Borci non era meno eccitato, ma la solennità del momento di cui si vedeva investito lo obbligava se non altro a una maggiore compostezza. “Ormai è fatta, mia cara. Non c’è più nessuno che possa riprendersi la corona, e meno di tutti quegli indisponenti formaggini”, riuscì a calmarla Borci, alla fine. Di comune accordo, i consorti decisero di prepararsi alla presentazione ufficiale da soli, senza l’intralcio di nessuno dei salumi accompagnatori. Ginevra guardò dal ripiano la processione di mortadelle e salsicce piccanti che scendeva verso la piazza dell’incoronazione allestita sul cassetto della frutta, e sospirò scontenta: “Non è abbastanza alto qui, per una novella stirpe di regnanti.” “Dove ti piacerebbe abitare? Ormai tutto qui dentro è nostro”, le parlò il marito alle spalle, sussu

