La signora de Bray Pape, grazie a Dio, le aveva fornito un diversivo. Parlava francese con un’eccentricità che non poteva essere ignorata. Valentine poteva vedere, senza guardare fuori dalla finestra, la faccia vuota di Marie Léonie e l’uguale vacuità con cui doveva indicare che non intendeva capire. La immaginava in piedi, immobile, in grembiule e senza pietà davanti all’altra signora, che sotto il cappello a tre punte balbettava: «Lady Tietjens, signora, Madam de Bray Pape, desire coopay la arbre…» Valentine poteva sentire i toni duri di Marie Léonie che diceva: «On dit “l’arbre”, Madame!» E poi l’alta voce della piccola cameriera: «Ci chiamava “il poro”, vostra signoria… Ci ha chiesto perché non potevamo prendere esempio!» Poi una voce, morbida per questa gente, e con modulazioni: «

