Capitolo 6 - Josephine

576 Words
Mi sveglio di soprassalto urlando quando sento di cadere nel vuoto da un enorme grattacielo. Mi giro dall'altra parte del letto per cercare rifugio nelle braccia di Hero, ma lui non c'è. Ho i pensieri in sobbuglio mentre cerco di capire dove si trovi. Sarà successo qualcosa? Mi sto seriamente cominciando a preoccupare quando rovisto nella sua camera e non trovo nemmeno un bigliettino. È solito lasciarmi qualcosa scritto quando ha da fare qualcosa al mattino presto, per questo mi agito ancora di più. Mi risistemo e scendo in cucina per chiedere ad Emma se ha notizie di suo nipote. «Buongiorno cara, ti preparo un caffè?» «Buongiorno Emma, in realtà stavo cercando Hero. Che fine ha fatto?» domando «L'ho mandato a fare la spesa, non ho cibo abbastanza da sfamare tre persone, sai vivo da sola qui.» fa una risatina e si sposta i capelli dal viso. «Poteva svegliarmi, sarei andata con lui.» gli faccio notare. «Cara, il tuo ragazzo è fatto così, dovrai abituartici, è un tipo molto autoritario.» e aggiunge «Me lo ricorda così tanto...» guarda nel vuoto e vedo i suoi occhi colmi di lacrime che cercano di trattenersi. «Posso sapere chi? Se non sono troppo invadente.» «Oh ma figurati tesoro puoi farmi tutte le domande che vuoi. Mio marito, mi ricorda molto mio marito.» Mi stringe con una mano il braccio mentre con l'altra mi accarezza il volto. «Mi dispiace tanto Emma...» la rincuoro. «Non dispiacerti, lui è sempre con me. Posso sentirlo, mi sta dicendo che sei la ragazza giusta per nostro nipote.» indica la parte superiore del petto vicino al cuore. «È incredibile. Spero di riuscire ad avere una storia come la vostra in futuro.» le faccio notare. Emma non fa in tempo a rispondermi che Hero irrompe in cucina e ci spaventa. Come il suo solito il sorrisino compiaciuto compare sul suo volto mentre io gli impreco contro per lo spavento. Diciamo che è la mia giornata giusta per avere un infarto. «Potevi svegliarmi!» esclamo mentre lui posa le buste della spesa sul bancone. «Dormivi come un ghiro.» si china per darmi un bacio. «Ehi!» gli do un pizzicotto sulla pancia e lui comincia a farmi il solletico ovunque. «Fate con comodo ragazzi.» ridacchia Emma. «Certo nonna.» risponde Hero. «Come osi darmi della nonna? Josephine continua pure a torturarlo io vado a finire il mio cruciverba.» esce dalla cucina con aria snobbante e mi lancia un occhiolino. «L'hai fatta proprio arrabbiare.» osservo ridacchia do. «Mai quanto farò arrabbiare te allora.» mi prende per le gambe e mi trascina a testa in giù per la sua camera. Cerco di divincolarmi ma la sua presa è decisa e ferma. «Mettimi giù Hero.» se la ride mentre io cerco di liberarmi. Mi butta sul letto e continua a farmi il solletico ovunque. «Ti preg.. Ti prego Hero fermo.» comincio a ridere anche io. «Solo quando ammetterai di essere un ghiro.» sbotta a ridere. In questo momento penso di odiarlo con tutta me stessa, ma sono costretta a dirlo. «Okay... Okay. Sono un ghiro!» esclamo. «Non ci voleva poi così tanto per ammetterlo.» dice con tono compiaciuto. «Ti odio.» «Devo ricominciare?» «No no, per favore. Non ti odio.» ridacchio. «Stasera usciamo con i miei amici, ti va?» mi chiede. «Sì, fantastico.» mento. Non mi piacciono molto i suoi amici, e non pensavo di dover festeggiare il suo compleanno in loro compagnia. Avrei preferito che invitasse tutto il cast del film, ma dovrò accontentarmi.
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