Capito ventiquattresimo I Il nuovo giorno ci trovò già svegli e decisi a mettere la parola fine ai misteri del paese. Ne avevamo la presunzione ed il bisogno. Optai per un briefing prima di passare alle operazioni vere e proprie. Ci trovammo alla Colomba, scenario di indimenticabili colazioni. Il sole filtrava dalla grande finestra creando giochi di luce sulle pietre del grande camino. – Come pensi di entrare in casa sua? Addentai una fetta della torta di Marta fatta in casa. Masticavo lentamente, come un preistorico erbivoro, gustandomene i genuini ingredienti. Mi sentivo ispirato come Serpico. – Ho una tuta da meccanico nel baule della macchina. Mi spaccerò per tecnico del gas. – Immagino che debba tenerti d’occhio Domizio al Centro Studi. – Indovinato. Non vorrei trovarlo in cas

