Capitolo 5 - Hero

429 Words
La mattina seguente mi sveglio presto,  più del solito ultimamente. Lascio Josephine riposare e, vado a fare colazione con mia nonna che si trova in veranda a guardare i primi strascichi di luce della giornata. Da quando nonno è morto ogni mattina si mette in veranda e spera di mandargli il buongiorno fissando il sole. È sempre stata una donna forte, e non lascia a vedere le sue emozioni ma io so che soffre molto da quando suo marito è morto. Hanno passato tutta la vita insieme, si sono conosciuti quando erano molto piccoli e si sono innamorati fin da subito. Un po' come me e Jo. «Buongiorno Emma.» esclamo. «Già sveglio?» «Non riesco più a dormire tanto come un tempo.» ammetto. «Stai crescendo, stai diventando un ometto.» si gira a guardarmi e mi accarezza una guancia dolcemente. «Rimarrò sempre il tuo piccolo Hero, lo sai.» «A volte penso che senza di te non avrebbe senso continuare a vivere i miei giorni. Sei l'unica cosa che mi è rimasta.» vedo scendere una lacrima sul suo volto stanco e segnato dagli anni vissuti. «Non sei sola. Nonno è qui con noi e ci protegge, come sempre.» mi commuovo anch'io. «Lo so, tesoro.» e aggiunge «andiamo, ti preparo la colazione.» Avanza in cucina mentre resto a guardare il sole in veranda. Percepisco anche io il calore di mio nonno, sento che mi sta augurando un buon compleanno da lassù. Non sono molto credente, forse per niente, ma in questi momenti sento che c'è qualcosa in più al di là di quello che vediamo. E chi perdiamo non lo perdiamo veramente. Mi basta pensare questo per stare bene. «Hero, hai chiamato tua madre?» mi domanda mia nonna. «Certo che no.» «Dovresti chiamarla.» Faccio cenno di no con la testa mentre apro un barattolo di corn flakes. «Tutti sappiamo sbagliare, ma in pochi sanno perdonare caro nipote.» afferma «Non merita il mio perdono.» «Fai come credi, ma ricorda le mie parole.» mi spettina i capelli. Mentre sorseggio un po' di latte mi ricordo che si è fatto tardi e devo uscire di casa per prenotare il locale per questa sera. Ho invitato tutto il cast del film, l'ho fatto per Josephine, so che sarà contenta di rivedere tutti. E questa mi sembrava un ottima occasione. «Se Jo chiede di me dille che sono andato a fare spesa Emma.» prendo le chiavi della macchina sul mobile nel salone. «Sì, la spesa.» mi guarda con aria di chi ha capito che sto mentendo. Ma gli scappa una risata quindi non mi preoccupo più di tanto.
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