CAPITOLO 20 IL PUNTO DI VISTA DI CLARA La porta della camera si chiuse su di noi, e il mondo scomparve. Non c'era più che l'alone dorato della mia lampada da comodino, il silenzio complice dell'appartamento, e il respiro un po' affrettato di Alessandro. Senza una parola, lasciai scivolare il mio vestito. Il tessuto di seta mormorò contro il parquet, un suono dolce e definitivo. Mi fermai davanti a lui, in semplice lingerie nera, sentendo il suo sguardo bruciare la mia pelle. Non era più lo sguardo del regista, ma quello dell'uomo, del maschio. Mi avvicinai a lui, e con la punta dell'indice, lo spinsi dolcemente. Lui si lasciò fare, cadendo all'indietro sul letto con un «oof» ovattato, i suoi occhi scuri fissi nei miei, un misto di sorpresa e anticipazione selvaggia. Lo spogliai con un

