione non abbia raggiunto un vicolo cieco che richiede un po’ di brainstorming per andare oltre).
Analogamente, comportamenti diversi saranno percepiti come rilevanti ed utili per “conoscersi”, piuttosto che “per rispettare una scadenza imminente”. Quindi, il cambiamento del risultato che è al centro dell’attenzione in una particolare situazione o interazione cambierà i nostri giudizi e le nostre percezioni riguardo a che cosa sia rilevante e significativo.
Il modello Sleight of Mouth Un altro risultato implica la creazione di affermazioni che spostino l’attenzione delle persone su un obiettivo diverso piuttosto che su quello indirizzato da un particolare giudizio o da una particolare generalizzazione, o implicito in essi. Lo scopo del modello è mettere in discussione (o rinforzare) la pertinenza del giudizio o della generalizzazione.
Per esempio, un partecipante ad un seminario o ad un gruppo di lavoro ha fatto un esercizio e si sente frustrato perché “non ha ottenuto il risultato atteso”. Spesso una persona si sente in questo modo perché ha scelto come risultato il “farlo perfettamente”. Rispetto a questo risultato, una generalizzazione o un giudizio del tipo “non ottenere il risultato atteso significa che hai fatto qualcosa di sbagliato o che non sei abbastanza competente” potrebbe essere appropriato. Tuttavia, cambiare il risultato dell’esercizio del seminario da “farlo perfettamente” a “esplorare”, “imparare” o “scoprire qualcosa di nuovo”, può cambiare sensibilmente il modo in cui affrontiamo e interpretiamo le esperienze che capitano durante l’esercizio. Ciò che rappresenta un insuccesso rispetto a “farlo perfettamente”, può essere considerato un successo rispetto a “scoprire qualcosa di nuovo”.
Di conseguenza, l’applicazione del modello di spostamento ad un altro risultato consisterebbe nel dire al partecipante: “Il risultato dell’esercizio è imparare qualcosa di nuovo invece di dimostrare che tu sai già come fare qualcosa perfettamente. Se ripensi all’interazione, di quali nuovi insegnamenti sei consapevole?”.
Un principio analogo opera in tutte le esperienze che abbiamo nel corso della nostra vita. Se valutassimo la nostra risposta ad una situazione difficile riferendoci al risultato “essere tranquillo e sicuro” potremmo avere l’impressione di aver fallito miseramente. Se percepissimo la stessa situazione riferendoci al risultato “diventare più forte”, possiamo scoprire di aver ottenuto un grande successo.
Consideriamo la seguente affermazione, rivolta ad un cliente dal famoso psichiatra e ipnoterapeuta, il dottor Milton H. Erickson, (lo psichiatra a cui si è fatto riferimento nell’esempio dell’uomo che pensava di essere Gesù Cristo):
È importante avere un senso di sicurezza; un senso di prontezza; la piena consapevolezza che, comunque vada, puoi farcela e puoi gestire la situazione, e godere nel farlo. È bello anche trovarsi ad affrontare una situazione che non puoi gestire, ed in seguito riflettere e accorgersi che si è trattato di un apprendimento utile sotto molti, molti aspetti. Ti permette di valutare la tua forza. Ed anche di scoprire in quali ambiti hai più bisogno di far ricorso alla sicurezza riposta dentro di te… Reagire al bene ed al male, e affrontarli adeguatamente: questa è la vera gioia della vita.
L’affermazione di Erickson è un esempio di applicazione del modello Sleight of Mouth chiamato “un altro risultato”. Il commento trasforma quello che può essere considerato un “fallimento” rispetto ad un risultato (gestire la situazione) in un feedback rispetto ad un altro risultato (“Reagire al bene ed al male, e affrontarli adeguatamente”).
Cambiare il risultato cambia la cornice intorno a ciò che è rilevante e a ciò che rappresenta un successo.
Provate ad applicare questo modello a voi stessi:
1. Pensate ad una situazione in cui vi sentite impacciati, frustrati o vi considerate un fallimento.
Situazione: _________________________________________
Esempio: sento che una persona sta approfittando di me e non sono in grado di manifestarle direttamente le mie sensazioni.
2. Qual è la generalizzazione negativa o il giudizio negativo che avete espresso (riguardo a voi stessi o ad altri) in riferimento a quella situazione, e quale risultato o quali risultati sono impliciti in quel giudizio?
Giudizio: ___________________________________________
Esempio: non parlare apertamente di me stesso significa che sono un vigliacco.
Risultato(i): _________________________________________
Esempio: essere capace di parlare apertamente di me, essere forte e coraggioso.
3. Esaminate l’effetto che produrrebbe sulla percezione della situazione il pensare ad essa riferendovi ad altri possibili risultati, come, ad esempio, sicurezza, apprendimento, esplorazione, scoperta di sé, rispetto di sé e degli altri, agire con integrità, guarire, crescere, etc.
Per esempio, se il risultato fosse cambiato con: “trattare me stesso e gli altri con rispetto” o “trattare gli altri nel modo in cui io desidero essere trattato”, giudicare qualcuno un “vigliacco” perché non riesce a parlare apertamentente di sé, potrebbe non sembrare una generalizzazione molto pertinente o appropriata.
4. Quale altro risultato potreste aggiungere o sostituire a quello attuale, in modo da rendere meno rilevante la vostra generalizzazione negativa o il vostro giudizio negativo e vedere più facilmente le conseguenze attuali di questa situazione come un feedback piuttosto che come un insuccesso?
Risultato(i) alternativo(i): _____________________________
Esempio: imparare ad agire con me stesso e nei confronti degli altri con coerenza, buon senso e comprensione.
Dal punto di vista della PNL, passare ad un altro risultato serve a “reincorniciare” la nostra percezione dell’esperienza. “Reincorniciare”, nella PNL, è considerato un processo fondamentale per il cambiamento, ed è il meccanismo fondamentale degli Sleight of Mouth.
Reincorniciare
Trovare altre cornici stimola le persone a reinterpretare i problemi ed a trovare delle soluzioni cambiando la cornice nel cui ambito vengono percepiti. Reincorniciare significa letteralmente “mettere una cornice nuova o diversa ad un’immagine o ad un’esperienza”. A livello psicologico, reincorniciare qualcosa significa trasformare il significato, inserendolo in una struttura o in un contesto diversi da quelli percepiti in precedenza. La cornice di un quadro è una metafora utile per la comprensione del concetto e del processo del reframing. A seconda di quello che è rappresentato nel quadro, avremo informazioni differenti sul suo contenuto, e perciò una percezione differente di ciò che il quadro rappresenta. Per esempio, un fotografo o un pittore che sta immortalando un paesaggio può “inquadrare” solo un albero, o scegliere di includere un intero prato con molti alberi, animali, e forse un ruscello o un laghetto. Questa scelta determina ciò che vedrà della scena originale chi, in seguito, guarderà il quadro. Inoltre, una persona che ha acquistato un quadro in particolare può decidere successivamente di cambiare la cornice, in modo che si adatti meglio, esteticamente, ad una determinata stanza.
Analogamente, in quanto determinano ciò che “vediamo” e percepiamo relativamente a una certa esperienza o ad un certo evento, le cornici psicologiche influenzano il modo in cui sperimentiamo e interpretiamo una situazione. Per fare un esempio, considerate per un momento la seguente figura.
Cornice piccola.
Ora osservate che cosa succede se la cornice viene allargata. Notate in che modo la vostra esperienza e la comprensione della situazione rappresentata si accrescono per includere una nuova prospettiva.
Cornice più ampia.
La prima figura non “significa” molto, di per sé. Rappresenta semplicemente una certa varietà di “pesce”. Quando la cornice viene ampliata per realizzare la seconda figura, improvvisamente si nota una situazione diversa. Il primo pesce non è semplicemente un “pesce”, ma è un “pesce piccolo che sta per essere mangiato da un pesce grande”. Il pesce piccolo sembra inconsapevole della situazione, che invece noi possiamo comprendere facilmente grazie alla nostra prospettiva e alla nostra “cornice più ampia”. Potremmo sentirci allarmati e preoccupati per il piccolo pesce, o accettare che il pesce grande abbia bisogno di mangiare per poter sopravvivere.
Notate che cosa accade quando “reincorniciamo” la situazione, ampliando ancora di più la nostra prospettiva.
Cornice ancora più ampia.
Ora abbiamo, contemporaneamente, una nuova prospettiva e un nuovo significato. Cambiando le dimensioni della cornice vediamo che il pesce piccolo non è il solo ad essere in pericolo. Anche il pesce grande sta per essere mangiato da un pesce ancora più grande. Nello sforzo di assicurarsi la sopravvivenza, il pesce grande si è focalizzato così tanto sul fatto di mangiare il pesce piccolo, da dimenticare che la sua stessa sopravvivenza è minacciata da un pesce ancora più grande.
La situazione appena illustrata, e il nuovo livello di consapevolezza che deriva dal reincorniciare il nostro punto di vista rispetto alla situazione, costituisce una metafora efficace sia del processo che dello scopo del reincorniciamento psicologico. Spesso le persone finiscono col trovarsi nella stessa situazione del pesce piccolo, o del pesce in posizione intermedia. Sono inconsapevoli delle difficoltà che incombono su di loro, come il pesce piccolo, oppure sono così focalizzati sul raggiungimento di un obiettivo, come il pesce che si trova tra gli altri due, che non si accorgono del sopraggiungere di una crisi. Paradossalmente, il pesce che si trova al centro ha comunque messo a rischio la propria vita, focalizzando l’attenzione su un comportamento particolare finalizzato proprio alla sopravvivenza. “Reincorniciare” ci consente di vedere le cose attraverso una “cornice più ampia”, cosicché possano essere implementate delle scelte e delle azioni più appropriate. In PNL, reincorniciare comporta l’aggiunta di una nuova cornice mentale intorno al contenuto di un’esperienza o di una situazione, in modo tale che questa possa essere valutata in maniera più accorta e gestita utilizzando pienamente le proprie risorse.