CAPITOLO 21 IL PUNTO DI VISTA DI ALESSANDRO I suoi fianchi sotto i miei palmi erano bollenti. Posai le mani lì, fermamente, come per marcare il mio territorio, e mormorai – sdraiati – con una voce che non riconoscevo. Troppo rauca. Troppo carica. Lei obbedì senza esitare, ma con quel sorriso a mezza bocca, quelle labbra rosse stirate in una curva che prometteva ben più di una semplice sottomissione. Il suo corpo si fuse nelle lenzuola di seta, morbido, elegante, come se avesse aspettato quel momento tutta la vita. Come se stabilisse lei quando tutto questo sarebbe cominciato. Mi avvicinai. L'aria tra noi era così densa che avevo l'impressione di tagliarla con le dita sfiorando la chiusura della sua lingerie nera. Quel tessuto, così fine, così stretto contro la sua pelle, che lo strappai

